Choi Min-sik ospite al 12o Korea Film Festival di Firenze

Il grande cinema asiatico torna a Firenze, con la “Primavera Orientale”, manifestazione dedicata alla cinematografia orientale organizzata da Fondazione Sistema Toscana....

Bitter Depero: al Museo archeologico di Aosta si brinda alle bottiglie Campari disegnate da Fortunato Depero

Dopo il successo dell'appuntamento con Ugo Nespolo, proseguono gli incontri di approfondimento sulla mostra Universo Depero organizzati dall'assessorato Istruzione e...

Nei panni di Giovanna d'Arco c'è Elisabetta Pozzi, su testo di Maria Luisa Speziani

Elisabetta Pozzi è "Giovanna d'Arco", nello spettacolo scritto da Maria Luisa Spaziani e diretto da Andrea Chiodi. Maria Luisa Spaziani, uno dei talenti letterari del ...

Excalibur – La spada nella roccia diventa musical, ma guarda anche alla commedia musicale italiana

La profezia di Avalon nel 410 d. C. aveva annunciato l'imminente sorgere di un nuovo impero destinato presto ad affermarsi: l’impero dei Britanni. Un prescelto è...

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La giovane violinista francese Solenne Païdassi (nata a Nizza nel 1985), vincitrice del 1° Premio al Concorso Internazionale Long-Thibaud di Parigi nel 2010, debutta a...

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Nove canzoni e una modesta proposta in Apnea, il nuovo disco di Susanna Parigi

Mercoledì 16 Aprile 2014 16:01
Apnea è il nuovo lavoro di Susanna Parigi interprete sofisticata e autrice di grande spessore. Diplomata in pianoforte, è solita chiamare “rumoristica” la sua maniera di suonare fisarmonica, percussio...
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Nove canzoni e una modesta proposta in Apnea, il nuovo disco di Susanna Parigi

Apnea è il nuovo lavoro di Susanna Parigi interprete sofisticata e autrice di grande spessore. Diplomata in pianoforte, è solita chiamare “rumoristica” la sua maniera di suonare fisarmonica, percussioni e altro. Fiorentina adottata da Milano, propone un genere originale per il quale è stata usata per la prima volta la definizione "Pop letterario".
Nel libretto del disco si trova una sorta di “manifesto” che spiega in breve le ragioni di questo titolo, il motivo per cui a un certo punto si deve prendere una posizione. Perché Nove canzoni e una modesta proposta? Perché, racconta Susanna Parigi, «Io cerco proposte, ne ho bisogno, perché piuttosto facile è individuare quello che non funziona, molto difficile è capire da dove partire per il cambiamento, cosa devo fare per attuarlo».
Ogni brano contiene una proposta. Dalle provocazioni lanciate dalle “Donne esoteriche”, alla proposta di una predisposizione sacerdotale per chi fa politica comeApnea è il nuovo lavoro di Susanna Parigi. Apnea  è stato registrato al Novenove Studio da Alessandro Boriani ed Andrea Rucci e mixato da Luca Orioli all’Artambo studio. Al disco hanno partecipato Fabio Di Benedetto (Voce recitante in Quello che non so), Ferruccio Spinetti (Contrabbasso in Carica erotica), Matteo Giudici (Chitarre), Michele Guaglio (Basso), Nicola Stranieri (batteria e percussioni), Aurora Bisanti (Violino solista), Alessio Nava (Trombone) e Roberto Fazari (Chitarre elettriche), alla consapevolezza che la legge non ha sufficiente velocità di adeguamento per cui l’unica via d’uscita è lavorare sul comportamento etico delle persone perché “Tutte le cose si attaccano addosso”. Dall’abuso del “Filtro elettronico” col quale ormai osserviamo il mondo e che paradossalmente ne allontana il contatto, alla biblioterapia come possibilità di guarigione attraverso i libri di “LIBeRI”.
I testi di Apnea sono stati scritti da Susanna Parigi, alcuni insieme a Kaballà. Per le musiche Susanna si è avvalsa della collaborazione di Ferruccio Spinetti (in “Carica Erotica”), Alessandro Boriani (in “Quello che non so”) e Mario Zimei (in “LIBeRI”).


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C'è Chiara Iezzi nell'horror drama T-Cave, di Cristiano Temporin per la regia di Giulio Neglia

Martedì 15 Aprile 2014 17:27
Chiara Iezzi entra a far parte del cast della web serie tutta italiana "T-Cave", un horror-drama a puntate nel quale interpreta il ruolo di una ricercatrice."T-Cave" narra le vicende di cinque ragazzi...
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C'è Chiara Iezzi nell'horror drama T-Cave, di Cristiano Temporin per la regia di Giulio Neglia

