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Dal mito al perdono, nel romanzo di Simona Sparaco, Se chiudo gli occhi

  • Scritto da Claudia Camedda
Gli affetti famigliari sono il tema attorno a cui si costruisce "Se chiudo gli occhi", di Simona Sparaco. Nella trama del romanzo sono esposti semplicemente fatti, vicende di personaggi comuni, che vivono la vita di ogni giorno. L'autrice esamina il concetto del difficile rapporto genitoriale e dei sentimenti repressi che ne scaturiscono. Per una padre talvolta è difficile esprimere l'amore verso il figlio, entrambi devono riuscire a scendere a compromessi. Purtroppo amare comporta ritrovarsi anche di fronte a grandi delusioni, ma questo sentimento fortifica senza riserve l'animo e il cuore dell'individuo.  Nel romanzo, Viola è una giovane donna che non prova più amore per il marito, madre di una bimba, con un lavoro in un piccolo negozio fotografico, che però non la gratifica. Viola, figlia dell'importante scultore Oliviero De Angeli, ha sposato un ragazzo perbene, ha una figlia stupenda, un buon lavoro, ma dentro se stessa prova una grande infelicità. Il suo disagio interiore, si riflette anche nella noncuranza del proprio abbigliamento, dagli abiti sempre uguali e senza forma. 
Viola ha incontrato poche volte il padre, sempre con il desiderio di ottenere da lui approvazione, in quanto lei non ha mai superato l'esame della propria sicurezza interiore di fronte alla figura inaviicinabile del genitore paterno. La mancanza di dialogo fra lei e il padre, porta al sorgere di silenzi che innalzano barriere insormontabili.  Viola tornando indietro nel tempo con i ricordi, pensa al padre, quando le raccontava storie della mitologia piene di fantasia,quando le consigliava di dedicarsi alla scrittura creativa e al disegno, ma alla fine dentro di sè, gli lancia sempre accuse, per averla abbandonata da bambina, distruggendo la sua infanzia. Improvvisamente Oliviero, va nel negozio dove la figlia, diventata adulta lavora, e le propone di andare con lui in viaggio, per qualche giorno, senza svelarle la meta. Viola così, lascia il marito alquanto riluttante, e la piccola figlia, sotto la custodia della nonna, e si avvia in viaggio con il padre, ma è contrariata, con l'animo pieno di odio nei confronti del genitore.
Tornano spesso nel romanzo temi mitologici, che il padre raccontava alla figlia piccola, e ora che viaggiano fino al paese natale di Oliviero Montemonaco, un piccolo borgo situato sui monti Sibillini nell'Appennino Umbro -Marchigiano, si aggiungono le leggende sorte attorno alla Grotta della Sibilla. Sibilla è anche una montagna sacra, per secoli meta di scrittori, viandanti, alchimisti e poeti. Simona Sparaco la definisce una montagna femminile, permeata da energie, che permettono l'uso di facoltà inibite, e che in questi luoghi geografici sono esclusivo monopolio delle donne. 
Il romanzo giunto al suo epilogo considera con tono pacato, il concetto del perdono, dell'accettazione, della rassegnazione, delle cose nella loro essenza, delle scelte di vita non solo collettive, anche individuali. Dopo una profonda riflessione interiore, infatti Viola, ritorna sui suoi passi, riconsiderando le mancate opportunità da lei concesse al padre, per giungere ad un incontro, ad una unione fra di loro, che possa farli rinascere, e liberarli aprendo un varco per il futuro.
 
11 febbraio 2016, ore 17.30
Biblioteca Regionale
AOSTA

Spazio libro: "Se chiudo gli occhi", di Simona Sparaco

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