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Il ritorno dell’upupa, di Florian Berger e Stefan Polasek, vince il Trofeo Stambecco d'Oro

  • Scritto da redazione

Il film "Il ritorno dell’upupa", dei registi austriaci Florian Berger e Stefan Polasek ha vinto la diciassettesima edizione del "Gran Paradiso film festival" il "Trofeo Stambecco d'Oro", di cinquemila euro assegnato dal pubblico degli adulti ed anche il "Trofeo Stambecco d'Oro junior" assegnato dai bambini.

La giuria popolare, formata da 180 persone, dopo aver assistito alle proiezioni di tutti i documentari in concorso ha espresso le proprie preferenze determinando la classifica finale: il documentario vincitore ha preceduto "La mia vita da tacchino" dell'inglese David Allen e "Mille e una traccia" dei francesi Erik e Anne Lapied mentre il premio per il miglior cortometraggio della sezione "CortoNatura" è stato vinto da "Feral" dell'americano Daniel Sousa.
A "Un mondo in pericolo" dello svizzero Markus Imhoof è stato assegnato il "Premio Parco nazionale Gran Paradiso" di 1.500 euro dalla giuria tecnica, presieduta da Danilo Mainardi, che ha apprezzato il "viaggio in volo, su una focale macro, dove in primo piano si muove ronzando l'ape - si legge nella motivazione - prezioso insetto che permette la riproduzione a un'infinità di esseri viventi. Più di un terzo delle nostre derrate alimentari dipende dall’impollinazione delle api. L'ape, piccolo animale che trae forza dalla sua rigida organizzazione sociale, è oggi in pericolo, e questo grande documentario, altamente pedagogico grazie al testo scientifico e a immagini di grande impatto, ci spiega il perché".
La giuria tecnica ha quindi assegnato il "Premio Marisa Caccialanza" di 1.500 euro a "Ricordi a grandezza naturale" degli austriaci Frederique Lengaigne e Klaus Reisinger: "è un film a tratti spietato, duro e violento - hanno motivato i giurati - ma proprio per questo capace di risvegliare sentimenti di amore e di compassione per una natura forte e libera che rischia di diventare soltanto un "ricordo a grandezza naturale. Straordinario e commovente il gesto di consolazione della madre per il figlio torturato".
Il "Premio WWF Italia" è andato a "Le navi del deserto: storie di uomini e cammelli" del regista tedesco Georg Misch: "a parte pochi e misteriosi esemplari sperduti nelle immensità dei deserti mongoli - spiega la motivazione - il cammello è fondamentalmente un animale domestico. Ecco dunque che parlando del cammello non si può non parlare dell'uomo. Il ricco e ben confezionato documentario di Georg Misch prende così una connotazione decisamente etnografica, e ci mostra le diverse culture legate a questo animale potente ed elegante. Fino ad assumere tratti ironici nel raccontare l'amore quasi fanatico dei tifosi delle gare al galoppo sulle dune dei deserti in Arabia".
Infine, il "Premio Lipu - Mario Pastore" è stato assegnato a "La mia vita da tacchino" di David Allen: "il film ci presenta l'etologia di un animale che conosciamo poco, il tacchino selvatico - sottolinea la giuria nella motivazione - con un'avvincente costruzione narrativa, viene raccontata la sorprendente esperienza di Joe Hutto in compagnia dei suoi tredici tacchini, dalla schiusa delle uova al distacco finale dopo un anno di vita in comune. Il protagonista si mette sulle orme di Konrad Lorenz e ci dà una dimostrazione inconfutabile e lampante della fondatezza della teoria dell'imprinting".
Durante il festival gli organizzatori hanno contato oltre 9.500 presenze complessive, tra proiezioni nelle diverse sedi ed gli eventi della rassegna "De rerum natura", di cui oltre duecento per l'incontro con il ministro per le Riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello, l'ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida e l'ex presidente della Camera, Luciano Violante: «questa edizione del "Gran Paradiso film festival" ci ha regalato una doppia soddisfazione - commenta Luisa Vuillermoz, direttore artistico del festival - dal punto di vista della qualità e della quantità. I numeri registrati sono il segno del grande successo del festival, che ha proposto una programmazione di film e di incontri di grande valore e originalità. L'entusiasmo del pubblico che ha seguito il festival è il segno tangibile che il binomio tra natura e cultura rappresenta per il Gran Paradiso una scommessa vincente».

[fonte: 12vda.it]

@il_trillo

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