Chiara Iezzi entra a far parte del cast della web serie tutta italiana "T-Cave", un horror-drama a puntate nel quale interpreta il ruolo di una ricercatrice.
"T-Cave" narra le vicende di cinque ragazzi, amici di infanzia, che si separano a causa dei loro diversi trascorsi. Decidono però, dopo molto tempo che non si vedono, di passare qualche giorno insieme partendo per un’escursione, che si rivelerà essere un’avventura all’insegna di scoperte sconvolgenti. Chiara, che ha iniziato a studiare recitazione cinematografica già quattro anni fa, sarà sul set da fine maggio nei panni di una ricercatrice, chiamata ad interpretare dei simboli misteriosi situati all’interno di una caverna. Un personaggio chiave che, durante la seconda stagione, avrà ancora più spazio ed importanza.
«Sono entusiasta del ruolo che gli sceneggiatori e il regista Giulio Neglia mi hanno affidato - racconta Chiara Iezzi - Recitare mi fa sentire a mio agio e mi dà la possibilità di esplorare diversi aspetti del comportamento umano, che da sempre mi affascinano. In generale sono sempre stata attratta da questo genere di storie e il personaggio è, sotto certi aspetti, simile a me».
La web serie T-Cave sarà presentata il 26 aprile 2014 al Rome Web Award, la più importante premiazione italiana che intende riconoscere e promuovere il talento e il lavoro dei migliori web video-maker del panorama mondiale.
"T-Cave", serie ideata dell’esordiente Cristiano Temporin, prodotta dallo stesso insieme al compositore Fabio Mazza con la collaborazione dell’associazione culturale "Salenzia", è girata da Giulio Neglia. Le riprese sono già in corso e vedono impegnati sul set gli attori emergenti Simone Frateschi (nel ruolo di Marco), Edoardo Busterna (Eirick), Mirko Caccia (Jack), Giulio Neglia (regista e attore nel ruolo di Paul) e Cristiano Temporin (ideatore e attore nel ruolo di Enzo).

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Sul nuovo album di Caparezza Museica c'è un dipinto di Domenico Dell'Osso

Lunedì 14 Aprile 2014 14:17
L’artista Domenico Dell’Osso, capostipite dei pop surrealisti italiani, ha realizzato per Caparezza la cover del nuovo album d’inediti "Museica" in uscita il 22 aprile su etichetta Universal Music.Il ...
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Sul nuovo album di Caparezza Museica c'è un dipinto di Domenico Dell'Osso

L’artista Domenico Dell’Osso, capostipite dei pop surrealisti italiani, ha realizzato per Caparezza la cover del nuovo album d’inediti "Museica" in uscita il 22 aprile su etichetta Universal Music.
Il dipinto, un acrilico su tela di un metro per un metro e che rappresenta la copertina nasce dall'incontro e confronto dei due artisti, Dell’Osso traspone nella sua opera la spettacolarità del creato dove nulla può esistere senza il suo opposto, un equilibrio perfetto. Uno splendore che si può apprezzare pienamente abbandonando ogni vano tentativo di dominio e controllo sull’esistenza stessa e accettando il tutto come un perfetto, inspiegabile, grande mistero. Il senso della vita è la vita stessa. In quest'opera non sono importanti i singoli elementi quanto l'armonia tra gli stessi.
Nelle Opere di Dell’Osso c’è un’inquietudine sottile, vagamente angosciosa, costantemente contraddetta da una gioia di vivere raffigurata da un'atmosfera di delizia dove tutto è sublime e leggero, e ogni peso viene annullato, ponendo così esseri e cose sullo stesso piano. Nelle sue Opere tutto quel che può far paura all’uomo diviene innocuo; il suo non vuole essere dunque un rapporto tragico, ma una visione reale dei limiti dell'essere umano, limiti trasformati in gioco tramite l’accettazione del senso di realtà sorretta dall’ironia. L’ironia, legante fondamentale per rendere possibile la vita con le sue difficoltà, dove anche la comprensione dell’inaspettato, a quel punto si dimostra componente vitale dello sviluppo armonico dell’essere.
Spunti grotteschi, fantasie infantili, vissuto, gioie, sofferenze, si fondono all’interno delle sue stanze (proiezioni interiori dell’uomo), nelle quali, con ottimismo, l'omino affronta giorno dopo giorno, disegno dopo disegno, come in una narrazione a puntate, la moltitudine di situazioni comuni a tutti. L’omino non mostra mai il viso affinché chiunque di noi possa riconoscere il proprio volto nel suo.
Con l’ironia e le forme morbide e semplificate dei suoi disegni e dipinti, Dell’Osso trasforma la realtà in una sorta di fumetto, per facilitare (allo spettatore) l’identificarsi nel soggetto, mettendosi in discussione, fino a comprendere come le paure quotidiane, valutandole da punti di vista differenti, diventino inesistenti e che dunque a volte basta cambiare un piccolissimo pensiero per trasformare un immenso mondo interiore.
La serenità si costruisce pensando in modo positivo, questo il messaggio che Dell’Osso vuol trasmettere; qualsiasi situazione se viene affrontata con ironia, tenacia e forza d'animo, porta ad una maggiore consapevolezza della vita come una cosa stupenda. Nelle sue Opere si rivive un ritorno alla fanciullezza dello spirito che apre la strada verso un'allegria carica di serenità nel rapporto tra l’Io e il mondo circostante e allo stesso tempo densa di elevati livelli di coscienza.


dal 25 aprile 2014
Dell’Osso ArtGallery, piazza Vittorio Veneto 5
MATERA 

Esposizione dell’opera "Museica"


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[i] Riccardo Fogli esordisce nel musical con Ladies

Domenica 13 Aprile 2014 11:10
Dopo lo scoppiettante debutto di fine febbraio a Pietrasanta, Ladies - La Commedia Musicale è ripartita per il suo viaggio dal Teatro Dante di Campi Bisenzio (Firenze), con il suo coro di cantanti e b...
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[i] Riccardo Fogli esordisce nel musical con Ladies

Dopo lo scoppiettante debutto di fine febbraio a Pietrasanta, Ladies - La Commedia Musicale è ripartita per il suo viaggio dal Teatro Dante di Campi Bisenzio (Firenze), con il suo coro di cantanti e ballerini, un gruppo di giovani artisti che affronta la grande sfida del teatro musicale con energia, passione e talento, accompagnata nel percorso da uno dei mostri sacri della musica leggera italiana, Riccardo Fogli, guest star e sorta di tutor di questo pirotecnico viaggio negli anni '50 e '70 del '900, epoche a loro modo mitiche.

