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[r] Giorgio Faletti in musica: sublimi momenti di cabaret

  • Scritto da Maela Martorana

Giorgio Faletti"Scrivendo cose da ridere, ho imparato a conoscere la malinconia", è un Giorgio Faletti dal sapore mesto quello che si presenta sul palco dell' ex Splendor nella serata di lunedì 4 novembre. Lo spettacolo, tratto dal suo libro Da quando a ora pubblicato da Einaudi, vede una nuova versione di Faletti.

Chi lo ricorda per le serie televisive come Drive in, rimane interdetto davanti all'evolversi delle sue attitudini artistiche. L'ironia, della quale si è dimostrato maestro negli anni, non tarda ad arrivare "Sembrate dei pesci dentro all'acquario", scherza riferendosi agli spettatori della galleria che sono appunto separati da un vetro rispetto a quelli della platea. Il grande amore di Faletti, la musica, ritorna in questo spettacolo che vede unire parole e note. "La musica nella mia vita quando veniva cacciata dalla porta rientrava dalla finestra", ammette evidenziando come non si possa fuggire dalle proprie passioni che si ripropongono vitali anche quando si ha l'impressione che siano ormai sopite.
Ad accompagnarlo sul palco sono presenti Lucio Fabbri  (conosciuto principalmente per la sua collaborazione con la Premiata Forneria Marconi) al pianoforte, chitarra e violino, il Quartetto d'archi dell'Orchestra Sinfonica di Asti, Massimo Germini alla chitarra, Roberto Gualdi alla batteria e Marco Mangelli al basso.
Faletti ripercorrere la sua vita, raccontando ai presenti alcuni aneddoti della sua infanzia e adolescenza mantenendo i toni scherzosi che da sempre lo contraddistinguono con una verve malinconica, impronta tangibile e riscontrabile in molti comici. Faletti parla d'amore intonando Angelina, canzone nata in coda da un gelataio di Asti, raccontando di come "ci sono storie d'amore che all'alba diventano cenere".
Da quando a ora
è il sunto dell'esistenza dell'uomo Faletti che si racconta ripercorrendo la sua vita che tra le tante tappe ha visto anche quella dello scrittore. "Il buio può far paura a tutti, ma ogni giorno basta alzare gli occhi al cielo per guardare il sole e capire che la notte è passata" esordisce presentando Ombra. E' Signor Tenente, secondo posto al Festival di Sanremo 1994, che a distanza di diciannove anni non ha modificato il suo impatto emotivo sul pubblico. "The show must go on",scritta per Milva, e "Tre sigarette" si dissolvono nell'aria cupa della serata dove Faletti cita anche Jean Paul Sartre e le sue Gauloises.
Introspettivo, intimista e a tratti esistenzialista si rimette in gioco sul palco dell'ex Splendor. Faletti racconta di come non sia stato semplice riuscire nel suo campo, dove ogni vittoria è una cosa che va guadagnata. Si propone a tratti fragile, ricordando che ogni volta che si sale su un palcoscenico ci si debba confrontare principalmente con due critici: il pubblico e il proprio Io. Cabarettista, attore, scrittore, Giorgio Faletti asserisce che "la vita ci trova a volte ad essere protagonisti di sublimi momenti di cabaret".


@il_trillo

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