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Le macchine del cinema di Marco Pagni

  • Scritto da Enrico Zoi
Marco Pagni, tecnico quarantenne specializzato nella postproduzione cinematografica, dirige da cinque anni gli studi cinematografici di Vallina (Firenze), già del grande fotografo milanese Tam Fagiuoli. i occupa di restauro di film Pagni, soprattutto cinema d'archivio, mentre l'azienda, la Movie & Sound (http://www.movieandsound.it) abbraccia l'intera produzione cinematografica, dal cinema pubblicitario a quello indipendente. Sue pure le ricostruzioni delle colonne sonore di capolavori del cinema quali “Sciuscià”, “Roma città aperta”, “Per un pugno di dollari”, “C'era una volta il West”. In ditta, anche un laboratorio di sviluppo e stampa che a Firenze mancava dagli anni '10 del '900: grazie ad esso la Movie & Sound è referente Kodak per il Centro Italia. Formazione tecnica per Pagni. “Sono elettronico – racconta -, ho iniziato a lavorare negli stabilimenti a Roma come tecnico di manutenzione. Poi, fiorentino da generazioni, ho messo su questa struttura di Vallina che gestisco da cinque anni: qui c'è l'unico teatro di posa del Centro Europa con un limbo a quattro pareti. C'entrano due motrici Iveco da Tir! Va bene anche per ricostruire gli interni di un film”. Tra i suoi clienti: Girmi, Petreet, Indesit, Lamborghini, Ferrero, Giunti, Piero Pelù. In azienda anche diverse macchine cinematografiche d'epoca. Autentiche chicche. Ne scegliamo due. “Il telecinema (Foto n. 1) - spiega Pagni – è l'impianto che serve a fare il trasferimento da pellicola a digitale video, per la messa in onda dei film o fornire i master per il montaggio digitale. In sostanza è uno scanner. Il nostro è della fine degli anni '90. Queste macchine invecchiano abbastanza velocemente, ma hanno pur sempre un valore sui due miliardi delle vecchie lire!” “La trouka (Foto n. 2) – prosegue - è la macchina con cui si fanno gli effetti speciali ottici: Superman che vola in cielo, ad esempio. La nostra è degli anni '60, ma è stata in produzione identica fino ai primi anni '80. Con questa macchina abbiamo lavorato al restauro di un film di David Wark Griffith, “The Little Tease”, del 1913, un'opera praticamente dispersa: ne esisteva solo una copia in 8 mm formato amatoriale, da noi restaurata in un 35 mm presentato alla XXVII edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone (ottobre 2008) con grande plauso dei restauratori internazionali”.