Qual è l'emozione di una serata che in pratica è una nuova prima dello spettacolo?
Anche se la prima è stata a Pietrasanta, ormai sono passati quaranta giorni da allora, settimane in cui io sono stato in Russia per un tour infinito. Cosa si prova? C'è un'emozione forte in tutti noi. Ogni teatro è una nuova emozione. Il teatro è una magia... è tutto il giorno che cerchiamo di provare perché quando una compagnia è formata da venti persone è difficile trovare singolarmente i nostri spazi!

Parliamo di Ladies.
È la storia di due donne: puntiamo i riflettori sulle donne e sui loro problemi, sulla loro vita, sulle loro ansie, sui loro sentimenti, sulle loro battaglie. Sono due donne che combattono perché i loro uomini hanno un po' di problemi, uno perché è impegnato solo nel lavoro e nella carriera, l'altro perché è un po' birichino. Le due protagoniste tirano fuori i loro attributi e guardano negli occhi i loro uomini: tutto questo avviene, un po' casualmente, a Parigi. Sotto la Torre Eiffel, alla fine, le due coppie si incontrano e si scontrano con affetto, ma con grande verità.

In tutto questo, qual è il ruolo di Riccardo Fogli?
Io sono un ex cantante di successo che aveva corteggiato una delle due signore prima che si sposasse, lasciandole un ricordo tenero ed affettuoso. Quindi, nel momento di crisi con il marito, lei mi fa una telefonata per bere una birra con me. Ci troviamo e io le consiglio di andare da una mia amica psicologa, dalla quale sono in cura anch'io a seguito del mio matrimonio turbolento, per fare due chiacchiere. Alla fine ci assomigliamo tutti!

Cosa ti aspetti da questo musical?
Cosa ci aspettiamo! Io sono una parte di un tutto, di un gruppo di bravissimi cantanti, ballerini e ballerine. Ci aspettiamo di divertire, di incuriosire e di stimolare alla riflessione: alla fine qui si tratta della vita di coppia di esseri umani! E poi c'è una cosa simpatica che si è inventato il nostro regista Matteo Borghi: alla fine dello spettacolo, spunta una chitarra e, a copione finito e a sipario chiuso, io, insieme ai ragazzi e al pubblico, canto Piccola Katy, Storie di tutti i giorni e altre canzoni, per un breve siparietto di musica popolare.

È la tua prima esperienza nel musical?
Sì, è la mia prima vera esperienza nel musical. Sono emozionatissimo, anche di più! Questo volevi sapere, giusto?

Il tuo sogno nel cassetto?
Io parto dalla Piaggio di Pontedera, dove facevo le Vespe. Quindi, se tu mi avessi chiesto la stessa cosa cinquant'anni fa, ti avrei elencato una quarantina di sogni nel cassetto, anche in ordine alfabetico! Oggi, che ne ho realizzati tanti, il mio sogno è la mia piccola bimba di venti mesi, Michelle Mary: è la congiunzione tra la Michelle dei Beatles e Mary, che è la mia mammina che mi protegge dall'alto.


12 aprile 2014, ore 21
Teatro Dante
CAMPI BISENZIO (FI).

Ladies, la commedia musicale

con Riccardo Fogli

e con: Rosalba Iacoviello, Diletta Mangolini, Claudia Cecchini, Eleonora Lombardo, Elena Mancuso, Manuel Bianco, Mirko Galeotti, Simone De Rose, Irene Urciuoli, Giada Secchi, Marta Melchiorre, Laura Cecchin, Carla della Vecchia, Nico Buratta, Flavio Parodi e Andrea Guarriera.
Produzione: A.M.V. Musiche: Ivan Cammelli. Regia: Matteo Borghi. Testi: Matteo Borghi e Giuseppe Di Falco. Produttore esecutivo: Giuseppe Di Falco. Aiutoregia: Edoardo Scalzini. Coreografie di Ilaria Napoli e Priya Smuraglia. Arrangiamenti: Davide Cammelli e Simone Papi.

Le prossime date.

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Torna L'angelico lombrico di Enrico Zoi, nell'incontro con Sandra Cervone: i Libristi e De-comporre

Venerdì 11 Aprile 2014 16:24
Firenze e Gaeta non sono poi così lontani: succede quando ad unirli è un "ponte di parole", creato fra "Libristi" fiorentini e "De-comporre". A siglare una comunione d'intenti ormai consolidata sono S...
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Torna L'angelico lombrico di Enrico Zoi, nell'incontro con Sandra Cervone: i Libristi e De-comporre

Firenze e Gaeta non sono poi così lontani: succede quando ad unirli è un "ponte di parole", creato fra "Libristi" fiorentini e "De-comporre". A siglare una comunione d'intenti ormai consolidata sono Sandra Cervone ed Enrico Zoi, entrambi giornalisti, entrambi poeti, che si presentano insieme per presentare a Firenze l'esperienza sociale ed editoriale dei poeti di Gaeta e di De-Comporre. A raccontarci l'avventura è Enrico Zoi.

Come è nato lo scambio con De-comporre a Gaeta?
Nasce come sempre accade quando le cose nascono bene, ovvero direttamente dalle cose, dai fatti. Il gancio è Paolo Ciampi, giornalista e scrittore, cofondatore dei Libristi, il quale andò a Gaeta a presentare un suo libro e fu intervistato da Sandra Cervone. Fra i due sorse un'amicizia che portò Ciampi a presentare a Gaeta ogni suo nuovo libro e così ad invitare la Cervone a Firenze nel 2010. Quindi Ciampi ha fatto parte della Giuria del Premio Letterario Città di Gaeta Letteratura di Viaggio e d'Avventura di cui lei curava l'ufficio stampa. Presidente era Folco Quilici. Oggi il premio non si fa più ma è rimasta una grande amicizia fra i due e la tradizione di invitarsi reciprocamente nelle rispettive città a presentare novità editoriali o iniziative. Oggi l'intreccio passa attraverso le esperienze poetiche mie e di Sandra e vediamo cosa porterà la nuova alchimia letteraria e umana.

