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Knock Knock, di Eli Roth: non aprite quella porta

  • Scritto da Enrico Zoi
Una scena del filmEvan (Keanu Reeves) è un architetto e un ex DJ. Nel weekend della festa del papà, mentre la famiglia – una moglie, Karen (Ignacia Allamand) e due bambini – va al mare, l'uomo resta da solo a casa: deve terminare un lavoro. Alla sua porta, a tarda sera, si presentano due belle ragazze, Genesis (Lorenza Izzo) e Bel (Ana de Armas): sono inzuppate dalla pioggia che sta scendendo copiosa e chiedono un aiuto, un riparo, una telefonata. A poco a poco la serata prende la piega del sesso selvaggio. Il risveglio svela le reali intenzioni delle due giovani e il loro volto più autentico. Dopo il mezzo passo falso di The Green Inferno, incursione solo parzialmente riuscita nel cannibal movie con omaggi ripetuti e dichiarati ai big italiani del genere (da Ruggero Deodato a Umberto Lenzi, da Joe D'Amato ad Antonio Margheriti), Eli Roth prova a tornare ai crudeli fasti dei suoi due Hostel, modificandone la prospettiva: in questo caso, infatti, l'ostello è sostituito da un'abitazione privata, quella del malcapitato Evan, mentre la continuità fra la Natalya e la Svetlana del film del 2005 è ben garantita grazie alle loro eredi Genesis e Bel.
Tentativo, quello del regista del Massachusetts, solo in parte riuscito. Knock Knock segna un'indubbia risalita nel percorso cinematografico di Roth, che, muovendosi con sufficiente disinvoltura tra le sofisticate ambientazioni alla Brian De Palma e gli ingredienti canonici del B-Movie, quasi trova una sua via, restituendo allo spettatore un discreto film sulle varie manifestazioni della fiducia e della sua negazione, una pellicola che ambisce ad essere tesa come una corda di violino e fonde in un cattivissimo mix temi quali la pedofilia, il ricatto, la violenza giovanile, la crisi del quarantenne, la famiglia, e, pur disegnando due psicopatiche al femminile, approda a conclusioni assai negative per l'universo maschile nella sua totalità.
Inutile però cercare in un film come questo ipertesti, rimandi o speculazioni intellettuali, approfondimenti tematici o psicologici: o sono raffinatamente nascosti o proprio non ci sono. Meglio lasciarsi andare al suo ritmo (una delle doti di Roth), alla buona prova di Keanu Reeves, ad una sufficientemente diabolica Ana de Armas e, soprattutto, ad una sempre eccellente Lorenza Izzo, musa timida e perversa, dannazione degli uomini e leader trainante della strana coppia di violente bulle postadolescenti a loro modo moralizzatrici e castigatrici... knock knock knocking on Evan's Door...
 
Knock Knock
di Eli Roth.
Con Keanu Reeves, Lorenza Izzo, Ana de Armas, Ignacia Allamand, Aaron Burns, Colleen Camp.
Thriller. 96 min. Cile, Usa 2015.

@il_trillo

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