Il cinema italiano si rilancia alla Biennale di Venezia 2014

Se la pattuglia dei film asiatici, in attesa di Shinya Tsukamoto (passerà martedì 2 settembre) è visibilmente meno ricca della scorsa stagione (per non parlare della...

Deproducers firmano due colonne sonore a Venezia 71 per Salvatores e De Maria

Creatori di suono, divulgatori scientifici e sperimentatori, tutto questo sono i Deproducers, il collettivo artistico composto dai quattro produttori Vittorio Cosma,...

Venezia 71: il film su Pasolini, Mario Martone, Amos Gitai, Gabriele Salvatore e il film della Guzzanti su Stato-mafia

«Nell'attuale contesto cinematografico mondiale, dove le possibilità di successo commerciale condizionano ogni scelta, i festival rimangono uno dei pochi luoghi in cui...

Ildegarda di Bingen: una pagina social per doppiare in italiano il film di Margarethe von Trotta

Un gruppo facebook e una serie di eventi a livello nazionale per ricordare una delle più grandi figure femminili del Medioevo: Ildegarda di Bingen. A promuovere l...

"Otto fragole per otto peccati": "Châteaux en musique" mescola musica, teatro e peccati capitali

Con il concerto del "Trio Musiké" formato dai valdostani Massimo Bezzo (pianoforte) e Davide Sanson (tromba) insieme al piemontese Devid Ceste (trombone) è inizat...

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Venezia 71: l'horror austriaco conquista gli spettatori del Lido

Domenica 31 Agosto 2014 18:05
Ulrich Seidl e Veronika Franz, uniti artisticamente e nella vita, celebrano a Venezia 71 un secondo matrimonio, con due film che mietono consensi. Il regista viennese habitué del Lido ("Canicola...
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Venezia 71: l'horror austriaco conquista gli spettatori del Lido

I due gemelli Elias e Lucas Schwarz in 'Ich seh Ich seh' Ulrich Seidl e Veronika Franz, uniti artisticamente e nella vita, celebrano a Venezia 71 un secondo matrimonio, con due film che mietono consensi. Il regista viennese habitué del Lido ("Canicola" e la trilogia di "Paradise") è tornato a sconvolgere pubblico e critica con "Im Keller", carrellata di deviazioni ed efferatezze che avvengono nelle cantine di un'elegante zona residenziale, passato fuori concorso nei primi giorni di proiezioni. Altro il discorso per Veronika Franz, co-sceneggiatrice di tutti i film del marito, che esordisce dietro la macchina da presa, a quattro mani con Severin Fiala, portando nella sezione Orizzonti il sorprendente "Ich seh Ich seh", horror familiare girato fra i campi di mais e i boschi della campagna austriaca.

Due gemelli di undici anni, Lucas (Lucas Schwarz) ed Elias (Elias Schwarz), aspettano a casa il rientro della madre (Susanne Wuest), reduce da un'operazione di chirurgia estetica al volto. Al rientro, ricoperta di fasciature, la donna appare scontrosa ed anaffettiva. Troppo, tanto da suscitare in loro il dubbio che sia la vera mamma. Quali abissi si celano dietro la maschera bianca che le ricopre il volto? I due bambini decidono di scoprire la verità, ad ogni costo.
Esordio cinematografico sorprendente dei gemelli Elias e Lucas Schwarz, undici anni, durante le riprese ogni giorno sotto la lente di ingrandimento di una troupe di 35 persone. E gestiti in maniera particolare: non conoscevano lo script, sul quale venivano informati solo al mattino, per non caricarli di eccessiva pressione e nel frattempo tener viva la loro curiosità. Copione che d'altronde è stato elargito con il contagocce anche al resto del cast, così da lasciare il più ampio margine di libertà possibile agli attori, scelta originale per un film di genere che viaggia in equilibrio fra horror e cinema d'autore, fra Shining e Funny Games. Pellicola con forti radici nella realtà, che dietro la patina della paura tratta argomenti attualissimi: identità, famiglia, il lato oscuro del nostro quotidiano. E singolare anche per la scelta delle luci: non ci si affida a toni cupi, ma ad esterni soleggiati e stanze piene di luce, anzi le scene più luminose sono quelle che incutono più timore. E infine, film girato in 35 millimetri, per catturare fino in fondo le espressioni dei volti su cui scorre un crescente gioco di tensioni. Tutto costruito sapientemente affinché il rapporto madre-figlio, unica forma d'amore comune al regno animale, venga capovolto in una minaccia alla vita stessa, sconvolgendo lo spettatore.

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Dalla Calabria all’Indonesia, il cinema di denuncia alla Mostra di Venezia 2014

Sabato 30 Agosto 2014 13:37
Primo film italiano nel concorso ufficiale, "Anime nere" di Francesco Munzi, coproduzione italo-francese (Rai Cinema) tratta dall'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco: ristampato per l'occasione...
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Dalla Calabria all’Indonesia, il cinema di denuncia alla Mostra di Venezia 2014

Marco Leonardi in 'Anime nere'

Primo film italiano nel concorso ufficiale, "Anime nere" di Francesco Munzi, coproduzione italo-francese (Rai Cinema) tratta dall'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco: ristampato per l'occasione, tornerà in libreria dal 17 settembre.

Africo, Aspromonte. Qui vive la famiglia dei Carbone, ‘ndrina che ha allungato i tentacoli ben oltre i confini della propria regione. Seguirli è un precorso dal Nord Europa al Nord Italia, fino a tornare alla Calabria dura dell'Aspromonte, dove tutto ha inizio e fine. E dove sempre si ritorna, come fanno, da Milano, Luigi (Marco Leonardi), carismatico frontman del clan, di cui anima pensante, ma spietata, è il fratello Rocco (Peppino Mazzotta). Il terzo fratello Luciano (Fabrizio Ferracane) non ha mai lasciato il paese, continuando l'attività pastorizia della famiglia, pur non riuscendo a scindersi dalla ‘ndrangheta. A cui invece è proiettato suo figlio ventenne Leo (Giuseppe Fumo), simbolo di una generazione perduta e senza identità. Il ragazzo ha la mano pesante, ignora i sottili equilibri della malavita, innescando una spirale che porterà alla guerra fra clan, ma soprattutto interna alla stessa ‘ndrina dei Carbone, avviata verso l'implosione.

