A+ A A-

Il trucco di Oliviero Beha, L'ottavo giorno di Dante Matelli, La sposa armena di Gianni Perrelli: questo è Tris

  • Scritto da Elena Meynet
La copertina, di Emanuele LomniTre autori, tre racconti, tre viaggi. "Tris" (Aracne edizioni) è un piatto delizioso, un "amuse bouche" in cui i racconti occhieggiano al romanzo senza sbrodolare. Gli autori, Oliviero Beha, Dante Matelli e Gianni Perelli, sono personalità diverse, professionisti stimati, che affiancati nei loro scritti offrono un libretto di rapida lettura, che lascia a tratti con il sorriso, a tratti con la curiosità di approfondire quei dettagli che la forma della narrazione breve lascia da parte in nome della trama.
"Tris" si apre con "Il trucco", di Oliviero Beha, che instilla nella voce narrante Margherita il sacro dubbio per il troppo perfetto Antonio. La casualità porta a ricongiungere i pezzi di un enigma che la docente di lettere in pensione vuole assolutamente risolvere. Il web viene sconfitto dai metodi "di una volta", la cultura profonda, che fa solo accennare a molti dei più begli autori internazionali, si adegua agli incontri attorno ad una partita di burraco, ad un incontro dal parrucchiere, ad una festa del bel mondo: tutto è lecito chiedere entro i limiti dell'empatia. Alla fine la soluzione del mistero del bell'Antonio, troppo perfetto per essere vero, viene suggerita nell'anticamera del carcere, svelando e allo stesso tempo coprendo un altro mistero, quello della vita di Margherita.
Dante Matelli torna invece ad un tema che gli sta a cuore: il mistero di Re Salomone e di uno sceneggiatore che ne deve raccontare in modo esplicito episodi amorosi, come già nel precedente "Orientàl" (ed. Nutrimenti). "L'ottavo giorno" è, nella cultura ebraica, quello in cui si ricomincia, la vita riprende dopo la pausa al termine della creazione, tutto può evolvere ancora. Qui ad aver bisogno di una svolta sono le pruderie e le remore di uno scrittore focoso ma allo stesso tempo timido, che si intrecciano con il film che deve assolutamente terminare di scrivere, tra le provocazioni e gli ammiccamenti della produttrice, da un lato, e dall'altro la ricerca di una motivazione storica per chiudere al meglio una scena che comincia a diventare imbarazzante, con il re saggio degli Israeliti alle prese con una ragazzina offertagli prima delle nozze dal padre, re cipriota. Sarà una ricerca storica a cavarlo d'impaccio, offrendogli lo spunto dell'anello di re Salomone per le molte interviste che seguiranno.
Il terzo racconto del "Tris" è uno spaccato di storia e di umanità che lascia il cuore gonfio di pena e di dubbi. Gianni Perrelli ci immedesima in "La sposa armena", o meglio nella figlia che, dopo il genocidio della sua gente, trascorre la sua lunghissima vita nel dolore di aver visto la madre partire verso Istanbul per salvare quel che restava della famiglia. Da donna a donna, la scelta turca di Sona, sacrificio o tradimento, mina per sempre il sorriso di Anouche. Il nemico, per quanto amabile e dorato, resta sempre il nemico, turco musulmano contro cristiano armeno. Nemmeno la salvezza della vita, la possibilità di crescere e studiare potranno concedere il perdono alla madre: Anouche diventerà come Sona, bella, fedele, rigorosa, affettuosissima, esemplare madre e cristiana. Quando il tempo lascerà alle spalle le brutture della strage armena, però, nemmeno il desiderio di pace di una anziana tormentata potrà far scoccare la scintilla del perdono e pacificare le donne della famiglia straziata.
 
Olviero Beha, Dante Matelli, Gianni Perrelli: Tris
2016, Aracne
172 pagine, 12 euro

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".