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Venezia 70: Il ritratto di Donald Rumsfeld, in concorso

  • Scritto da Leonardo Pasquinelli

La settima giornata di proiezioni porta il primo documentario in gara, “The Unknown Known”, del pluripremiato Errol Morris (Oscar 2004 per “The Fog of War”). Avvincente ritratto di Donald Rumsfeld, uno dei massimi artefici della politica Usa negli ultimi 40 anni, e alfiere dei Neocon che portarono George W. Bush alla presidenza. Proprio in quegli anni, da segretario alla difesa, fu il principale architetto delle guerre in Afghanistan e Iraq.

105 minuti, selezionati in oltre trenta ore di intervista, che ruotano attorno al personaggio, cogliendone da ogni angolazione la tenacia, la reale convinzione nel portare avanti progetti poi rivelatisi nefasti per l’amministrazione Usa. Ma anche l’impenetrabile ambiguità, sottolineata da ricorrenti immagini metaforiche (cassaforti vuote, specchi d’acqua) che intervallano l’incontro fra i due. E soprattutto, viene a galla la profonda vena attoriale di un personaggio probabilmente non del tutto consapevole di sé stesso, che comunque ha lasciato un segno nella politica della maggiore potenza mondiale del dopoguerra. Punto di partenza, i suoi celebri snowflakes, i fiocchi di neve cartacei con cui ha inviato centinaia di promemoria al giorno. È Rumsfeld stesso a leggerli, mostrandoci come le idee, paure, contraddizioni di un solo uomo abbiamo realmente cambiato il corso della storia. Alternata ad immagini di repertorio che risalgono agli anni ’70 (inizio della sua ascesa politica sotto la presidenza Nixon), la lunga videointervista mostra un Rumsfeld attore non meno di quanto lo fosse nelle sue celebri conferenze stampa. Ma anche scrittore e filosofo nello stilare i suoi infiniti promemoria, da cui si evince anche una reale ossessione per la nomenclatura: centinaia gli scritti inviati per definire l’esatto significato delle parole. Lo si può amare od odiare, ma non distogliere l’attenzione mentre legge le sue memorie o risponde alle domande di Morris con il solito imperturbabile sorriso. Lasciando di sé una testimonianza, molto più interessante di una confessione. Un percorso che porta per due ore lo spettatore a percepire la densità e complessità del personaggio Rumsfeld, sospendendo ogni giudizio politico. È il pregio maggiore di un’opera costruita alla perfezione, arricchita con inserti visivi di lente riprese aeree e dalla colonna sonora di Danny Elfman. Può essere la sorpresa del concorso ufficiale, da ottobre2013  arriverà nei cinema italiani.

@il_trillo

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