Film cupo, con tonalità da polar francese. Asciutto, capace di entrare a perfezione dentro a una famiglia criminale e mostrarne gli aspetti antiepici: dai divani di broccato di "Gomorra" si passa alle masserie nascoste in scenari abbandonati (la parte alta di Africo è abbandonata dagli anni 50, quando a seguito di un'alluvione l'intero paese fu ricostruito sul mare), per avvicinare lo sguardo alla quotidianità dei Carbone e scoprirne con stupore i gli aspetti in comune con le vite di tutti noi. Pur nella distanza evidente con l'ambiente sociale raffigurato: una realtà dove si dice mezza parola piuttosto che una e mezza, che ha come pilastro l'immutabilità. Con il suo corollario di piccoli riti pagani (bere le ceneri del santo per guarire dalle malattie) in uso ancora oggi, che riportano l'atmosfera indietro di centinaia d'anni.

Narrazione essenziale quella di Munzi, ma attentissima ai dettagli (da rimarcare le scene di veglia ai defunti, con stanze in penombra zeppe di donne in nero, litanie, e rosari), con particolare attenzione al ruolo delle donne del clan. Il nucleo femminile sembra non definire le vite altrui, ma con la sua inscalfibile fissità emotiva rappresenta il gancio che riporta ad un destino tragico chiunque voglia uscire da quella realtà. In sala dal 18 settembre, un bel regalo per l'inizio della nuova stagione cinematografica.

Cambiamo continente. E storia. Arriva dal documentarista Joshua Oppenheimer, la sorpresa di Venezia 71. "The Look of Silence", seguito ideale del pluripremiato "The Act of Killing" (2012), lascia un segno profondo nel concorso ufficiale e nelle coscienze di chi guarda. Il regista statunitense trapiantato in Danimarca lavora da oltre dieci anni seguendo milizie, squadroni della morte e le loro vittime, per indagare il rapporto fra violenza politica e immaginario pubblico. Stavolta compie qualcosa che non ha precedenti nella storia del cinema: proseguendo il lavoro, iniziato due anni prima, sul genocidio indonesiano di oltre un milione di presunti comunisti avvenuto negli anni ‘60, documenta il confronto fra superstiti e assassini dei loro parenti. Unica forma di processo possibile in una nazione che a distanza di cinquant'anni vede i responsabili dell'eccidio ancora al potere. Accompagnando il fratello minore di una delle vittime fin dentro le case di chi guidava gli squadroni della morte. Gli incontri che ne seguono, intervallati da momenti di vita familiare dei suoi genitori, ci restituiscono immagini di rara potenza visiva quanto emotiva. Domande crude, poste con profonda dignità, che squarciano il silenzio a cui si abituano le vittime, vedendo i loro carnefici rientrare ogni sera nelle case in fondo alla strada. Più che uno sguardo, un "monumento al silenzio", come lo ha definito lo stesso Oppenheimer. Per ricordarci che davanti a tragedie di tale entità, si deve resistere alla voglia di passare subito oltre, fermarci, e ascoltare il silenzio che segue.

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Venezia 71: gli Usa dei nuovi homeless in "99 homes" di Ramin Bahrani

Venerdì 29 Agosto 2014 15:22
Il rilancio del cinema d'impegno è un punto centrale della Biennale di Venezia 2014, anticipato negli ultimi mesi dal direttore Alberto Barbera. Spazio dunque, anche nel concorso ufficiale, ai d...
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Venezia 71: gli Usa dei nuovi homeless in "99 homes" di Ramin Bahrani

Michael Shannon in '99 homes'

Il rilancio del cinema d'impegno è un punto centrale della Biennale di Venezia 2014, anticipato negli ultimi mesi dal direttore Alberto Barbera. Spazio dunque, anche nel concorso ufficiale, ai dolorosi temi sociali del terzo millennio, quelli che i media liofilizzano in termini come "crisi globale". Inaugura il filone "99 homes", del 39enne statunitense di origine iraniana Ramin Bahrani, già in concorso a Venezia 69 con "At any price", inspiegabilmente ignorato dalla giuria.

L'inquadratura iniziale sulla scena di un suicidio mette subito le cose in chiaro. Davanti alla polizia arrivata per sfrattarlo, un uomo si è sparato. Fuori dalla stanza rossa di sangue c'è Rick Carver (Michael Shannon), squalo del settore immobiliare nonché esecutore di sfratti per conto del poco comprensivo governo della Florida. Siamo a Orlando, una delle aree a più alta densità immobiliare (e di maggior pregio) del Nord America, dove Rick possiede più di mille case. Da figlio di operai senza neanche assicurazione sanitaria, ha scelto di sopravvivere ad ogni costo, messo da parte gli scrupoli, fino a diventare un medio esponente della casta che ha fatto più soldi durante il crollo dei mutui che prima. Gangster legalizzati, che fumano sigarette elettroniche guardando il mondo dagli ottantesimi piani. Il conflitto di interessi con la figura di pubblico ufficiale è evidente, ma lui ha fiutato per tempo e poi cavalcato la totale deregulation che la lobby dei costruttori USA ha imposto in ambito immobiliare. Dove le tutele per i proprietari/inquilini sono utopia, e la casa può essere pignorata dalle banche a fronte di debiti di poche migliaia di dollari. Le stesse banche che ad arte concedono mutui e prestiti ad altissimo rischio (dietro garanzia dell'unico bene rimasto: la propria abitazione) alle famiglie, per poi derubarle senza ricorrere alla parola furto.