Parlaci della performance sull'Angelico lombrico.
Massimo Blaco è praticamente da sempre l'attore che legge le mie poesie. Lo fa bene e con successo. È un amico con il quale condivido anche altre passioni, come la canzone d'autore e il cinema dell'orrore. Un giorno, davanti ad un caffè in una location scelta non a caso (le mitiche Giubbe Rosse di Firenze), gli esternai la mia idea di far evolvere le sue letture in una performance con musiche e con i testi poetici uniti fra loro, oltre che dalle note, anche da un pathos comune. Proposta accolta con entusiasmo da Massimo, che coinvolse subito un suo amico musicista, Riccardo Barbieri. La somma di un testo poetico e di tre passioni artistiche ha prodotto oggi questa cosa che chiamiamo, appunto, performance sull'Angelico Lombrico. Il 16 aprile sarà il suo debutto ufficiale. Emozione, ma anche convinzione fra di noi, tanto è vero che sto già scrivendo un monologo teatrale per Massimo. Intanto, però, aspettiamo pubblico e critiche sul... 'nostro' lombrichino...

Come stanno crescendi i libristi a Firenze: avete cambiato idea su giornalismo e scrittura?

Stanno crescendo. E questa è già una buona notizia. Dopo "Vènti Libristi", reading estivi 2012 e 2013, siamo impegnati ora in "Libri Libristi", un ciclo di presentazioni in uno dei centri di cultura più importanti di Firenze, la Libreria dei Lettori della Pergola: la rassegna sta andando bene, ci sta aprendo nuovi orizzonti e scenari, proseguirà di sicuro a maggio e giugno (il programma è già licenziato) e pensiamo anche da settembre in là. Su giornalismo e scrittura non abbiamo cambiato idea anche perché non siamo partiti con uno spunto filosofico preciso da perseguire o promuovere, piuttosto, come dicevo all'inizio, dall'idea, forse un po' empirica ma concreta, che le cose nascono dalle cose. I giornalisti scrittori di libri esistevano da sempre, ma nessuno aveva pensato a chiamarli e a organizzarli come libristi. Da questo dato di fatto siamo partiti confrontando e confrontandoci un po' con tutte le idee di rapporto tra giornalismo e scrittura, due sfere che in realtà sono universi caleidoscopici, tante sono le varietà creative e tematiche in essi comprese.


16 aprile 2014, ore 18,30
Libreria, via della Pergola 12
FIRENZE

Sandra Cervone e Enrico Zoi: poeti a confronto

Con una performance che l'attore Massimo Blaco e il musicista Riccardo Barbieri hanno tratto dal libro di poesie di Enrico Zoi “L'angelico lombrico”.
Dalle ore 21 in poi al Circolo Bas Bleus in Via dello Steccuto 19, reading di poesie con Sandra Cervone ed Enrico Zoi.

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Omar Pedrini racconta Gaia e la balena, secondo singolo di Che ci vado a fare a Londra?

Venerdì 11 Aprile 2014 16:13
"Gaia e la balena" è il secondo singolo estratto da "Che ci vado a fare a Londra?", il nuovo psichedelico album di Omar Pedrini (uscito il 28 gennaio su etichetta Le Foglie e Il Vento e distribuzione ...
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Omar Pedrini racconta Gaia e la balena, secondo singolo di Che ci vado a fare a Londra?

"Gaia e la balena" è il secondo singolo estratto da "Che ci vado a fare a Londra?", il nuovo psichedelico album di Omar Pedrini (uscito il 28 gennaio su etichetta Le Foglie e Il Vento e distribuzione Universal), che arriva a 8 anni dall’ultimo disco di inediti del cantautore bresciano, "Pane, burro e medicine" (2006).
Con un vibrante featuring di Dargen d’Amico, il brano "Gaia e la balena" è dedicato al mondo dell’infanzia. Gaia con la forza e la capacità di sognare che possiedono i bambini è convinta di poter trascinare una balena. Una fiaba d’altri tempi, un vecchio re, un pescatore e lei, che per fuggire cerca due ali d’aquila.
Ispirato all’opera "Gaia e la balena" di Stefano Bombardieri e con clip di Bee Studio e con le sorprendenti animazioni di Nicolò Paoli e Ruben Esposito, una canzone di art rock malinconica e piena di energia allo stesso tempo.
Omar Pedrini è tornato sulle scene con un disco di inediti di cui ancora una volta è autore di musica e testi. Ad impreziosire il progetto discografico dal respiro british rock con sfumature psichedeliche, sono presenti alcune prestigiose collaborazioni: con il rapper Kiave in "Jenny (scendi al fiume)", con Ron e Dargen D’Amico in "Gaia e la balena", con i Modena City Ramblers nel brano strumentale "Nonna Quercia folkband".

