62° Festival di Sanremo: Simona Atzori apre la serata di gloria del giovanissimo Alessandro Casillo

cavea - cose da dire e backstage

Alessandro Casillo (foto Maurizio Scovero)La bellezza pura non ha bisogno nemmeno dell'essenziale: così Simona Atzori, la ballerina milanese nata senza braccia, ha affascinato nella penultima serata del Festival, danzando su Smells like teen spirit dei Nirvana e un assolo di violino di David Garrett. Dei quattro rimasti in gara per la categoria dei giovani Sanremo social, ha convinto più di tutti Alessandro Casillo, quindicenne scoperto in Io canto, con E' vero (che ci sei), ma a causa della sua giovane età dopo la mezzanotte non ha più potuto salire sul palco e sarà premiato nella finale.

Erica Mou, con Nella vasca da bagno del tempo, ha ricevuto il premio della critica intitolato a Mia Martini e anche il premio sala stampa. Il gruppo Iohosemprevoglia e Marco Guazzone, senza premi né menzioni, si rifaranno con il post festival.
I dieci artisti che proseguono nella gara finale per il primo posto sono Arisa, Samuele Bersani, Lucio Dalla e Pierdavide Carone, Gigi D'Alessio e Loredana Bertè, Dolcenera, Emma, Eugenio Finardi, Noemi, Francesco Renga e Nina Zilli. Quindi sono fuori dalla finale i Matia Bazar, che hanno accolto la performance di Platinette - Mauro Coruzzi; Chiara Civello, che ha cantato con Francesca Michielin, vincitrice dell'ultima edizione di X-Factor; Marlene Kuntz, che avevano duettato con Samuel dei Subsonica; ed Irene Fornaciari.
Nel toto-vincitore, restano favorite Arisa, la cui splendida voce ha sfidato con successo i disguidi tecnici, e l'aggressiva Dolcenera, che nel duetto con Professor Green ha retto bene anche alla scucitura imprevista del suo aderentissimo abitino. Altra grande favorita è Emma Marrone, di cui è stato apprezzato l'atteggiamento schietto e modesto, forse troppo, nel suo sostenere soprattutto le esibizioni live, che la caratterizzano. Resta una preferenza, tra equilibri fra talent show e alternanze "giovani-meno giovani", per un Eugenio Finardi che ha impressionato per la duttilità con cui ha trasformato il proprio stile abituale e la profondità del duetto con Noa.
Alla fine il macchinoso disegno che ha guidato fin qui il 62° Sanremo lascia sospettare alcune chiavi di lettura: è stata forse la sfiducia nelle capacità di tenere alto lo share abbia colpito le novità musicali o piuttosto il cantante - conduttore Gianni Morandi, a far puntare su un approccio shock; oppure la necessità di creare uno spettacolo lungo e difficile da digerire per le nuove generazioni ha fatto puntare sui "cavalli pazzi"; o, ancora, non c'è stata sufficiente intesa a monte della trasmissione, tanto da provocare commissariamenti, raccomandazioni e imbarazzi. Di voci ne girano, ma quando si accende la luce sui cantanti, non c'è pettegolezzo che valga una nota di quanti sul palco dell'Ariston impegnano tutte le forze per conquistare un posto nell'albo d'oro del Festival della canzone italiana.

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