A+ A A-

Claudio Marazzini e l'Accademia della Crusca: dalla tradizione all'ebook e al web

  • Scritto da Enrico Zoi
Claudio MarazziniL'Accademia della Crusca di Firenze, sorta alla fine del '500, rappresenta uno dei maggiori punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana in Italia e nel mondo. Alla base del suo nome l'analogia tra la buona lingua e la buona farina evidenziata allora dall'accademico Leonardo Salviati. Il linguista e saggista Claudio Marazzini, torinese, è oggi il suo Presidente. L'Accademia della Crusca è l'istituzione che studia e tutela la lingua italiana: professor Marazzini, qual è la sua funzione oggi?
L’Accademia della Crusca diede ben presto, già nel sec. XVI, un’interpretazione seria ad un nome nato in forma scherzosa. La crusca è lo scarto nella lavorazione che seleziona il fior di farina, e il fior di farina è analogo alla parte migliore della lingua. Tutta la simbologia dell’Accademia deriva da questo riferimento giocoso al grano, alla farina, al pane. Ecco perché nel corso dei secoli è stata lanciata spesso contro la Crusca l’accusa di “purismo”. Oggi quest’accusa non ha più senso, ma l’Accademia non rinuncia a dare buone indicazioni a coloro che desiderano usare una buona lingua. Sarebbe del resto ridicolo frustrare le giuste aspirazioni di chi ama l’italiano: ecco perché qualche volta siamo severi nei confronti di errori di lingua e forestierismi invasivi.

Come vi confrontate con il web e i linguaggi che ne derivano?
L’Accademia fa un largo uso del web, in tutte le sue forme. Basta collegarsi al nostro sito per verificare la veridicità di questa affermazione. Non siamo tra coloro che pensano che la Rete faccia male all’italiano. Naturalmente occorre distinguere tra i diversi usi della Rete, perché il web è un universo in cui si trova di tutto.

Tra l'altro, avete pubblicato anche un ebook sulla tradizione della musica italiana nel mondo.
Sì, il libro è nato dalla collaborazione tra la Crusca e il Ministero degli affari esteri (Mae) per la Settimana della lingua italiana nel mondo. Si tratta di una collaborazione da cui ogni anno nasce un libro nuovo che l’Accademia commissiona a studiosi specializzati nell’argomento di volta in volta scelto. Per molto tempo i libri richiesti dal Maeci erano di tipo tradizionale, “cartacei”, come si usa dire. Poi il Mae preferì il libro elettronico, cioè l’e-book, e a noi la sfida piacque. Non ci limitammo a un libro in pdf, ma preferimmo realizzare un vero libro elettronico, da lanciare attraverso canali internazionali come Kindle e Amazon. Il risultato è stato un successo. Abbiamo anche sperimentato la formula della “stampa a richiesta”, in inglese print on demand, che funziona benissimo con questi nostri libri. Ciò non toglie che la Crusca continui l’attività editoria tradizionale: abbiamo una produzione degna di una piccola casa editrice, di qualità altissima. Il nostro catalogo è consultabile nel sito.

Al di là del 'petaloso', quali sono le acquisizioni lessicali più recenti della lingua italiana?
Basta andare nel sito dell’Accademia, nell’apposita sezione in cui sono raccolti i neologismi, nella rubrica “Parole nuove”: le ultime tre sono docciarsi, spoilerare, impiattare. Le altre invito a leggerle nel nostro Sito, ricordando che un neologismo può anche morire dopo un po’ di tempo. Non tutte le parole nuove durano davvero.

In base a quali criteri una parola viene riconosciuta ufficialmente come neologismo?
Questo è molto facile: ogni parola nuova che compare nella stampa, in Rete, nella conversazione, è di per sé un “neologismo”. Il problema sta semmai nell’effettiva durata, come dicevo prima. Ma questa non la decide un’accademia, nemmeno quella della Crusca. La decide la comunità linguistica nazionale nella sua complessa globalità.

Che effetto fa essere accolti in una sede bella e prestigiosa come la Villa Reale di Castello?
Questa domanda andrebbe rivolta ai visitatori, più che al presidente… Posso dire che fu emozionante la prima mia visita a un luogo così bello, e ancora oggi mi sorprendo a leggere le pagine di Vasari che raccontano come fu costruita la Villa, come fu progettato il giardino dall’architetto Tribolo, come la voleva Cosimo de’ Medici. Senza contare la notizia, che si legge sempre in Vasari, sulla presenza qui dei quadri di Botticelli oggi ammirati agli Uffizi. A volte, la sera, quando sono solo nella Villa, mi sembra di parlare con questi grandi personaggi del passato.

In cosa consiste la Sala delle Pale?
È il cuore museale dell’Accademia, dove si conservano le “pale” degli accademici del Cinquecento e del Seicento, modeste pale di legno per la farina, di dimensione grande, ma decorate con pitture simboliche, e con in aggiunta il nome dell’accademico e il suo motto. Sono oggetti bellissimi, che tutto il mondo ammira, tipiche del gusto manierista e barocco per l’emblema e per la simbologia. In quella sala gli Accademici si riuniscono ancora oggi: non è solo un museo, ma un luogo che vive, in cui si discute di lingua e di cultura.

Torniamo al presente e al futuro: dove sta andando la lingua italiana e quali sono i progetti e le iniziative prossime venture dell'Accademia della Crusca?
Dopo il lancio della collaborazione con le Coop e dopo il rifinanziamento dei progetti da parte del ministro Franceschini, ci dedicheremo al Vocabolario dantesco, al nuovo grande corpus per il vocabolario italiano, al potenziamento del sito. Poi prenderanno il via, entro l’anno, due progetti che di sicuro susciteranno un certo interesse anche dei media. Ma per ora preferisco non dire di che cosa si tratta. Di sicuro, però, si parlerà di noi… Cercheremo di opporci a coloro che danneggiano e mandano in malora la lingua italiana disprezzandola e utilizzando l’inglese senza alcun controllo logico e intelligente, con la smania di un fanatismo provinciale che fa vergogna.

Il suo sogno nel cassetto?
Lasciare, alla fine del mio mandato, un’Accademia forte, solida, ben finanziata e ormai notissima a tutti gli italiani, dando a tutti i nostri concittadini una fiducia nuova nella loro lingua, ben maggiore di quella che hanno ora.

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".