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[r] Il giuoco delle parti: Pirandello secondo Umberto Orsini chiude la stagione della Pergola di Firenze

Venerdì 11 Aprile 2014 15:14
Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello è per Umberto Orsini un ritorno all’allestimento del Teatro Eliseo con la regia di Gabriele Lavia di circa quindici anni fa, un viaggio a ritroso nel tempo at...
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[r] Il giuoco delle parti: Pirandello secondo Umberto Orsini chiude la stagione della Pergola di Firenze

Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello è per Umberto Orsini un ritorno all’allestimento del Teatro Eliseo con la regia di Gabriele Lavia di circa quindici anni fa, un viaggio a ritroso nel tempo attuato rimescolando le carte di un testo la cui storia già di per sé è tutto meno che lineare. La commedia del 1918 è infatti tratta dalla novella Quando si è capito il giuoco (1913), è in origine suddivisa in tre atti ed è citata nei Sei personaggi in cerca d'autore: il gruppo teatrale che anima il dramma è infatti impegnato nelle prove proprio del Giuoco delle parti.
Che poi altro non è che un classico triangolo: lui, lei e l'altro. Il marito, Leone Gala, si è separato amichevolmente dalla moglie Silia. Continua ad essere il consorte ufficiale, ma vive per conto suo. Ogni sera, pro forma, passa dalla portineria della signora, si informa di eventuali novità e poi torna ai suoi libri e alla sua cucina, essendo un raffinato gastronomo, uso a comporre salse preziose con l'aiuto del suo cameriere-cuoco con cui ragiona di Socrate e Bergson.
Mentre egli è in tali faccende affaccendato, la consorte si prende, o continua a tenersi un amante (Guido Venanzi) preso in precedenza, e si annoia della sua libertà, che percepisce, irritandosi, come concessione di un marito peraltro non disperato né geloso, ma disincantato e sopra le righe.
La donna, alla prima occasione – l’involontaria ma grave offesa subita da un gentiluomo – progetta di mettere a repentaglio la vita dell'uomo, trascinandolo in un duello.
Nella versione Orsini-Valerio, Il giuoco delle parti affonda le proprie radici nella novella di partenza e riceve e subisce un drastico cambio di prospettiva che conduce pure a una riduzione dai tre atti originari a un atto unico di poco più di un'ora e mezzo, in cui Leone Gala, sopravvissuto al tiro mancino della moglie, prova a ripercorrere i fatti attraverso la testimonianza e la lente deformante del ricordo.
Ne nasce una visione parziale e soggettiva, nella quale, ai già descritti vari piani della genesi e della vita letteraria del testo, si sovrappongono e si intrecciano altre dimensioni narrative ed evocative. L'aria è insieme pesante e leggera, il clima oscilla tra reale ed irreale, il tempo si moltiplica tra l'attualità e il passato, la ragione rimbalza come una pallina da ping pong tra presenza e assenza, i deliri sgusciano imprevedibili e imprevisti fino al culmine del solitario finale.
Del resto, lo stralunato e intenso Leone di Orsini, rimescolando le carte ed ergendosi a impossibile deus ex machina di un remake della sua vicenda personale, tenta e crede di dare ad essa un senso, di mettere ordine, di muovere le pedine a proprio piacimento. Spera, egli, di essere Mangiafuoco e divinità, di avere in mano i fili dell'esistenza sua e degli altri personaggi, ma non si rende conto (mai?) dell'Olimpo di più o meno insana pazzia sul quale si è solitariamente insediato. Vulnerabile come un uomo, come ogni uomo.
“Al centro della rappresentazione troviamo Leone Gala rinchiuso in una sorta di 'stanza della tortura' - scrive Roberto Valerio nelle note di regia -; egli ripercorre i fatti, ma ricucire lo strappo è impossibile, impossibile continuare la vita di prima, se non a patto di una lucida follia”.
Ottimi anche Alvia Reale (Silia) e Michele Di Mauro (Venanzi). Bene gli altri della Compagnia Orsini, sfida concreta dell'attore novarese, fresco dei suoi ottant'anni, alla crisi di questo inizio millennio.

dall'8 al 13 aprile 2014
Teatro della Pergola
FIRENZE

Compagnia Orsini in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola. Umberto Orsini in

Il giuoco delle parti
da Luigi Pirandello
Adattamento: Valerio, Orsini, Balò.
Con Alvia Reale, Michele Di Mauro, e con Flavio Bonacci, Carlo de Ruggeri, Woody Neri.
Scene Maurizio Balò.
Costumi Gianluca Sbicca.
Regia Roberto Valerio.

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La suggestione di un ex ospedale psichiatrico in Filastrocca, primo estratto da Camera oscura dei Medulla

Lunedì 07 Aprile 2014 17:17
Il video di Filastrocca è il primo estratto da "Camera oscura", secondo disco dei Medulla, band milanese formata da Michele Andrea Scalzo, Carlotta Divitini, Marco Piconese, Giuseppe Brambilla."Camera...
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La suggestione di un ex ospedale psichiatrico in Filastrocca, primo estratto da Camera oscura dei Medulla

Il video di Filastrocca è il primo estratto da "Camera oscura", secondo disco dei Medulla, band milanese formata da Michele Andrea Scalzo, Carlotta Divitini, Marco Piconese, Giuseppe Brambilla.
"Camera oscura", composto e arrangiato dai Medulla, prodotto dalla band e Oliviero "Olly" Riva (Shandon, The Fire) e i cui testi sono stati scritti da Michele Andrea Scalzo (escluso il brano "La cenere" scritto a due mani con Marco Piconese), è stato registrato al Rocker Studio di Sesto San Giovanni (MI) e mixato da Oliviero "Olly" Riva. Mastering e mixaggio batteria sono stati invece affidati a Maurizio "Icio" Baggio, presso The Hate Studio di Rosà (VI).
L’artwork e i disegni sono opera di Marco "Maki" Coti Zelati (Makingart), mentre le foto sono di Serena Bolsieri (2S2B Shutterbugs).
La canzone racconta la drammatica ricerca di una Verità individuale ostacolata da un lato dalla paura di riconoscersi come extra-ordinario e dall’altro dal timore di perdersi in una realtà anonima e già ben avviata. La battaglia interiore mostra tutta la fatica del viversi in balia di pensieri che ridono e masticano mentre cresce la consapevolezza che dentro qualcosa non funziona come dovrebbe.
«Il ragno sospeso a un filo di tela è un uomo in volo che si dispera». Un bimbo seduto e un uomo, la stessa persona, osservano quel ragno, fonte d’ispirazione per una fantasia che ricama da anni le stesse immagini, quasi a scandire una filastrocca. Il rimpianto per un’immaginazione ancora "troppo" attiva nonostante il passare del tempo delega all’atmosfera cupa il compito di suggestionare l’ascoltatore, abbandonato nelle stanze dell’ex manicomio di Mombello.
La scelta di un ex ospedale psichiatrico richiama il tentativo di affermazione di una realtà distorta, priva di nessi logici, eppure ricca di immagini suggestive.