Questa è la sorte che tocca anche a Dennis Nash (Andrew Garfield), ragazzo padre che si affanna in ogni tipo di lavoro per mantenere il figlio dodicenne e la madre Lynn (Laura Dern), con l'unica certezza di avere un tetto sicuro sulla testa. Quando gli viene sottratto, l'unico rifugio è uno dei tanti motel che accolgono sempre più la classe media americana. Da qui Dennis percorre di slancio la parabola incredulità-rabbia-rassegnazione, per superarla e entrare sui binari "giusti": quelli intrapresi da Rick vent'anni prima. Dall'altra parte del guado c'è l'America che vince, il paese "creato dai potenti, che non fa credito ai losers". È la lezione che lo squalo dell'immobiliare sbatte in faccia al suo nuovo uomo di fiducia. Dennis lo segue, impara. A volte lo supera. Profana case, vite. E quando Rick, sempre più proiettato ad ogni costo verso l'alto, lo coinvolge in una serie di truffe, il ragazzo se ne rende complice, in un'escalation che gli fa volgere le spalle al suo recente passato di vittima del sistema in cui ora è motore.

Il racconto, doloroso, accelera e prende il ritmo di un gangster movie. Gira sempre più veloce, finché Dennis capisce che non ha la scorza del suo nuovo capo. Per lui le case non sono solo boxes, ma un diritto che è stato sottratto a lui e molti altri. L'unico a cui aspira, nella sua normalità di padre e figlio. La scelta fra distruggere vite oneste o compiere una dolorosa retromarcia si risolverà in un epilogo spettacolare.

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"La vita oscena" di Aldo Nove portata sullo schermo a Venezia da Renato De Maria

Giovedì 28 Agosto 2014 17:59
Nei primi giorni di festival, il Lido stenta ad animarsi. Le presenze in sala attendono i picchi del fine settimana e, miracolo, tutti gli accreditati riescono ad accedere alle proiezioni. Il co...
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"La vita oscena" di Aldo Nove portata sullo schermo a Venezia da Renato De Maria

Clément Métayer in 'La vita oscena'

Nei primi giorni di festival, il Lido stenta ad animarsi. Le presenze in sala attendono i picchi del fine settimana e, miracolo, tutti gli accreditati riescono ad accedere alle proiezioni. Il concorso ufficiale si adatta al clima primaverile vagamente pigro e stenta a decollare, nelle sue varie sezioni. Non fa eccezione, purtroppo, la prima pellicola italiana presentata in Orizzonti, "La vita oscena" di Renato De Maria.
Tratto dal romanzo di Aldo Nove, a sua volta ispirato ad una storia vera: la sua. La coraggiosa autobiografia partorita dallo scrittore varesino nel 2010, diventa sullo schermo la vicenda di Andrea (Clément Métayer, già a Venezia come applaudito protagonista in "Après Mai" nel 2012), che nell’età della contestazione preferisce il focolare di mamma (Isabella Ferrari) e papà (Roberto De Francesco) alle sperimentazioni adolescenziali. Il suo mondo è tutto lì, sorridente dentro alle sgranate immagini di repertorio familiare, ma si sgretola all'improvviso per la morte in sequenza di entrambi i genitori. Il vuoto di Andrea è troppo grande e inspiegabile per essere affrontato. E allora esce. A guardare il mondo dal suo skateboard, con cui inizia un percorso attraverso i non-luoghi delle periferie milanesi con le loro piazze di spaccio, fino ai centri commerciali, cattedrali di vetro in cui riflette l’angoscia che gli è caduta in grembo. Hashish, cocaina e alcool sono i medicinali del suo malessere, che Andrea incanala in un congegnato percorso dissolutorio il cui fine ultimo è il suicidio. Prima del traguardo, la discesa si sofferma a lungo fra ambienti della prostituzione (vissuti in modalità totalmente passiva, tesa a ricreare il rapporto figlio-madre accudente), dove poter distruggere la sua sessualità, intesa come ultimo istinto vitale. Vive uno stato di continua allucinazione, dove le ossessioni diventano mantra. Andrea è ormai "qualcosa che attende la morte". Dalla vita vuole solo uscire, attraverso la porta di servizio. Ma una discesa così ripida può avere un limite?
Autore tutt'altro che prolifico (cinque film dal 1996), De Maria con i felici esordi di "Hotel Paura" e soprattutto "Paz" ha avuto un’impennata artistica notata anche dai fratelli Dardenne, che cinque anni fa hanno deciso di produrre il suo "Prima linea". Le aspettative sulla presenza a Venezia, con in mano un soggetto così interessante, erano alte, ancor di più tenendo conto della fotografia affidata a Daniele Ciprì e il montaggio di Jacopo Quadri. La reazione della sala non è andata nella stessa direzione. Una sceneggiatura che prescinde quasi dai dialoghi (la vicenda è interamente raccontata dalla voce fuori campo di Fausto Paravidino), il susseguirsi di immagini seriali che raramente escono da strisce di coca, bottiglie vuote e donne oggetto, virano il tutto verso un nichilismo eccessivo, statico. Dopo pochi minuti il racconto si risolve in un concerto per voce narrante e ossessiva musica elettronica, faticoso da seguire nonostante gli 85 minuti di durata. Film che il pubblico italiano rischia comunque di non vedere, dato che al momento non ha alcun distributore.

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Un rinnovato Alejandro G. Inarritu apre la 71a Biennale d'Arte Cinematografica di Venezia

Mercoledì 27 Agosto 2014 19:00
Il presidente della Biennale Paolo Baratta l'aveva promesso fin dalla scorsa edizione: la nuova sala Darsena avrebbe tenuto a battesimo la Mostra d'Arte Cinematografica 2014. Ampliata, rinnovata...
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Un rinnovato Alejandro G. Inarritu apre la 71a Biennale d'Arte Cinematografica di Venezia

Un'immagine di 'Birdman'

Il presidente della Biennale Paolo Baratta l'aveva promesso fin dalla scorsa edizione: la nuova sala Darsena avrebbe tenuto a battesimo la Mostra d'Arte Cinematografica 2014. Ampliata, rinnovata nel colore (ma soprattutto nel comfort), stupisce per accuratezza e potenza dell'impianto sonoro. Una cornice ad hoc per il ritorno al Lido di Alejandro Gonzalez Inarritu, ad undici anni dall'exploit di "21 grammi". Con "Birdman" (in concorso) il regista messicano, primo nel suo paese a ricevere una candidatura all'Oscar, svolta decisamente dalla sua precedente produzione, improntata a una drammaticità dal realismo a tratti quasi insostenibile per crudezza.

