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Walter Quattrociocchi: “Eravamo, siamo e saremo sempre 'scimmie', ora abbiamo internet”.

  • Scritto da Enrico Zoi
Walter QuattrociocchiInformazione vera o presunta su internet e social network? Le ricerche di Walter Quattrociocchi, coordinatore del CSSLab (Laboratorio di Computational Social Science) all'Istituto IMT Alti Studi di Lucca, si focalizzano sulla diffusione delle informazioni e sul loro impatto sulla percezione sociale. All'attivo di Quattrociocchi oltre cinquanta pubblicazioni a riviste e conferenze internazionali. I suoi risultati sullo studio della disinformazione sui social media hanno avuto un notevole impatto internazionale, sia istituzionale che scientifico.
Che cos'è la rete e in cosa consiste il suo lavoro di analisi?
Il nostro lavoro si focalizza sulla misurazione e sulla moderazione matematica delle dinamiche della formazione delle narrazioni online, della disinformazione e della credulità collettiva. In estrema sintesi, abbiamo analizzato la fruizione dei contenuti online confrontando come l’esposizione costante ad informazioni appartenenti ad una determinata narrativa (scienza e complottismo) generino gruppi di rinforzo. Il determinante per la selezione dei contenuti è quello che tecnicamente si definisce confirmation bias, ovvero cerco informazioni coerenti con il mio sistema di credenze e nei social media tendo ad entrare in gruppi che condividano lo stesso pensiero. Questo porta alla polarizzazione, al dibattito esasperato e all’ignorare le informazioni contrarie alla narrativa scelta. Ne esce che la problematica della misinformation è molto preoccupante e difficilmente risolvibile in questo sistema.

Tanto più se si considera come per alcuni il web abbia sostituito la televisione come fonte di verità. Prima si diceva "l'ha detto la tv", oggi spesso si avvalora una notizia anche con la frase "l'ho letto su internet": come si distingue tra verità e bufale?
I contenuti online tendono ad essere il risultato di un’esaltazione di qualcosa (ego, notizia, funzione sociale) e cercano di catturare l’attenzione come tanti bambini che voglio stare sempre al centro dell’attenzione: più un contenuto è presentato in maniera spettacolare più tendere ad essere fazioso.

Quali sono alcune delle bufale più divertenti da raccontare?
Direi quella del senatore Cirenga. Tra le notizie più gettonate degli ultimi anni, c'era quella relativa all'approvazione in Senato di una legge proposta dal senatore Cirenga che prevedeva lo stanziamento di 134 miliardi di euro per trovare un posto di lavoro ai parlamentari non rieletti. Ben 257 sarebbero stati i voti a favore della Camera Alta della Repubblica, con 165 astensioni. In un periodo in cui l'opinione pubblica è particolarmente attenta ai temi della corruzione politica e dei privilegi della cosiddetta casta, l’iniziativa del senatore Cirenga in questi anni ha sollevato online, nel cosiddetto popolo del web, un’ondata di proteste, con 36mila persone che hanno condiviso l’appello per denunciare il politico, dotato anche di pagina Facebook, con tanto di foto. Peccato tuttavia che nessuno di questi si sia accorto (e bastava consultare Google!) che non esiste nessun senatore Cirenga, che sul sito del Senato non c'è traccia della legge, che la somma dei presunti voti è 422, mentre i senatori elettivi sono soltanto 315 (più i senatori a vita) e che 134 miliardi di euro sono un decimo circa del Prodotto interno italiano: un po' troppo per essere vero! Infatti, nel testo che accompagnava la bufala c’era anche scritto verso la fine: "se davvero credi a questa boiata ti meriti la situazione che tanto ti indigna".

Desolante... ma allora che futuro ci aspetta?
Non saprei dirlo. Eravamo, siamo e saremo sempre “scimmie”, ora abbiamo internet. Dovremmo imparare a rinunciare alle certezze e al voler essere per forza al centro dell’attenzione, ma la vedo dura!

@il_trillo

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