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The Walking Dead? C'è un solo leader, parola di Rick Grimes e di Chiara Poli

  • Scritto da Enrico Zoi
The Walking DeadThe Walking Dead è una delle serie televisive di maggiore qualità e successo degli ultimi anni e, a proposito dell'ipotetica classifica di gradimento dei mostri del genere horror, ha contribuito non poco al recente sorpasso degli zombies ai danni di vampiri e lupi mannari. Ma c'è di più. E il libro di Chiara Poli, giornalista specializzata proprio in cinema e fiction per il piccolo schermo, C'è un solo leader. Anatomia della serie tv “The Walking Dead”, lo dimostra. C'è un solo leader, sì. E ha un nome e cognome: Rick Grimes. Una professione: poliziotto. Un volto: quello dell'attore inglese Andrew Lincoln. Ma soprattutto ha un gruppo da creare, mantenere unito, proteggere e salvare in una realtà, quella del dopo-contagio zombie, che non sarà mai più quella di prima.
E questo Rick lo intuisce poche ore dopo il drammatico inizio del percorso, con il suo risveglio da un coma che lo ha tenuto all'oscuro di tutto, quasi una citazione delle prime pagine di un classico della letteratura fantascientifica del '900: Il giorno dei Trifidi, noto in Italia anche come L'orrenda invasione (The Day of the Triffids), di un altro britannico, lo scrittore John Wyndham, pubblicato nel dicembre del 1951. Ma quella era un'altra storia.
Chiara Poli prende di petto la questione della leadership, elemento fondamentale della gestione di ogni gruppo (famiglia, classe, ufficio, squadra di calcio), ma qui, in un mondo in cui i morti camminano sulla terra e attaccano senza pietà, ancora più importante e – fatto pressoché nuovo – terribilmente urgente.
Dopo una necessaria sezione introduttiva sul fumetto di partenza di Robert Kirkman, sull'intuizione del passaggio in televisione ad opera di Frank Darabont (Le ali della libertà, 1994; Il miglio verde, 1999) e sull'intreccio tra esigenze narrative e problematiche produttive e realizzative, utile a comprendere il lato oscuro della forza delle serie tv, la giornalista e scrittrice bergamasca passa a spiegarci perché e come Rick sia riconosciuto, di puntata in puntata e tra drammatici strappi, tragedie e litigi, il leader del suo gruppo. Scrive la Poli: “Rick rappresenta il mondo di prima, quello in cui lealtà e speranza erano la chiave per andare avanti e motivare gli altri. Il vecchio mondo vive e sopravvive in quello nuovo, adattandosi senza rinunciare a tutti i suoi valori. Ignorare la propria umanità significherebbe scegliere la via più facile. Spegnere le emozioni potrebbe risultare fatale: è l'umanità a mantenerci vivi. L'umanità coltivata nel mondo di prima”.
Un'interpretazione realistica e completa, ricca di molte altre sfaccettature e spin-off di ulteriori eventuali sviluppi, che consente di individuare la potenza di The Walking Dead, una serie che coinvolge anche chi non è appassionato di morti viventi e, in questo, si distacca alla grande da analoghe esperienze del genere: da Dead Set a Z-Nation, con l'eccezione dell'ottima In the flesh, purtroppo incompiuta, mentre lasciamo volutamente fuori dalla riflessione Les Revenants, che racconta una vicenda diversa, scusandoci per le serie non rammentate, ma non è possibile, né peraltro indispensabile, citarle tutte.
Il racconto di Chiara Poli, riferito alle prime cinque stagioni (della sesta, in corso, non si parla nel libro, quindi nessun timore di spoiler!), ha il vantaggio di partire dalla visione, dalla narrazione e dal commento di ogni singolo episodio: prendere appunti in diretta il suo metodo. Una tecnica assolutamente corretta, che approviamo in pieno, quella di basarsi sulla conoscenza vera per fornire al lettore/telespettatore interpretazioni e spunti di riflessione fondati ed interessanti. Una tecnica, tuttavia, che, così come è attuata nel libro, lascia forse troppo scoperta la filigrana proprio degli appunti: a volte sembra quasi di vedere le note a matita sul foglio scritte con calligrafia veloce e sintetica, il tweet privato in cui si accennano l'intuizione e l'impressione del momento, il file un po' acerbo sul computer. Probabilmente avrebbe giovato al testo una stesura ulteriore, almeno una maggiore rielaborazione. Diciamo 'probabilmente', perché magari, in tal modo, si sarebbe perduta quella che, insieme all'acutezza dell'analisi e al dominio della materia trattata, è una delle qualità del libro, ovvero l'immediatezza della scrittura. E in ogni caso è semplicemente una questione di forma. Significativa, ma di forma: la sostanza c'è tutta, comprese filmografie e bibliografie, sempre gradite.
Buona lettura, dunque, ai fans di The Walking Dead. E non solo.
 
Chiara Poli: C'è un solo leader. Anatomia della serie tv “The Walking Dead”
2015, SaldaPress
320 pagine, 13,90 euro

@il_trillo

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