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Sabrina Ferilli apre l'ottavo Festival Internazionale del Film di Roma

  • Scritto da Leonardo Pasquinelli

RomaFilmFest2013Roma capitale del Cinema. Nella serata inaugurale del Festival Internazionale del Film 2013 (ottavo anno, secondo dell'era Marco Müller) il red carpet di venerdì 8 novembre sarà non a caso affidato all'attrice che oggi incarna più di ogni altra l'immagine della sua città: Sabrina Ferilli, tornata in auge grazie a Paolo Sorrentino e alla sua Grande Bellezza, dopo troppi anni trascorsi a vivacchiare nei cinepanettoni.

Sono 71 i film in gara nelle varie sezioni, più della metà in prima mondiale, provenienti da 31 paesi. 20 le opere italiane, a ribadire la forte impronta nazionale di un evento teso ad ospitare il cinema dentro i nostri confini.
Variegata la selezione ufficiale (presidente di giuria James Gray). Si spazia dal thriller (“Another me”, di Isabel Coixet, ammirata a Venezia nel 2005 con “La Vita segreta delle parole”) al cinema sociale (“I corpi estranei”, di Mirko Locatelli, con Filippo Timi che si trova ad esplorare, suo malgrado, la condizione dei migranti nel nostro paese). Passando per la fantasia pura di “Her”, di Spike Jonze, dove l'ormai resuscitato Joaquim Phoenix (Coppa Volpi a Venezia 2012) si innamora, ricambiato, del suo nuovo e avveniristico computer. Saranno appagati anche i fan di Takashi Miike, che vedranno in anteprima mondiale “Moles's Song”, ennesimo poliziesco tutto spari e Yakuza del regista di culto giapponese. Spazio anche al red carpet, con il supercast (Woody Harrelson, Christian Bale, Casey Affleck, Willem Dafoe) di “Out of the furnace”, di Scott Cooper, a metà fra il dramma e il gangster movie.
Oltre a Locatelli, altri due italiani nel concorso ufficiale, Guido Lombardi con “Take five” e Alberto Fasulo con “Tir”, in realtà coproduzione italocroata.
Fuori concorso invece un altro dei nomi di punta del nostro cinema, Giovanni Veronesi, che aprirà il Festival con “L'ultima ruota del carro”, commedia che gira intorno ad Elio Germano nei panni di un camionista. Sempre fuori dalla corsa al Marc'Aurelio d'Oro, il cinema Usa sbarca con produzioni comunque importanti. “Gods Behaving Badly”, commedia rosa e opera prima di Marc Turtletaub con Alicia Silverstone, Christopher Walken e Sharon Stone. “Hunger Games – Catching Fire” (Francis Lawrence),  sequel di “Hunger Games” con la ventunenne premio Oscar Jennifer Lawrence, Philip S. Hoffman, Stanley Tucci, Lenny Kravitz. E tornando agli autori di culto, Eli Roth, discepolo di Quentin Tarantino, arriva con lo splatter cannibalista “The Green Inferno”.
Nella sua tradizione popolare, di festival-festa, la kermesse romana ha anche quest'anno grande attenzione verso i più giovani, con la ricca sezione “Alice nelle città”, di cui bambini e ragazzi sono fruitori e giurati. “Belle and Sebastien”, di Nicolas Vanier, e “Il paradiso degli orchi”, di Nicholas Bary, tratto dal romanzo di Daniel Pennac, i regali più importanti (fuori concorso) che riceveranno da  Müller.
Ristretta all'osso la fascia dedicata al mercato (Business street, 13-17 novembre), ma qui il Festival paga la sua giovane età.
Molto atteso il conferimento del premio alla carriera al maestro Aleksei German, scomparso in febbraio, di cui verrà proiettato in anteprima mondiale “È difficile essere un dio”. Il riconoscimento all'autore russo era stato deciso lo scorso inverno, proprio per accompagnare l'uscita della sua ultima opera, e per la prima volta nella storia di un festival europeo verrà consegnato postumo.


@il_trillo

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