Stavolta si ride. E soprattutto si ascoltano migliaia di parole sventagliate a raffica da una sceneggiatura incalzante, intervallata da incursioni di archi e percussioni che ne amplificano i momenti clou. Una narrazione dai toni circensi, che segue le vicissitudini di Riggan Thomson (Michael Keaton), attore hoolywoodiano in declino. Vent'anni prima sul grande schermo era Birdman (stereotipato supereroe dalle fattezze marveliane), ora uno stempiato attore sessantenne che tentando di rilanciare la sua carriera, la dirotta su Broadway e assume la regia di un'opera teatrale. Fin dalle prove generali, si capisce che il compito è ben più difficile del previsto, complicato da vicissitudini familiari, attori indomabili e dal suo stesso ego. Le aspettative di Riggan dovranno dirottare su altri obiettivi.

Regia dall'impronta forte, quella di Inarritu. Simulando un unico piano sequenza (in realtà i tagli di macchina ci sono, ma restano invisibili grazie al perfetto ausilio delle luci), fa galleggiare il nostro sguardo davanti e soprattutto dietro le quinte del teatro e delle vicende vissute dai protagonisti. Oltre a Keaton, Naomi Watts, Emma Stone, Zach Galifianakis, Amy Ryan e un superbo Edward Norton appaiono e scompaiono dall'occhio di camera, decompongono la scena tenendola in perenne bilico fra recitazione e realtà, quasi indistinguibili, in una continua escalation di provocazioni e piccole nefandezze che creano un tono quasi da black comedy.

Un Inarritu nuovo, che a tratti cede all'autocompiacimento. La scelta del citazionismo spinto (Birdman è Batman, ovvero lo stesso Michael Keaton nella versione del supereroe ideata dal genio di Tim Burton nel 1989), condito da incessanti riferimenti e freddure sui "colleghi" dello star system americano, denotano una mano forse pesante, ma a suo modo efficace nel tenere occhi e orecchi vigili sulle poltrone in sala. In quelle italiane, arriverà nel febbraio 2015.

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Il padrone della Festa di Fabi, Silvestri, Gazzè vola al top dei preorder su iTunes e raddoppiano

Mercoledì 27 Agosto 2014 15:07
Con l'album "Il padrone della Festa", Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè hanno raggiunto il top della classifica dei preorder su iTunes. L'attesa è adesso per il debutto nei negozi di d...
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Il padrone della Festa di Fabi, Silvestri, Gazzè vola al top dei preorder su iTunes e raddoppiano

Con l'album "Il padrone della Festa", Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè hanno raggiunto il top della classifica dei preorder su iTunes. L'attesa è adesso per il debutto nei negozi di dischi, il prossimo 16 settembre 2014 mentre il nuovo singolo "L'amore non esiste" è già in tutte le radio e gli store digitali.
La band partirà per un tour internazionale che toccherà le più importanti città europee e italiane, con partenza il 26 settembre da Colonia, in Germania al "Club Bahnhof Ehrenfeld", per poi proseguire il 27 a Berlino al "Frannz Club", il 30 a Parigi a "La Bellevilloise", il 1° ottobre a Londra alla "Bush Hall" e replicherà il 2 al "Dingwalls", il 3 a Bruxelles al "VK", il 4 in Lussemburgo al "Conservatoire De Musique", il 5 a Amsterdam alla "Sugar Factory", il 9 a Valencia alla "Sala Salomè", il 10 a Madrid alla "Sala But Madrid" e l'11 a Barcellona alla "Sala Razzmatazz".
Dopo il giro in Europa, il 14 novembre partirà da Rimini il tour italiano al "105 Stadium" di Rimini, e proseguirà alla volta di Roma dove raddoppierà il 18 e il 19 novembre al "Palalottomatica", poi a Modena il 21 al "PalaPanini", a Padova il 22 al "PalaFabris", a Milano il 24 al "Forum di Assago", a Napoli il 28 al "Palapartenope", a Firenze il 3 dicembre al "Mandela Forum" e chiuderà a Torino il 5 al "Palaolimpico".
«Confrontarci, contaminarci e tirare fuori qualcosa che nessuno di noi avrebbe fatto da solo. Divertimento, passione, armonia: un album serio e importante. Lavoriamo insieme e lo facciamo per una scelta profonda»: è questo il senso dell'esperienza di Fabi Silvestri Gazzè, attualmente in studio per le prove prima della partenza del tour.

Le date del tour europeo:
26.09 Club Bahnhof Ehrenfeld - Colonia
27.09 Frannz Club - Berlino
30.09 La Bellevilloise - Parigi
01.10 Bush Hall - Londra
02.10 Dingwalls - Londra
03.10 VK - Bruxelles
04.10 Conservatoire De La Musique - Lussemburgo
05.10 Sugar Factory - Amsterdam
09.10 Sala Salomè - Valencia
10.10 Sala But Madrid - Madrid
11.10 Sala Razzmatazz - Barcellona

Le date del tour italiano:
14.11 105 Stadium - Rimini
18 e 19.11 Palalottomatica - Roma
21.11 Palapanini - Modena
22.11 Palafabris - Padova
24.11 Mediolanum - Milano
28.11 Palapartenope - Napoli
03.12 Nelson Mandela Forum - Firenze
05.12  Pala Alpitopur (ex Palaolimpico) - Torino

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A Padova, il Cinema Music Live fa rivivere le origini del cinema

Martedì 26 Agosto 2014 17:15
Da lunedì 1 a lunedì 15 settembre al Multisala Pio X-Mpx di Padova, Cinema Music Live, il cinema dei primi del Novecento riaffiora, con la proiezione di cinque capolavori del cinema italiano delle ori...
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A Padova, il Cinema Music Live fa rivivere le origini del cinema

