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Raffaele Morelli: Il male è soltanto uno sguardo sbagliato

  • Scritto da Maela Martorana

Raffaele MorelliLo psicoterapeuta Raffaele Morelli, direttore dell'Istituto Riza, apre la serie estiva degli appuntamenti del Forte di Bard, in Valle d'Aosta, con alcuni dati inquietanti riguardo alla condizione psicologica degli italiani: 12 milioni usano psicofarmaci, 700 mila sono i drogati di cui 400 mila abusano di cocaina. "Il nostro lato oscuro" è proprio il tema della conferenza di domenica 16 giugno, un argomento che ha affascinato nel corso della storia scrittori e filosofi, saggi e poeti, e che in tempi recenti si è concretizzato in un altro male: la depressione.

Morelli apre con una citazione celebre dello psicoanalista Carl Gustav Jung: «La triste verità è che la vera vita dell'uomo è dilacerata da un complesso di inesorabili contrari: giorno e notte, nascita e morte, felicità e sventura, bene e male. Non possiamo neppure esser certi che l'uno prevarrà sull'altro, che il bene sconfiggerà il male, o la gioia si affermerà sul dolore». Il consiglio ai presenti è di allontanarsi dalla morale, di evadere dal pensiero comune e dal bigottismo che risulta deleterio per l'anima e ricorda che «in ogni moralista c'è un criminale nascosto».
Dal palco Morelli pungola i presenti, imponendo loro scherzosamente di non parlare con i vicini perché, dice, «se non si può stare nel silenzio, se non si riesce a creare l'assenza di pensieri allora non si è in grado di cavarsela nella vita. Smettete di parlare della routine, dei figli, del lavoro - continua - perché soltanto quando si comincia ad avere cura di se stessi si riesce a liberare l'Io».
Molti sono i riferimenti storici e filosofici della serata, Morelli mette il cappello di psicoterapeuta e cita anche Edgar Allan Poe: «Il mondo interno non ha cause». Nessuno di noi è così per causa di qualcuno che non sia egli stesso. Non sono i genitori, non è l'ambiente, non è la società a creare il singolo, è il singolo che crea se stesso. Il relatore si presenta talvolta sfacciato, chiedendo ai presenti di sedersi dove capita, anche per terra, di non perdere tempo alla ricerca dell'amica nella fila vicino. Suggerisce persino di uscire se la conferenza non interessa.
Cita anche il male del secolo, la depressione, richiamando l'attenzione dei presenti che interessati gli pongono alcune domande. Parla di felicità, ricordando che la si trova nell'occhio del bambino e sottolinea che si viene colpiti dalla depressione quando si è sovraccarichi da etichette, da sovrastrutture che impediscono alla nostra reale essenza di esprimersi. «Chiudete gli occhi - invita il pubblico - e ricordate cosa amavate fare da bambini, fate in modo che quella passione rinasca anche nella vita adulta».
Il vero male è non conoscere la propria natura e non seguirla. Cita Hitler, descrivendolo come un uomo freddo e abitudinario rovinato da pensieri dominanti. Parla di razzismo, dichiarando che il pregiudizio è la forma di razzismo più comune. Morelli si rivela velatamente polemico anche nei confronti di Papa Benedetto XVI accusandolo di aver reintrodotto nella preghiera "gli infidi ebrei". Parla anche di Dio, bombardando di numerosi input gli astanti che, a fine serata, ringrazia della loro partecipazione dimostrandosi disponibile a rispondere alle loro domande. Si volatilizza a bordo di una macchina bianca, portando con sé gli sguardi  e i quesiti irrisolti dei presenti perchè, in fondo, come ha ricordato durante la conferenza, "il male è soltanto uno sguardo sbagliato".


@il_trillo

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