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[r] L'Otello secondo Massimo Navone: la milonga dell'invidia

  • Scritto da Maela Martorana

L'uomo in quanto persona è malleabile, preda delle passioni e degli impulsi che logorano la sua personale percezione della realtà. Sentimenti velenosi e cospirazioni tendono a coinvolgerlo in un indistricabile labirinto di negatività dove gli ingenui e gli onesti si ritrovano pervasi dal gelido senso del tradimento. Come succede nello Jago shakespeariano verso il Moro di Venezia.

Massimo Navone, attore e regista italiano attualmente direttore della Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi, ha voluto unire questa varietà di emozioni descritte dalla celebre tragedia shakespeariana al tango. Lo spettacolo Otello: ancora un tango...ed è l'ultimo, presentato nella serata dell'8 novembre, non registra il tutto esaurito ma attira comunque un gran numero di spettatori.
E' la gelosia patologica di Otello che si torce sul palco dell'ex Splendor nell'ambientazione insolita di una milonga popolata da attori con acconciature e abiti che richiamano gli anni Trenta. Sono gli sguardi, le attese, i passi e le danze a rievocare il lato oscuro della tragedia evidenziandone l'erotismo, il maschilismo e le passioni fatali. In scena un gruppo di giovani attori italiani rivivono le tensioni emotive messe sapientemente in rilievo sia dalla musica, sia dalle luci.
L'Otello richiama nell'immaginario collettivo la gelosia, Navone ha invece voluto rivisitarlo incentrando lo spettacolo su uno dei sette peccati capitali: l'invidia. Narrata in musica da diversi autori nel corso della storia, come per Le sette sorelle di Enrico Ruggeri, l'invidia è la chiave dell'intero spettacolo. Le subdole meschinità dell'animo umano si celano nella personalità di Iago che con lo stratagemma del fazzoletto, incastra Desdemona convincendo Otello di essere stato tradito. Desdemona, come lo fu per i greci Cassandra, rimane inascoltata e succube della malvagità altrui. L'intensità del dramma shakespeariano unita al magnetismo del tango lasciano lo spettatore inerme davanti all'ineluttabilità degli eventi descritti.
Singolare l'idea di coinvolgere sul palco gli spettatori per danzare il tango.
Nota stonata dello spettacolo è l'eccessiva importanza data all'erotismo che già eccede nelle trasmissioni televisive, si sperava di salvarsene almeno a teatro.


@il_trillo

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