Da lunedì 1 a lunedì 15 settembre al Multisala Pio X-Mpx di Padova, Cinema Music Live, il cinema dei primi del Novecento riaffiora, con la proiezione di cinque capolavori del cinema italiano delle origini, accompagnati dalla musica dal vivo di giovani solisti e da musicisti dei conservatori “Benedetto Marcello” di Venezia e “Cesare Pollini” di Padova.
Ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, gli spettatori di oggi potranno rivivere quelle sensazioni che lo spettacolo cinematografico degli anni venti regalava al suo pubblico grazie all’arte musicale del pianista e dell’orchestra, elementi indispensabili quando l’industria cinematografica non disponeva ancora della tecnologia necessaria. Man mano che il cinema sperimentava, scopriva anche le proprie potenzialità, fino ad arrivare velocemente alle partiture originali e alle esecuzioni nei teatri lirici, almeno nel caso delle “prime visioni”, con grande orchestra e coro. Oggi chi si reca al cinema trova del tutto naturale assistere alla proiezione di un film con dialoghi parlati con una colonna sonora che esce dall’impianto audio della sala cinematografica, perfettamente sincronizzate con le immagini che vede proiettate sul grande schermo senza sapere però da dove tutto ciò trae origine. Cinema Music Live riporta dunque lo spettatore alle vere origini del cinema italiano. La musica è stata scritta per l’occasione e nel caso delle “visioni ulteriori”, viene eseguita con singoli strumenti, soprattutto col pianoforte per lasciare, all’improvvisazione, il musicista stesso.
Cinema Music Live è il primo appuntamento della stagione del cinema d’autore e di qualità nella città di Padova e debutta lunedì 1 settembre alle 21.00 con due film provenienti dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano: “Pinocchio” (Italia, 1911, 45’), tratto dall’omonimo romanzo di Collodi. Il film diretto da Gant (Giulio Antamoro) vede Ferdinand Guillaume, conosciuto con i nomi d'arte di Tontolini e Polidor, impersonare il personaggio del burattino. A seguire “Amor Pedestre” (Italia, 1914, 6’), opera ispirata alla pièce teatrale di Marinetti “Le basi”, diretta e interpretata da Marcel Fabre attore, regista e sceneggiatore spagnolo del cinema muto, interprete del personaggio comico Robinet. Uno dei rari esperimenti cinematografici di gusto futurista, il film racconta la storia di un adulterio mostrando solo i piedi dei protagonisti. La “colonna sonora” è affidata a Luca Ardini (sax alto), Lorenzo De Luca (sax tenore), e Marco Storti (contrabbasso) del Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova. Dal Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC) - Cineteca Nazionale di Roma arriva lunedì 8 settembre alle 21.00, il film “Teodora” (Italia, 1922, 109’) del regista Leopoldo Carlucci. Tratto dall’opera teatrale "Théodora" di Victorien Sardou (1884), l’opera venne definita, in una recensione del 1923 come “una serie di affreschi dove, sopra uno sfondo di follia ribelle e tumultuante, di scene maestose e terribili, spicca la figura dell’imperatrice Teodora, l’ex cortigiana personificatrice dell’Impero”. La musica di accompagnamento verrà eseguita dai giovani componenti del "Collettivo Marmaja": Cristiano Vincetti (basso elettrico percussioni), Guido Frezzato (flauti, strumenti etnici, sax) e Marco Spano (tromba, flicorno contralto, percussioni).
Per l’ultimo appuntamento, lunedì 15 settembre, ricordando la Grande Guerra, la rassegna Cinema Music Live propone due opere conservate al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Le proiezioni iniziano alle 21.00 con “La guerra e il sogno di Momi” (Italia, 1917, 41’) di Segundo de Chomón. Il film, uno dei primi lavori italiani ad utilizzare tecniche d'animazione per degli effetti speciali, visualizza il racconto che un padre soldato descrive, dal fronte, al figlio. Addormentandosi, il bambino sogna fantasticherie di fatti d'armi e di scontri sostenuti da soldatini giocattolo, condotti dal valoroso padre, fino al trionfo finale. A seguire “La paura degli aeromobili nemici” (Italia, 1915, 16’), diretto ed interpretato da André Deed, attore, regista e sceneggiatore francese, famoso per il personaggio di Cretinetti, in quest’opera alle prese con la paura della guerra e dei bombardamenti tra equivoci e comici incidenti. Le musiche saranno eseguite dagli allievi del Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia. La rassegna cinematografica, curata da Carlo Montanaro, presidente dell’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema (AIRSC), è promossa dalla Regione del Veneto in collaborazione con l'AGIS e la FICE delle Tre Venezie, la Fondazione Cineteca Italiana di Milano, Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, il Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC) - Cineteca Nazionale di Roma.

Dal 1 al 15 settembre 2014
Multisala Pio X-Mpx
PADOVA

Cinema Music Live

Informazioni: tel. 049 8750851
L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti

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Audizione di giovani talenti per l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza

Martedì 26 Agosto 2014 15:58
Fino al 15 settembre 2014, i giovani talenti orchestrali diplomati e di età compresa fra i 18 e i 30 anni potranno iscriversi al bando di audizioni, pubblicato dall’Orchestra del Teatro Olimpico (OTO)...
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Audizione di giovani talenti per l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza