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[t] Yuri’s Night all'Osservatorio di Lignan (AO) della Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS

Lunedì 07 Aprile 2014 16:05
Il 12 aprile del 1961 Yuri Gagarin fu il primo uomo a volare nello spazio. Per celebrare questo evento e più in generale per augurare all’umanità un lungo e prospero futuro spaziale, ogni anno il 12 a...
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[t] Yuri’s Night all'Osservatorio di Lignan (AO) della Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS

Il 12 aprile del 1961 Yuri Gagarin fu il primo uomo a volare nello spazio. Per celebrare questo evento e più in generale per augurare all’umanità un lungo e prospero futuro spaziale, ogni anno il 12 aprile si tiene la Yuri’s Night, un’iniziativa che coinvolge enti e appassionati di tutto il mondo. La manifestazione internazionale Yuri’s Night si svolge dal 2001 per celebrare in tutto il mondo, il 12 aprile di ogni anno, le principali conquiste compiute nell’esplorazione dello spazio a cominciare dal volo di Yuri Gagarin, il primo essere umano a raggiungere lo spazio il 12 aprile 1961. L’obiettivo è sottolineare lo spirito di cooperazione internazionale e l’aspetto pacifico della ricerca spaziale per ispirare una nuova generazione di esploratori del cosmo. http://yurisnight.net/
Finora, l’esplorazione dello spazio è avvenuta prevalentemente con sonde automatiche senza equipaggio, e il terreno di gioco è stato il Sistema Solare. La Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS, che gestisce l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e Planetario di Lignan, non poteva mancare a questo appuntamento e, grazie alla favorevolissima configurazione astronomica che si presenta proprio in aprile, organizza la Notte dei Pianeti.
Nel mese di aprile 2014, infatti, sono osservabili i pianeti più spettacolari del Sistema Solare. Il primo è Marte, che proprio in questo mese si trova in opposizione al Sole e pertanto risulta visibile tutta la notte alla minima distanza dalla Terra. L’osservazione del Pianeta Rosso è davvero imperdibile per una serie di ragioni: si tratta del pianeta che si presenta in condizioni di buona osservabilità più raramente di qualunque altro, ogni due anni e due mesi circa, e il suo piccolo diametro lo rende difficilmente osservabile al di fuori di queste “finestre” temporali favorevoli. È il pianeta che più di ogni altro ha fatto presa nella fantascienza e nella cultura popolare (basti pensare ai celebri “marziani”), infine è il corpo celeste che vedrà, con ogni probabilità, lo sbarco di una missione umana. Dunque, Marte è la nuova frontiera del volo spaziale.
Dopo Marte viene la Fascia Principale degli asteroidi, che contiene i residui della formazione dei pianeti. Nonostante si tratti di corpi di piccole dimensioni e difficilmente osservabili, all’OAVdA riusciremo a fare vedere al pubblico due degli oggetti più grandi: il pianeta nano Cerere e l’asteroide Vesta. Il primo è un corpo sferico di circa 1000 km di diametro che a metà aprile si trova in opposizione al Sole, e sarà facilmente visibile come un puntino luminoso al telescopio. Vesta invece è un corpo di 550 km di diametro, oggetto della recente missione spaziale Dawn della NASA, che ne ha messo in evidenza la natura di protopianeta.
Lasciata la Fascia Principale degli asteroidi c‘è poi Giove, il pianeta più grande del Sistema Solare, che è rimasto visibile tutto l’inverno e che ancora si mostrerà in aprile ben alto in prima serata, per poi calare via via fino a scomparire nelle luci del crepuscolo serale alla fine della primavera. Giove è uno dei più begli oggetti osservabili con un telescopio, che mostra i satelliti galileiani e, nelle serate di bassa turbolenza atmosferica, bande nuvolose chiare e scure alla sommità del suo globo gassoso.
Per concludere, verso la fine della serata farà capolino sull’orizzonte sudorientale l’altro gigante del Sistema Solare, Saturno: la vista telescopica del pianeta cinto dal suo sistema di anelli sospeso nel nero dello spazio costituisce una visione a dir poco indimenticabile!
Anche la Luna darà il suo contributo: presentandosi in fase avanzata, quasi piena, mostrerà al telescopio montagne e crateri. Come si vede si tratta di un viaggio che ci porterà ad esplorare e a vedere direttamente con i nostri occhi una buona parte del Sistema Solare, compresi gli oggetti elusivi che di solito non vengono fatti vedere al pubblico.


12 aprile 2014, ore 21.30 – 00.30
Saint-Barthélemy, Loc. Lignan
NUS (AO)

La Notte dei Pianeti
I pianeti esterni del Sistema Solare danno spettacolo


La manifestazione è inserita nel calendario delle attività previste per l’evento internazionale “Yuri’s Night - The World Space Party”.
 

