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Sebastiano Notarnicola: "Un film di Federica Wu sulle vite strappate della mia anima divisa in due"

  • Scritto da Enrico Zoi
La locandinaSebastiano Notarnicola nasce a Milano il 26 novembre 1977. Hermann Croci nasce a Milano il 7 marzo 1978. Un giorno Sebastiano e Hermann scoprono, anzi scopre di essere la stessa persona. Non uno sdoppiamento di personalità, ma un'incredibile vicenda italiana di fine '900 da “anima divisa in due” che oggi sta per diventare un film, Hermann e Sebastiano – Vite strappate, a firma della regista milanese Federica Wu. Raccontaci, Sebastiano.
Fino a 12 anni sono stato Hermann, figlio di Aurora e Walter Croci. Ho trascorso un'infanzia felice a Cremeno, un paesino in provincia di Lecco. Vivevo libero e pieno di giocattoli, i miei genitori mi davano poche regole: a sei anni già guidavo una moto! Le mie giornate trascorrevano tra gite con mio padre, giochi con i vicini di casa e il mio cane Quin. Nel 1989 la nostra casa è andata a fuoco e da lì è iniziato il mio calvario. Mi dissero che mi avrebbero messo in collegio, così da poter studiare, intanto che i miei genitori cercavano una nuova sistemazione. Solo anni dopo ho scoperto che in realtà i diversi istituti che mi ospitavano erano case accoglienza che i servizi sociali avevano imposto alla mia famiglia essendoci un'indagine in corso, dal momento che ero senza certificato di nascita. Lo shock più grosso l'ho avuto allorché mi hanno detto che mi chiamavo Sebastiano e che mia madre in realtà era la mia rapitrice, la donna che mi aveva sottratto alla mia famiglia originale, i Notarnicola, quando avevo solo cinque mesi. Ovviamente non potevo smettere di amare quelli che io conoscevo come miei genitori e il distacco da loro è stato per me molto sofferto. Ho conosciuto la mia famiglia naturale a sedici anni, ne avevo circa diciassette quando sono andato a vivere con mio padre e i miei quattro fratelli. Non sono mai riuscito a integrarmi e così, una volta terminato il servizio militare, ho deciso di andare a vivere da solo. Ho provato a ricongiungermi con Aurora, ma purtroppo le cose non sono andate bene. Sono stati anni veramente difficili, mi sono sentito solo, ho vagabondato e accettato i lavori più umili per mantenere la mia indipendenza.

Federica Wu sta realizzando un film sulla tua vicenda.
Sì, ci siamo incontrati a seguito di un annuncio che avevo pubblicato su Facebook: cercavo qualcuno che potesse realizzare un video promozionale per la pizzeria dove lavoro. Chiacchierando ho raccontato la mia storia e lei subito si è mostrata interessata. Inizialmente, doveva essere un cortometraggio, ma poi ha ritenuto che il materiale andasse ben oltre e si potesse realizzare un film. Abbiamo optato per un docu-fiction, ossia un lungometraggio che alterna video-interviste a ricostruzioni dei fatti. È stata lei stessa a propormelo, ritenendo che la mia storia fosse talmente incredibile da non aver bisogno di alcuna "finzione" e che la cosa migliore fosse ricostruirla fedelmente nel dettaglio tramite i racconti delle persone coinvolte: i familiari, gli amici di Hermann e quelli di Sebastiano, le istituzioni, la polizia, i giudici, i giornalisti. Dalla mia ho pensato che potesse essere l'occasione per avere chiaro quanto successo, perché comunque, una volta adulto, mi sono reso conto che molte cose che mi sono state dette non sono vere. Forse l'hanno fatto per non traumatizzarmi, ero un bambino. Ora sono pronto a scoprire tutta la verità. Attualmente siamo alla nona giornata di riprese, il lavoro è ancora lungo, ne sono previste circa venticinque. È una produzione indipendente, autofinanziata, e questo di sicuro non facilita le cose, motivo per cui attualmente è in corso un fundraising su Produzioni dal Basso. Io spero di riuscire a portarla sul grande schermo, non per soldi o fama, ma perché purtroppo questo è un problema ancora attuale e se ne parla troppo poco. La mia storia credo possa servire a prestare maggiore attenzione al dramma dei bambini scomparsi, perché, sebbene io sia cresciuto felice con i miei "finti" genitori, mi rendo conto che per la mia mamma Anna Maria il dolore è stato grandissimo e che molte sono le famiglie che stanno vivendo la stessa sofferenza: è importante che non si sentano abbandonate.

Che cosa è scattato in te quando ti sei reso conto che, da un certo momento in poi, la tua esperienza individuale e la tua vita avrebbero assunto una dimensione pubblica?
Negli anni '90 la mia vicenda è stata trattata pubblicamente dai media per diverso tempo, ma io non sapevo nulla, ero all'oscuro di tutto, in una casa accoglienza. L'anno scorso, più o meno in questo periodo, una giornalista de "Il Giornale" mi ha contattato per sentire la mia storia per un articolo più ampio che trattava del fenomeno dei bambini scomparsi, un dramma ancora molto attuale. Da lì sono iniziate le mie apparizioni pubbliche, in televisione, su riviste. Mi sono reso conto che le persone erano interessate e incredule nel sentire quanto mi era successo. Per me è stata l'occasione per ripercorrere il mio trascorso, e credo di aver trovato un senso nel raccontarlo pubblicamente: diciamo che anche per me è stato terapeutico.

Infine, qual è il tuo sogno?
Sogno una vita semplice: un lavoro che mi dia stabilità, una compagna, dei figli. E infine mi piacerebbe tornare a vivere fra le montagne dove sono cresciuto: lì sono i ricordi più belli della mia vita. Vorrei anche continuare a prestare la mia testimonianza, magari in televisione in programmi dedicati, o presso Associazioni: credo possa essere di conforto alle famiglie che vivono il dramma di un figlio scomparso.

Info: Facebook/Sebastiano Notarnicola e http://www.hermannesebastianoilfilm.it/

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