Fino al 15 settembre 2014, i giovani talenti orchestrali diplomati e di età compresa fra i 18 e i 30 anni potranno iscriversi al bando di audizioni, pubblicato dall’Orchestra del Teatro Olimpico (OTO) di Venezia.
Si tratta di un progetto artistico e formativo della OTO di Vicenza, fondata nel 1990, che prevede il rinnovo completo dell’organico con il maestro Alexander Lonquich nel ruolo di Direttore Principale. Dalla Stagione 2014/15, la OTO sarà un’orchestra da camera “under 30” con l’obiettivo di offrire, da un lato, un percorso di perfezionamento nella pratica orchestrale altamente formativo, grazie alla presenza di direttori e prime parti di chiara fama, e dall’altro, di realizzare una serie di concerti di elevato livello qualitativo e artistico - inseriti in una stagione in abbonamento – che si terranno nella sala grande del Teatro Comunale di Vicenza.
I ruoli orchestrali ricercati sono 25 archi (7 violini primi; 6 violini secondi; 5 viole; 4 violoncelli; 3 contrabbassi), 14 fiati (2 flauti, dei quali uno con obbligo di ottavino; 2 oboi, dei quali uno con obbligo di corno inglese; 2 clarinetti; 2 fagotti; 2 corni; 2 trombe; 2 tromboni) e quello di timpani/percussioni che sarà assegnato solo ed esclusivamente in base al curriculum professionale.
I nuovi 40 volti della OTO troveranno posto stabilmente, per periodi di due anni, e potranno sperimentare una novità professionale, quello del "ritiro artistico". Orchestrali, prime parti e direttore saranno infatti residenti tutti insieme a Villa San Fermo a Lonigo dove, nei cinque giorni precedenti i concerti, metteranno a punto i programmi con intense sessioni di studio e di approfondimento delle partiture: non solo musica, ma anche momenti di convivialità per creare spirito di gruppo e di condivisione, elementi altrettanto importanti per dare vita al "suono" di un'orchestra.
Il programma della stagione sinfonica al Teatro Comunale, prevede sei concerti incentrati prevalentemente sul grande repertorio classico e romantico. Si inaugura ad inizio novembre con Enrico Bronzi nel doppio ruolo di direttore e violoncello solista (in programma il Concerto per violoncello e orchestra op. 129 di Schumann e la Sinfonia "La Piccola" di Schubert). A dicembre salirà sul podio della OTO, Alexander Lonquich, alla sua prima uscita pubblica nella veste di direttore principale dell'orchestra vicentina. In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 di Beethoven, la quarta Sinfonia di Schumann ed un brano contemporaneo (in via di definizione). A gennaio sarà ancora la bacchetta di Lonquich a guidare l'Orchestra del Teatro Olimpico in due capolavori che hanno segnato altrettante epoche del sinfonismo: la "Jupiter" di Mozart (ultimo sommo lavoro del genio di Salisburgo) e la Sinfonia "Sogni d'Inverno" di Cajkovskij, primo riuscitissimo approccio del compositore russo in questo genere musicale. A febbraio sarà la volta di Salvatore Accardo, leggenda del violino da molti anni impegnato anche nella direzione della sua Orchestra da Camera Italiana. Accompagnato da Estrio (Laura Gorna violino, Cecilia Radic violoncello, Laura Manzini pianoforte), Accardo dirigerà la OTO nel Triplo Concerto di Beethoven, un "grande concerto concertante" per tre strumenti solisti. Completa il programma il Concerto per violino e orchestra K 216 di Mozart, con Accardo ed il suo inseparabile "Guarneri del Gesù" impegnati nella parte solistica. Sarà ancora Mozart ad aprire l'appuntamento di marzo (Andante per flauto e orchestra K 315 e Concerto per flauto e orchestra K 313), concerto che sarà concluso dalla soave Serenata n. 1 di Brahms. Ospite d'onore della serata, in veste di solista e direttore, Giampaolo Pretto, primo Flauto dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI riconosciuto come uno dei migliori fiati italiani dell'attuale panorama internazionale. L'ultimo appuntamento della stagione è in programma ad aprile con Lonquich al pianoforte (nel Concerto n. 2 di Chopin) e la prestigiosa bacchetta di Umberto Benedetti Michelangeli che dirige la OTO nel "Tombeau de Couperin" di Ravel e nella Sinfonia n. 40 di Mozart. Un discorso a parte merita il tradizionale concerto del 31 dicembre, fuori abbonamento, con il quale l'Orchestra del Teatro Olimpico festeggerà in musica l'arrivo del nuovo anno. Sarà l'ottantaseienne Leon Spierer, per trent'anni "spalla" dei Berliner Philharmoniker sotto l'era-von Karajan e l'era-Abbado, a dirigere la OTO in uno scoppiettante programma che comprende arie d'opera e operetta (sul palco il soprano elvetico Regula Mühlemann), l'esuberante Sinfonia n. 5 di Schubert, celebri ouvertures, "evergreen" come il "Valzer dei fiori" di Cajkovskij e "Wiener Blut" di Strauss Junior, senza contare gli immancabili bis festaioli a sorpresa, con il coinvolgimento del pubblico.

Scadenza iscrizioni per audizione ruoli orchestrali: 15 settembre 2014
Orchestra del Teatro Olimpico
VICENZA

tel. 0444 326598
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www.orchestraolimpicovicenza.it

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Minoritauro, l'ultimo romanzo di Alex Bevilacqua

Lunedì 25 Agosto 2014 16:20
Minoritauro, l’ultimo romanzo di Alex Bevilacqua disponibile da agosto in tutte le librerie reali e virtuali, racconta il tentativo di ascesa musicale di un artista elegante ed ispirato che, per aumen...
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Minoritauro, l'ultimo romanzo di Alex Bevilacqua

