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[r] Educazione siberiana, di Gabriele Salvatores

  • Scritto da Enrico Zoi

Si oltrepassano il Muro di Berlino, la Cortina di Ferro e infine il fiume Nistro' e si trova la comunità dei Siberiani, che educano i propri figli al crimine. Strani Robin Hood, essi si dimostrano onesti con i più deboli, con gli anziani e con i matti, che chiamano 'voluti da Dio', e spietati con militari e poliziotti. Preghiera e armi con loro vanno a braccetto, nel rispetto di un rigoroso codice di comportamento e, a modo loro, di una morale. Al crollo del Muro e dell'Urss, anche il loro singolare microcosmo è sbalestrato: l'Occidente corrotto e corruttore vi irrompe e mina le tradizioni che nonno Kuzja (John Malkovich) insegna al giovane nipote Kolyma (il bell'Arnas Fedaravicius), con la sua educazione siberiana, alla quale di riflesso assiste, in parte coinvolto, anche il suo amico del cuore, Gagarin (Vilius Tumalavicius, una sorta di Russell Crowe dell'Est). Crescendo nel loro mondo di scontri fra bande urbane, rapine e comunismo primordiale, i due ragazzi incontrano la giovane e bella Xenja (Eleanor Tomlinson), una 'voluta da Dio', figlia del medico locale, protetta da Kolyma, e a poco a poco le loro strade si dividono. Mentre Kolyma si trova in carcere, Xenja viene picchiata e violentata. Inizia qui una lunga caccia all'uomo.
Con Educazione siberiana, Gabriele Salvatores gira un film alla sua maniera, da usato sicuro, da padrone della scena e della macchina da presa, con il piglio di uno che sa volare anche alto ma tutto sommato in superficie, sulla pelle e non nel cuore.
Il regista napoletano descrive, sì, con una certa efficacia il rapporto fra i due amici e il nonno un po' maestro e un po' padrone, tuttavia finisce per realizzare una sorta di C'era una volta in Russia, in cui gli amici rivali ricordano addirittura David 'Noodles' Aaronson (Robert De Niro) e Maximilian 'Max' Bercovicz (James Woods), anche per l'uso a incastro della tecnica del flashback, analogo a quello proprio di C'era una volta in America (Sergio Leone, 1984), e per il comune tema da 'piccoli criminali crescono'.
Educazione siberiana, dall'omonimo romanzo d'esordio (2009) di Nicolai Lilin, scrittore russo nazionalizzato italiano, non resterà nei nostri occhi come il miglior film di Salvatores, semmai come un'opera dal valore eminentemente didattico, che apre un varco per lo più inedito nel territorio dell'ex Unione Sovietica, dove a quanto pare c'è ancora molto da esplorare e capire. Cinema utile, dunque: d'altronde, anche l'utilità può avere il suo fascino.

Educazione Siberiana
di Gabriele Salvatores.
Con Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor Tomlinson, Jonas Trukanas, Vitalji Porsnev. Peter Stormare, John Malkovich.
Drammatico. Durata 110 minuti. - Italia 2013. - 01 Distribution.

@il_trillo

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