A+ A A-

Vincenzo Giorgio: “Sogno di incontrare un marziano e di comunicare con lui!”

  • Scritto da Enrico Zoi
Vincenzo GiorgioVincenzo Giorgio, laureato in ingegneria elettronica alla Federico II di Napoli, è dal 2004 Co-chair dell'Isec (International Space Exploration Committee). Oggi è amministratore delegato della società Altec di Torino, centro di eccellenza italiano per la fornitura di servizi alla Stazione Spaziale Internazionale e per lo sviluppo e la realizzazione delle missioni di esplorazione planetaria, e Vice-President Marketing & Sales per le attività di Thales Alenia Space.
L'uomo su Marte o l'incontro con i marziani, un vero e proprio fil rouge che lega gli ultimi due secoli dell'immaginario dell'umanità: una delle ultime puntate si chiama ExoMars, che cos'è?
Il programma ExoMars sarà realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea in cooperazione con l’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos, quale partner paritario nel progetto, che contribuirà con attrezzature ed esperimenti scientifici, ma soprattutto svilupperà il Modulo di Discesa della Missione 2020 e fornirà il servizio di lancio per entrambe le missioni con l’utilizzo del vettore Proton. Due le sue missioni:, una, nel 2016, porterà un orbiter (modulo orbitante) e un modulo di discesa; una seconda, nel 2020, avrà il compito di portare un rover con capacità di perforazione nel suolo fino a 2 metri. L’obiettivo scientifico è la ricerca di forme di vita presenti o passate. Thales Alenia Space (Tas) Italia è prime contractor industriale nel programma ExoMars, occupandosi dell’intera progettazione delle due missioni. Grazie al ruolo significativo dell’Agenzia Spaziale Italiana quale primo finanziatore della missione, Tas Italia per la missione 2016 sta realizzando anche il modulo Edm (Entry and Descent Module), dimostratore tecnologico per l’ingresso e discesa su Marte. Per la missione 2020 si occuperà invece dello sviluppo del sistema di navigazione e guida del carrier module e del modulo di discesa, del progetto del sistema rover, inclusa la realizzazione del laboratorio analitico, comprendente il sistema di perforazione e di raccolta dei campioni dal suolo marziano, nonché la sua integrazione con il rover.

Qualcuno ha parlato anche di un reality show su Marte. Che cos'è Mars One? Cosa ne pensi?
Abbiamo saputo di un'iniziativa che pensa di portare un gruppo di persone su Marte con un biglietto di sola andata, al fine di realizzare una sorta di Grande Fratello. Siamo anche stati contattati per contribuire con le nostre conoscenze e tecnologie. Abbiamo declinato l’invito fondamentalmente per ragioni etiche. Le missioni spaziali portano sempre un alto rischio associato ed il nostro lavoro è quello di minimizzarlo, ma mandare uomini e donne su Marte senza alcuna possibilità di farli ritornare o di poterli soccorrere in caso di problemi (fisici, psichici, altro) credo sia fuori dalla nostra visione. L’impresa di Cristoforo Colombo, altrettanto rischiosa per i suoi tempi, aveva comunque come piano il rientro. Oggi, nel terzo millennio, non possiamo agire differentemente: si può pianificare una missione completa con rientro, è solo una questione di soldi e tempo.

Eppure, nel romanzo di Andy Weir L'uomo di Marte (The Martian, 2011) e nel film che nel 2015 ne ha tratto Ridley Scott con Matt Damon, la sopravvivenza umana su Marte sembra una possibilità concreta. Come giudichi il libro e/o il film? Credibile, incredibile, una via di mezzo?
Ho visto il film in aereo in uno dei miei viaggi in Nasa: tecnicamente fatto bene, se si esclude l’ultima parte un po’ “americana”. Ho riscontrato molte delle tecnologie su cui stiamo lavorando per prepararci ad una missione umana, ad esempio il riciclo dell’acqua, la serra per crescita di vegetali, le modalità di trasporto. Credo che il film sia molto utile per le nuove generazioni in termini di divulgazione e “inspiration”. Il nostro settore ha bisogno di giovani motivati e a volte le grandi avventure come i grandi film aiutano più di tediose conferenze.

Allargando il campo, ami la fantascienza cinematografica e/o letteraria? Quale?
In verità non molto. Questo vale soprattutto per la cinematografia. Una ragione potrebbe essere la mia incapacità di osservarla senza esercitare il mio spirito tecnico/critico. Con i libri questo è meno vero perché ti costruisci la scena nella tua mente facendola diventare plausibile. Forse un'eccezione è rappresentata dal film Interstellar: la tematica delle onde gravitazionali, su cui stiamo lavorando tanto, è di sicuro fascino ed interesse. Durante il film mi sono trovato spesso ad immaginare cosa potrebbe accadere se fossimo in grado di identificarle, di imbrigliarle ed usarle. Penso riscriveremmo la storia dell’universo e per la nostra vita sarebbe una rivoluzione totale.

I marziani saranno buoni o, citando un film del grande Ettore Scola, 'brutti, sporchi e cattivi'? E, soprattutto, ci saranno?
I marziani che cerchiamo noi adesso (ammesso di trovarli) sono certamente piccoli: parliamo di spore, batteri, quindi di cenni di forme di vita presenti o passati. Più in generale, parlando dell’universo, statisticamente è improbabile che non ci siano. Dove sono e come sono è un altro discorso: ci vogliono pazienza, tecnologia e soldi. Poi li troveremo!

Un sogno nel cassetto...
Incontrarne uno e comunicare.

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".