Minoritauro, l’ultimo romanzo di Alex Bevilacqua disponibile da agosto in tutte le librerie reali e virtuali, racconta il tentativo di ascesa musicale di un artista elegante ed ispirato che, per aumentare il volume del suo scarso seguito, si vede costretto ad escogitare una trovata di marketing che consiste nel presentarsi al pubblico mascherato da toro insieme ad una giovane e bella cantante alle prime armi ma vocalmente molto dotata. Il duo, formato da MinoriTauro (un’efficace sintesi tra le parole “minotauro” e “minoritario”) e Verdiana, si chiama La Bella e la Bestia ed il loro album di debutto prende il nome di “Minimal chic”. Questo strano rapporto tra un giovane quarantenne e una matura ventenne permea di sé una vicenda che viene esaminata passo dopo passo nel suo farsi, dalla genesi artistica del disco alla imprevedibile svolta extra-musicale della loro relazione, con la conseguente trasformazione del duo in coppia.
E’ un libro sull'insensatezza del mondo dove un moderno Don Chisciotte, “folle e affamato”, è deciso a lottare contro i mulini a vento dell'estetica popolare che, oggi come sempre, affascina tanto le masse.
La storia ruota intorno alla feroce “diversità” di un ragazzo-uomo che cerca di evadere dal suo anonimato, dallo stato di “minoranza e minorità”, non per voglia matta di protagonismo, ma per affermare se stesso nel mondo, comunicando attraverso la sua poesia e la sua musica. Crea così una metafora vivente e si trasforma in un mostro dal corpo umano e la testa animale, per il puro gioco della finzione artistica come ennesima maschera dietro cui rifugiarsi, ma che rappresenta una stratagemma mediatico per attirare l’attenzione e sfondare il muro della dilagante indifferenza anestetizzata. Il protagonista - narratore e narrato - sceglie però di essere affiancato da una figura femminile dalla voce incantevole, Verdiana. In questo modo, uno strano rapporto di collaborazione professionale diventa inevitabilmente attrazione, in virtù dell’entusiasmo passionale acceso dall’arte.
Oltre all'aspetto meramente narrativo del romanzo, il libro è anche una lucida ricognizione sulle dinamiche odierne di accesso al mercato musicale e più in generale artistico, che l’autore mostra di conoscere, essendo musicista e compositore egli stesso nel nostro paese. Una disamina dei meccanismi spesso superficiali e tutt'altro che meritocratici che ne governano l'ingresso e la relativa permanenza.
Lo stile alterna momenti di delicato lirismo ad altri di ludica ironia, permeando i discorsi di asciutte riflessioni sulle ipocrisie operate dall'uomo della nostra epoca sotto il segno di un vivere inautentico.

MinoriTauro
2014, Loquendo Editrice
185 pagine, 14,90 euro

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I Moderna City Ramblers con Oxfam Italia a sostegno della popolazione palestinese

Lunedì 25 Agosto 2014 13:44
Nel corso del loro tour estivo che celebra il ventennale del disco di esordio Riportando tutto a casa, i Modena City Ramblers si uniscono a Oxfam Italia e partecipano all’appello di raccolta fondi a f...
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I Moderna City Ramblers con Oxfam Italia a sostegno della popolazione palestinese

Nel corso del loro tour estivo che celebra il ventennale del disco di esordio Riportando tutto a casa, i Modena City Ramblers si uniscono a Oxfam Italia e partecipano all’appello di raccolta fondi a favore delle popolazioni della Striscia di Gaza che, ad un mese dall’inizio dell’operazione militare “Barriera difensiva”, si trovano in condizioni disumane. Dal palco di ogni tappa italiana, i Modena City Ramblers si impegneranno a lanciare messaggi di sensibilizzazione e di sostegno per dare un aiuto concreto alla popolazione palestinese. Un invito solidale destinato alla “grande famiglia” dei loro fan per finanziare un progetto di fornitura d’acqua al popolo palestinese.
In passato, la band emiliana si è recata ben tre volte in Palestina, oltrepassando il checkpoint, per suonare e cantare a favore di una raccolta fondi che ha finanziato la costruzione di 20 cisterne d’acqua per le scuole palestinesi e due aule musicali piene di strumenti. La musica dà loro un’importante opportunità, quella di ricordare al proprio pubblico la difficile situazione che bambini, donne e uomini stanno vivendo in Palestina e soprattutto dare un aiuto tangibile a Oxfam che, con il gruppo italiano ha condotto tante "pacifiche battaglie" e che attualmente sta lavorando in condizioni difficilissime per portare acqua a migliaia di sfollati.
Di ora in ora, il numero degli sfollati intrappolati a Gaza sale e i Modena City Ramblers non vogliono rimanere a guardare i dati che fanno rabbrividire chiunque: le vittime accertate tra i bambini ammontano a 460, i bombardamenti hanno distrutto l'unica centrale elettrica a Gaza, tre dei 4 maggiori generatori sono danneggiati, le forniture idriche municipali sono fuori servizio, costringendo la maggior parte della popolazione a vivere senza luce e acqua. Oxfam Italia è presente a Gaza con 34 operatori per far fronte alla crisi umanitaria. Dall'inizio del conflitto, Oxfam Italia ha fornito acqua potabile a 175.000 sfollati che hanno trovato rifugio in scuole, ospedali e altri edifici e ha distribuito buoni d'acquisto per beni di prima necessità a 26.000 persone, ha consegnato oltre 1.300 pacchetti alimentari e ha fornito assistenza sanitaria a circa 1.000 persone.


Concerti
08 Agosto 2014 Live a Valderice - VALDERICE (TP)
10 Agosto 2014 Festa del Grano – FOGLIANISE (BN)
11 Agosto 2014 Live a Nocara - Nocara (CS)
12 Agosto 2014 Gusto dopa al Sole Festival – TORRE DELL’ORSO (LE)
13 Agosto 2014 Festa del PD di Casalgrande – VILLALUNGA (RE)
14 Agosto 2014 Live a Teulada – TEULADA (CA)
16 Agosto 2014 Festambiente – RISPESCIA (GR)
03 Settembre 2014 Equinozio d’Autunno – BOSCO (SA)
05 Settembre 2014 Home Festival (TV)
11 Settembre 2014 Festa Reggio – REGGIO EMILIA
12 Settembre 2014 Live a Arco - ARCO (TN)
13 Settembre 2014 Diversamente in Musica Festival - (FE)
18 Settembre 2014 Festa Provinciale del PD – MODENA
19 Settembre 2014 Spazio Zero – GORLA MAGGIORE (VA). 

