A+ A A-

Roberto Catalano: ​note di regia per La Traviata, Pocket Opera al Teatro Superga (TO)

  • Scritto da Il Trillo
La Traviata, al Teatro Superga“Se siete stato innamorato, veramente innamorato, avete dovuto sentire il bisogno di isolare dal mondo l’essere nel quale avreste voluto riversare la vostra intera vita. Sembra che , per quanto possa essere indifferente a ciò che la circonda, la donna amata perda profumo e unità al contatto con gli uomini e con le cose”. Alexandre Dumas, La signora delle Camelie

Questa storia ha inizio con una porta che si apre.
A entrare è la luce.
C’è una donna sola. Intorno a lei uno spazio espositivo.
Sotto la luce appena entrata, si delineano a poco poco i contorni delle foto in mostra.
Dal buio vanno emergendo lentamente sorrisi, occhi e labbra socchiuse. Sono dettagli di un volto. Il volto è quello di Violetta.
Ad essere esposta, in questa mostra personale, è una donna che si è fatta a pezzi.
Davanti alla grande parete dove le foto sono appese, ci sono uomini e donne che osservano.
Violetta si muove leggera tra la folla, del tutto consapevole di dispensare sorrisi a chi tra poco, si ciberà di lei. I clienti toccano il materiale fotografico a disposizione, lo commentano, disquisiscono sulla luce e sulla bellezza di colei che in quegli scatti è ritratta.
La porta intanto resta aperta, e Alfredo è già entrato. Da questo momento tutto può essere diverso da come è sempre stato.
Gli acquirenti si impossessano delle foto strappandole alla parete su cui erano appese un attimo prima. Violetta accusa il colpo destando l’attenzione di tutti.
È successo un’altra volta.
Le mani degli altri, divenute proprietarie dei frammenti di vita di quella donna, stringono forte i primi pezzi di qualcosa che, forse, si spera un giorno di potere possedere per intero.
Ogni mostra ne è l’occasione. Ci si porta via quanto più possibile.
E Violetta si spacca un’altra volta, lasciandosi andare verso occhi e case sconosciuti, dove gli uomini brameranno osservarla, aggiungendo, da collezionisti ossessionati, un pezzo alla volta a quel volto scomposto e incompleto.
Ma Alfredo è entrato, e dopo averlo fatto tutto è diverso.
La porta si chiude e lo spazio espositivo si spegne.
Violetta si lascia amare di un amore sempre sognato, in un luogo lontano, dove nessuno potrà più divorarla.
Ma il destino ineluttabile attraversa le nuove stanze, e Violetta sceglie di sacrificarsi per l’unico uomo che abbia mai amato e da cui abbia mai ricevuto amore.
E allora comincia, alla fine di una vita che corre e fa la guerra al tempo, la battaglia di una donna che lotta per ritrovarsi, un frammento alla volta, per ricomporre l’immagine perduta, e restituirla al mondo, cercando un’espiazione.
La luce che passa dalla porta illumina ancora una volta la fotografia di un volto.
Nessun frammento sparso.
Violetta ci sorride.

Roberto Catalano, registra di La Traviata, Pocket Opera al Teatro Superga (TO)

@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".