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[r] Buongiorno papà, di Edoardo Leo

  • Scritto da Enrico Zoi

Andrea (Raoul Bova) è un quarantenne che fa lo splendido come se avesse ancora vent'anni. Certo, è bello, veste e si muove bene, si tinge i capelli e si fa le lampade: è un uomo in carriera e gli affari della sua agenzia di product placement cinematografico funzionano. Viziato dai genitori e da tutti quelli che gli stanno vicini, Andrea convive, tra una donna e l'altra (tutte di passaggio), con Paolo (Edoardo Leo), amico fraterno e meno fortunato.

Una mattina il suono del suo campanello annuncia a sorpresa la diciassettenne Layla (Rosabell Laurenti Sellers): ha i capelli viola e sostiene di essere sua figlia. Porta come prova il diario della madre, morta di malattia tre mesi prima. Un maremoto avrebbe sconvolto meno di lei la vita del Peter Pan Andrea, il quale si sottopone comunque al test del Dna, che dà ragione alla ragazza. Difficile adattarsi a una nuova esistenza che, oltre all'inattesa prole, prevede anche Enzo (Marco Giallini), nonno rock che non vuole essere chiamato nonno: una vita tra camper e tour con la band e un sonnambulismo targato New Trolls. Grazie a lui, a Paolo e a Lorenza (Nicole Grimaudo), professoressa di ginnastica di Layla, il neo-padre riuscirà a crescere come uomo e come genitore.
Una vita di plastica quella dell'aitante Andrea, un'esistenza che si sgretola come un castello di carta al primo tocco della realtà, giunta alla porta di casa nelle sembianze di una figlia fino a quel giorno sconosciuta. L'uomo impara a sue spese e con suo vantaggio che il mal costume e la slealtà allontanano le persone, indipendentemente dal grado di parentela o di amicizia, mentre l'accettazione loro e di se stessi le avvicina. Conoscere è importante per capire, comprendere è più bello e utile che volare, come un'ape, di fiore in fiore.
Prove di crescita anche per l'attore Raoul Bova, uno di quegli uomini di spettacolo come Riccardo Scamarcio o, cambiando genere, Fiorello, i quali, superata la fase della semplice bellezza o, nel caso dello showman catanese, della simpatia naturale, si rendono conto che, per continuare a lavorare, bisogna studiare, impegnarsi, diversificare ruoli e contenuti. I risultati poi vanno visti caso per caso e valutati di conseguenza. Di sicuro Bova ci prova, e, nei limiti delle non eccelse doti interpretative, in parte ci riesce. Per lo meno è simpatico e credibile: insomma, è vero. Tanto per intendersi, il suo Andrea di oggi segna un netto passo avanti rispetto, ad esempio, all'Alex di Scusa se ti chiamo amore (Federico Moccia, 2008). D'altronde, il regista/attore Edoardo Leo dimostra uno spessore sentimentale e culturale assai superiore a quello del purtroppo più noto scrittore/regista romano.
È brava Rosabell Laurenti Sellers nel non facile ruolo di Layla ed è in forma Marco Giallini, un nonno strampalato che però la vede più lunga e profonda di altri, capace di usare il suo essere da sempre sopra le righe per metabolizzare la prematura perdita della figlia, la madre di Layla. Nella norma la Grimaudo, più macchiette che personaggi i genitori di Andrea, la madre Adele (Paola Tiziana Cruciani) e il padre Roberto (Mattia Sbragia).
Buongiorno papà è la semplificazione amministrativa dei sentimenti fatta cinema. Il suo meccanismo narrativo, le situazioni, i dialoghi, nella loro sostanziale verosimiglianza e nella sempre splendida cornice di Orvieto, rendono più facile l'identificazione delle emozioni per evitare elucubrazioni e, appunto, per amministrarle oculatamente. Lezione di buona mediocritas per un'operazione nel complesso riuscita.

Buongiorno papà
di Edoardo Leo.
Con Marco Giallini, Edoardo Leo, Raoul Bova, Nicole Grimaudo, Paola Tiziana Cruciani. Rosabell Laurenti Sellers, Mattia Sbragia, Ninni Bruschetta.
Drammatico. Italia 2013. Medusa.


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