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Mostra Artisti al Forte “Miscellanea” a Forte dei Marmi

Lunedì 18 Agosto 2014 14:57
Da Domenica 17 agosto fino al 4 settembre 2014 sarà visitabile gratuitamente, al “Museo Ugo Guidi” a Forte dei Marmi, la mostra Artisti al Forte “Miscellanea”, degli artisti Roberto Braida, Federico C...
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Mostra Artisti al Forte “Miscellanea” a Forte dei Marmi

Da Domenica 17 agosto fino al 4 settembre 2014 sarà visitabile gratuitamente, al “Museo Ugo Guidi” a Forte dei Marmi, la mostra Artisti al Forte “Miscellanea”, degli artisti Roberto Braida, Federico Cappellini, Silvia Forlai, Tito Mucci, Isabel Pacini, e Vittorio Varrè, la cui presentazione è stata curata dal critico Marco Palamidessi. Il Museo Ugo Guidi e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus, in collaborazione con l’Associazione Gli Otto Venti di Pistoia hanno realizzato l’esposizione che sarà allestita al“Museo Ugo Guidi” (MUG, via Civitali 33 -Forte dei Marmi) mentre al Logos Hotel (via Mazzini 153 – Forte dei Marmi) ospiterà una sola sezione. La mostra è aperta tutti i giorni fino al 4 settembre 2014 al MUG con orario 18-20, lunedì chiuso, o su appuntamento al 348020538 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , mentre Al Logos Hotel, è aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 23.00.
Marco Palamidessi introduce così la mostra “In un’epoca in cui siamo tutti testimoni di un pianeta in balia di se stesso, alla deriva ma pur sempre magnifico, meglio non deprimersi a pensare nemmeno per un istante alla scomparsa della razza degli Artisti. Casa sarebbe la vita senza costoro, anime accese dal fulmine della Verità, che con le loro opere continuano ad educare al Bello, e che soprattutto non smettono mai di rinnovare la Creazione? Pensava bene il nostro amatissimo Proust, quando scrisse che il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale. L’apparizione del genio, colui che arde senza bruciarsi per illuminare la via che altri batteranno, è un evento che provoca entusiasmo, splendore e perfino sconcerto, costituendo un assalto all’ordine costituito delle cose, un affronto alle poche certezze rimaste, ai rari e pur sempre precari equilibri universali. Senza gli Artisti, senza di Voi, tutto perderebbe il senso e il colore della Verità, che è l’unica cosa che vale la pena di cercare ancora. L’unica ricerca che può condurci davvero alla contemplazione della Bellezza. Ecco perché niente può distogliermi da un’idea che dolcemente mi ossessiona e che sempre più mi convince, e che in fondo è una delle poche consolazioni che ho: gli Artisti sono e saranno sempre i più grandi, instancabili, inestinguibili dinosauri mai apparsi su questa Terra”.
Dal 17 agosto al 4 settembre 2014
Mostra Artisti al Forte “Miscellanea”
FORTE DEI MARMI
LUCCA
Ingresso gratuito
MUSEO UGO GUIDI - MUG
Via M. Civitali 33
Forte dei Marmi (LU)
tel. 348-3020538
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www.ugoguidi.it

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A Torre dell'Orso, Gusto dopa al Sole 2014, con 99 Posse, Rocco Hunt e Africa Unite

Lunedì 11 Agosto 2014 23:26
Torre dell'Orso, in provincia di Lecce, ospita la XV edizione del "Gusto dopa al Sole", il festival reggae e hip hop dell'estate pugliese che ogni anno porta nel Salento i protagonisti della musica Ur...
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A Torre dell'Orso, Gusto dopa al Sole 2014, con 99 Posse, Rocco Hunt e Africa Unite

Torre dell'Orso, in provincia di Lecce, ospita la XV edizione del "Gusto dopa al Sole", il festival reggae e hip hop dell'estate pugliese che ogni anno porta nel Salento i protagonisti della musica Urban internazionale e italiana.
Sin dal 1994, “Gusto Dopa al Sole” è un’immersione totale nella cultura musicale di strada: attraverso un fitto programma di concerti, contest e sound system. Ogni anno richiama giovani appassionati di reggae e hip hop sulle spiagge, nei campeggi e nelle campagne salentine per condividere la cultura di strada e la sua musica. Sono molti gli artisti che hanno calcato in passato, il palco di Gusto Dopa al Sole e tra questi ricordiamo Sean Paul, Shaggy, Snoop Dogg, B-Real, Giuliano Palma & The Bluebeaters, Burro Banton, Junior Reid, Sud Sound System, Gentleman, Michael Rose, Kurtis Blow, Asian Dub Foundation, Mr Vegas, Roy Paci, Heltah Skeltah, Etana, Busy Signal.
Dopo la serata di anteprima del festival, martedì 9 agosto, in cui il cantante reggae italiano Albrosie ha scaldato il pubblico,martedì 12 agosto sarà invece la leggenda del roots jamaicano Horace Andy ad aprire il festival e, durante la stessa sera, si esibiranno sul palco del Gusto Dopa al Sole 2014 il rapper Rocco Hunt, i Bunda Move e i Modena City Ramblers con il loro combat folk.
Il 13 agosto sarà invece la volta del Wu-Tang Clan Raekwon direttamente da New York City, della new-sensation del reggae europeo di Stylo G, dell’attesissimo Ghemon e dei veterani Africa Unite.
Infine, il 14 agosto, durante la serata di chiusura del festival, si ballerà sul ritmo dell'afro-reggae di Alpha Blondy, del raggamuffin rap dei 99 Posse, la rivelazione della scena reggae italiana Lion D e della voce femminile del reggae Mama Marjas.
Numerosi ospiti si alterneranno poi sul palco del Red Bull Tourbus, che affiancherà il palco principale durante i 3 giorni del Gusto Dopa al Sole 2014, tra questi: Dj Filo, Heart On Fire, 88 bros, Jah Sun, Kalibandulu, Livio Cori, Omi, Dj Skizo, Kooloometoo, Magellano, The Banjans, Salento Guys, Bizzarri Sound.

dal 12 al 14 agosto 2014, ore 20,30
TORRE DELL'ORSO (LE)

Gusto dopa al Sole 2014
XV edizione del festival reggae e hip hop in Puglia

Biglietto: giornaliero 10 euro. Disponibili abbonamenti per più serate e pacchetti concerto+campeggio a partire da 30 euro.
Informazioni  



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