Programma dell’evento:
Ore 21.15: apertura al pubblico del Planetario di Lignan
Ore 21.30 – 22.30: al Planetario, conferenza introduttiva sul Sistema Solare
Ore 22.30: salita a piedi all’Osservatorio Astronomico, situato a circa 300 metri dal Planetario
Ore 22.45 – 00.30: osservazione astronomica, a occhio nudo e al telescopio, con focus sugli oggetti del Sistema Solare visibili: saranno osservati la Luna, Marte, Giove, Cerere, Vesta e, al termine della serata, Saturno. 
Sia la conferenza che l’osservazione guidata all’Osservatorio Astronomico saranno tenute dai ricercatori  dell’Osservatorio.

Indicazioni logistiche: il tratto di strada in salita (300 m) che collega il Planetario di Lignan all’Osservatorio Astronomico è da percorrere a piedi, essendo chiuso al traffico dei veicoli non autorizzati. Eventuali esigenze particolari vanno segnalate all’atto della prenotazione.
Informazioni sulle temperature in montagna: l’osservazione astronomica si svolge all’aperto a 1675 m d’altezza. Si raccomanda pertanto di dotarsi di un abbigliamento adeguato al clima e all’altitudine.

Prenotazione obbligatoria, numero massimo di 60 posti, si raccomanda la puntualità. La manifestazione si svolgerà anche in caso di brutto tempo. Saranno proposte attività alternative

Contributo richiesto: adulti (dai 12 ai 65 anni) € 15.00, senior (over 65 anni) € 12.00, junior (dai 5 ai 12 anni) € 9.00, gratuito sotto i 5 anni

Prenotazioni: tel 0165.770050, nei seguenti orari: - lunedì ore 14 - 16, martedì-venerdì non festivi 9.30 - 12.30 e 14 - 16, sabato dalle 9.30 alle 12.

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Ergo sum: Paletti prepara il tour e reinterpreta La crisi dei Bluvertigo

Lunedì 07 Aprile 2014 15:11
Dopo essersi messo letteralmente a nudo nel suo disco "Ergo sum" (ripubblicato da Sugar), Paletti affronta "La crisi", celebre brano del 1999 dei Bluvertigo, che il cantautore bresciano reinterpreta i...
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Ergo sum: Paletti prepara il tour e reinterpreta La crisi dei Bluvertigo

Dopo essersi messo letteralmente a nudo nel suo disco "Ergo sum" (ripubblicato da Sugar), Paletti affronta "La crisi", celebre brano del 1999 dei Bluvertigo, che il cantautore bresciano reinterpreta in modo del tutto personale. Il brano, il cui video è disponibile sul canale ufficiale Youtube dell’artista , vede la partecipazione di Beatrice Antolini e di Giusto Correnti (dei Dimartino). 
«Era molto tempo che volevo suonare con Giusto e Beatrice – racconta Paletti – e ntrambi visti spesso suonare dal vivo con intensità e trasporto, intelligenza e tecnica. Hanno subito accettato la mia propostaI Bluvertigo sono stati una band importantissima per tutti e tre ed è stato interessante rivisitare "La Crisi" e conoscersi dal lato umano attraverso la musica. Ora ci sentiamo spesso al telefono e quando uno di noi suona nei paraggi ci si va ad ascoltare. "La Crisi" è un brano attualissimo e parecchio intelligente. Rimane una grandissima pop song nonostante non abbia un ritornello».
"Ergo sum", disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming, contiene otto canzoni dal sound pop e da testi dalla schiettezza disarmante, tra cui "Cambiamento", brano che esplora il senso del disagio comune e che vuole trasmettere il desiderio di una possibile metamorfosi interiore. Il video del brano ha un ritmo musicale moderno e nello stesso tempo tribale.
"Ergo sum", che Paletti porterà da maggio in tour, è un autoritratto, un'autoterapia, un autoscatto, una pagina di diario: è Paletti al cento per cento, il racconto di un "sé" che diventa quello di un "noi", l'individualismo posto come prima pietra di un cambiamento che sarà collettivo. Paletti diluisce se stesso in canzoni che si vestono di suoni internazionali, la cui semplicità nasconde in realtà un grande precisione. L’album è caratterizzato da testi pieni di ironia, che contraddistinguono il cantautore bresciano e che rendono l’intero progetto originale.
Il poliedrico Paletti, inoltre, è l’autore del blog Palettology, un contenitore irriverente, proprio come lui, in cui l’artista, senza peli sulla lingua, (non) esprime la sua opinione su tutto ciò che lo circonda.

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I Viaggi di Jules e il loro disco d'esordio: Entronauta

Venerdì 04 Aprile 2014 17:12
Venerdì 4 aprile, alle ore 18.30, flashmob in Piazzetta Brera a Milano: I viaggi di Jules presenteranno dal vivo il loro disco d’esordio "Entronauta" (Lampyridiae), disponibile da giovedì 24 aprile ne...
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I Viaggi di Jules e il loro disco d'esordio: Entronauta

