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[r] Il cuore della magia: balli e Fiori di Bach nel bosco del Peuterey per Celtica

  • Scritto da Maela Martorana

Il cuore della magia di "Celtica", manifestazione giunta alla sua 17esima edizione, che si è tenuta da venerdì 5 a domenica 7 luglio, è stato bosco del Peuterey, a Courmayeur: sono per lo più gli habitués che s'incontravano tra i banchetti del mercatino artigianale, quelli che sentivano maggioramente lo spirito della festa ed hanno sfidato le rigide temperature del bosco per rinnovare la loro passione, anche per rispetto al pubblico, nei confronti del quale veniva chiesto un biglietto di ingresso dal costo fino a 40 euro. Sonia, detta "la Lupaccia", è una dei sessanta artigiani che hanno esposto in quest'edizione: «sono dodici anni che vengo a "Celtica" - racconta - produco abbigliamento storico ed anche moderno da portare tutti i giorni. Mi piace tantissimo questo mondo fantastico. Qui c'è l'anima, si vede la gente serena, fanno parte del bosco». Dai suoi occhi traspare il cuore, l'emozione che spinge e ravviva artigiani ed artisti, mentre qualche passo più avanti si trova Eleonora Pellizzari, che partecipa per la prima volta: «la mia lavorazione è quella dei metalli, in particolare della filigrana - spiega - questa tecnica arriva dal Sudamerica e mi è stata tramandata dal mio ragazzo che arriva dal Perù. Lui mi ha insegnato la tecnica e le basi ed io ho continuato la pratica di questa lavorazione».
Nel bosco del Peuterey si respirava anche unione ed amicizia, retaggio degli ideali di una cultura affascinante che si riaccende ogni anno tra gli antichi alberi. La via del mercatino si concludeva con lo stand ufficiale dell'evento curato da Stefano Fontanelle: «siamo a "Celtica" da qualche anno - sottolinea - dall'interno, dalla parte dello staff e ci occupiamo della vendita dei gadget e del merchandising così da permettere a tutti di portare a casa un ricordo, oltre a quello che portano nel cuore. Questa è una delle manifestazioni più grandi in Valle d'Aosta, una delle più importanti e forse anche una delle più sentite perchè non è una classica festa ma un momento di convivialità e di gioia». Diversi i concerti e le esibizioni che si tenuti durante la manifestazione, con artisti che vi hanno partecipato numerose volte, come i "Gens d'Ys", i "Red Hot Chilli Pipers", gli "Shannon", gli "Stramash", oltre all'inossidabile Vincenzo Zitello, con un momento particolarmente suggestivo, come quello dell'accensione del fuoco druidico, un falò la cui immagine vuole suggellare visivamente l'armonia, il rispetto e il grande amore dei Celti nei confronti della natura.
Oltre ai concerti e al mercatino artigianale, numerose sono state anche le attività e le conferenze che si sono svolte all'interno del bosco del Peuterey, con una particolare attenzione riservata al mondo femminile. Uno spazio, la "Tenda delle donne", è stato messo infatti a disposizione per gli incontri che riguardano le stesse. Nella zona delle conferenze era invece offerta la possibilità di ascoltare l'esposizione di diversi studiosi tra cui Elena Fornari, Marie Corrao e Rita Pasdera che hanno accolto particolare riscontro da parte dei presenti con la loro analisi su "Femmina e Fata. Piccole dee nascoste in giardino", il cui fine principale è stato quello di chiarire la figura della "fata", tra mito e realtà, sulla base degli innumerevoli riferimenti storici e letterari che descrivono l'archetipo della fata come entità non sempre benevola, talvolta litigiosa. Le studiose hanno tracciato un quadro piuttosto completo, seguendo un percorso letterario che partiva da Omero passando per Cicely Mary Barker, autrice de "Le fate dei fiori", pubblicazione del 1923, fino a Margaret Fuller, citando anche il film "Labyrinth" del 1986 che ha contribuito a distogliere il pensiero collettivo dall'immagine della fata benigna.
Non è stato soltanto il mondo femminile l'argomento principe della 17esima edizione di "Celtica": nel bosco si potevano incontrare anche Federico Gasparotti ed Elena Baruzzi che hanno fuso le rispettive conoscenze dando vita al progetto "Ogam e Fiori di Bach: l'energia guaritrice delle piante": Il primo, guida i presenti alla scoperta dell'alfabeto celtico e del linguaggio degli alberi mentre la seconda racconta dell'impiego dei "Fiori di Bach" nella storia facendo un rapido escursus nella vita del dottor Edward Bach e del suo desiderio di ricercare un tipo di cura alternativa alla medicina classica. Elena Baruzzi, laureata in scienze naturali, ha descritto con un linguaggio piuttosto semplice alcuni dei fiori più conosciuti spiegando come questo tipo di disciplina si basi sul collegamento tra la dimensione emotiva delle persone e il corpo.
"Celtica" è stato anche questo, una piccola finestra che si apre sulla dimensione frenetica della quotidianità, con l'intento di lanciare un messaggio da portarsi dentro anche al termine di questa esperienza.

@il_trillo

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