Venerdì 4 aprile, alle ore 18.30, flashmob in Piazzetta Brera a Milano: I viaggi di Jules presenteranno dal vivo il loro disco d’esordio "Entronauta" (Lampyridiae), disponibile da giovedì 24 aprile nei negozi, in digital download e tutte le piattaforme streaming.
Il gruppo è formato da Alessio "Jules" Mosti (voce, chitarra e compositore dei brani), Francesco Tonazzini (chitarra folk/fingerstyle), Edoardo "Eddy" Teani (contrabbasso e basso) e Sergio Napolitano (batteria,canyon,percussioni).
"Entronauta" nasce dall'antico folclore dei popoli trasportato nell'epoca in cui le persone fanno fatica ad ascoltarsi. La volontà è quella di recuperare l'essenzialità primigenia che solo corde e legno riescono a dare, la stessa magia che permette ad uno scafo di solcare i sette mari. Il messaggio è quello di un uomo che parla dell'unica cosa di cui un uomo abbia il diritto di parlare: di se stesso, del suo viaggio e delle persone che lo hanno accompagnato. "Entronauta" è una raccolta di ritratti dietro alla quale campeggia il ritratto del pittore stesso.
I viaggi di Jules sono un progetto nato da Alessio "Jules" Mosti, compositore dei brani ed il primo a sentire il dovere di vestire i panni del capitano. Dopo aver terminato il disco dopo un anno di lavoro Alessio ha trovato l’equipaggio adatto a partire con lui verso quest’avventura: Francesco Tonazzini con la sua chitarra folk, Edoardo "Eddy" Teani con il suo contrabbasso e Sergio Napolitano alla batteria e percussioni.

  

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[i] Donatella Cinà porta in scena Togliamo il disturbo di Paola Mastrocola

Giovedì 03 Aprile 2014 17:26
"Togliamo il disturbo" è il titolo dello spettacolo teatrale diretto da Donatella Cinà, attrice aostana di origini siciliane e direttore della compagnia "Nuovababette Teatro".Lo spettacolo è un adatta...
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[i] Donatella Cinà porta in scena Togliamo il disturbo di Paola Mastrocola

"Togliamo il disturbo" è il titolo dello spettacolo teatrale diretto da Donatella Cinà, attrice aostana di origini siciliane e direttore della compagnia "Nuovababette Teatro".
Lo spettacolo è un adattamento teatrale dell'omonimo successo editoriale della scrittrice torinese Paola Mastrocola, un libro che in sole quattro settimane dall'uscita, nel 2011, ha contato quattro edizioni e 90mila copie vendute. L'argomento trattato è la scuola italiana e cosa è diventata negli ultimi anni, ma più in generale, il saggio della Mastrocola affronta il tema della ricerca individuale della felicità.
«Avevo letto alcuni anni addietro un libro di Paola Mastrocola, poi, nel 2011 mi è capitato di leggere "Togliamo il Disturbo" e mi ha molto colpita - racconta a 12vda Donatella Cinà - perché parla del rapporto tra i giovani e gli adulti, ma non solo. Affronta, più in generale, il tema della ricerca della felicità. Così ho pensato di metterlo in scena, ho preso un appuntamento con Paola Mastrocola, sono andata a trovarla a casa sua a Chieri e le ho raccontato cosa avevo in mente per trasformare il suo saggio in una scrittura teatrale. Lei mi ha lasciato ampia libertà, acconsentendo a prestare il consenso per l'adattamento del suo testo e abbiamo poi perfezionato l'accordo con l'editore "Guanda"».
L'adattamento teatrale di "Nuovababette" prevede quattro personaggi, richiamati già nel libro: una professoressa, uno studente di primo anno di liceo scientifico e due figure emblematiche della storia italiana della didattica, Don Milani e Gianni Rodari, più teatrali che verosimili.
«Per arrivare a questo adattamento ho letto tutti i testi di Paola Mastrocola e ho individuato tre grandi temi - continua la Cinà - l'analisi del mondo scolastico italiano nel contesto culturale attuale, i percorsi individuali verso la felicità ed il rapporto tra l'ideale e il reale. Queste direzioni di pensiero sono strettamente intrecciate nei suoi testi dove emerge una grande attenzione all'originalità del singolo, alla difficoltà che ciascuno incontra per trovare sé stesso, al divario che percepiamo tra ciò che sogniamo e ciò che realizziamo. Così, tutto questo è stato portato dentro lo spettacolo, utilizzando immagini spesso presenti nei libri della Mastrocola, ad esempio l'immagine del volo o quella dell'oceano. Poi, naturalmente, abbiamo costruito una situazione concreta, come un dialogo tra una professoressa ed uno studente, ed un contesto di luogo e di tempo, un'aula scolastica, venti minuti prima dell'inizio delle lezioni, che potessero svilupparsi in palcoscenico sotto forma di rapporti tra personaggi e con un registro di commedia surreale».
Nella produzione Donatella Cinà si è avvalsa della collaborazione di giovani professionalità: «gli attori e tutto il cast del lavoro, sono certamente più giovani di me e "giovani" in senso assoluto - conferma - ma quello che mi piace sottolineare, al di là del dato anagrafico, è che hanno tutti una grande preparazione, esperienza e una notevole maturità scenica. Per me è stato un grande piacere lavorare con loro: Elisa Galvagno, Luca Rodella e Graziano Sirressi sono i tre attori, Catherine Chanoux ha curato le scene e i costumi, Alessandro Bigatti le luci, Leonardo Dal Tio le scelte musicali, oltre alla collaborazione all'adattamento del testo. Le foto di scena sono di Angelo Morelli mentre Catherine Chanoux e Luca Rodella sono anche gli assistenti alla regia. E' un gruppo ormai molto affiatato, all'interno del quale c'è un continuo scambio creativo».


4 aprile 2014, ore 21,
Saison culturelle
Teatro ex "Splendor"
AOSTA


Togliamo il disturbo
tratto dal libro di Paola Mastrocola
adattamento del testo Donatella Cinà
con la collaborazione di Luca Rodella e Leonardo Dal Tio
con Elisa Galvagno, Luca Rodella, Graziano Sirressi

regia Donatella Cinà
assistenza alla regia Luca Rodella e Catherine Chanoux
scene e costumi Catherine Chanoux
scelte musicali Leonardo Dal Tio
foto di scena Angelo Morelli

Produzione Nuovababette Teatro 2012


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