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[r] Il futuro letto da Lorenzo Monguzzi e David Riondino: l'enciclopedia cantautoriale

  • Scritto da Maela Martorana

Lorenzo Monguzzi, chitarrista e cantautore, presenta il suo primo disco solista Portavérta all'ex Splendor dopo una lunghissima esperienza con i Mercanti di Liquore scioltisi nel 2011. Lo accompagna sul palco David Riondino, poliedrico artista fiorentino, conosciuto dal grande pubblico per la sua attività di comico dello Zelig e per aver aperto i concerti di una celebre tournée di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi.

Lo spettacolo è strutturato come una grande enciclopedia del cantautore, divisa in quattro capitoli: amori drammatici, impegno sociale, tormenti personali e avvertimenti per il futuro. Gli amori difficili sono rappresentati da un duetto con la violoncellista Daniela Savoldi de La Piccola Orchestra Variabile, un dialogo tra un marito ubriaco e una moglie di facili costumi. Oltre alla Savoldi sul palco si esibiscono anche Gianluca Casadei (fisarmonica), Maurizio Giannone (percussioni), Roberto Giannone (chitarra) e Angelo Baselli (clarino).
"Riformate il diritto di famiglia" rappresenta invece la difficoltà degli equilibri nelle relazioni della società contemporanea. Dote principale di ogni artista è quella di essere innanzitutto un osservatore, Riondino si pone come narratore e osservatore di una crisi che sta colpendo su svariati fronti, non solo economici. Non sono molti i valdostani a recarsi allo Splendor per assistere allo spettacolo, perdendosi l'opportunità di assistere all'esibizione di un ottimo cantautore arrivato al terzo posto nella categoria di Opera Prima al Premio Tenco 2013. Lo spettacolo continua con "Bolle" e con un tributo al compianto Enzo Jannacci, Monguzzi ripropone il brano "La Costruzione".
Numerosi gli spunti che arrivano ai presenti, "L'Orazione di Monti sul Dio Denaro" segna la chiusura del capitolo sull'impegno sociale. Seguono i tormenti personali, linfa vitale per ogni cantautore che si rispetti, "quando vuoto sarà questo mio cranio, non vi fate ingannare dal ghigno che il mio teschio riserva alla folla" canta Monguzzi immettendo i presenti in un atmosfera tetra, riflessiva e malinconica. Riondino lo bilancia riportando i toni sullo scherzoso con "Il pianto della Fornero", "Triglia", "Paguro" e "Pesci cha cha cha".
L'enciclopedia cantautoriale si chiude con il quarto capitolo dedicato alle indicazioni per il futuro. Sono le rivisitazioni dei canti degli alpini a riecheggiare all'ex Splendor, "Era una notte che pioveva" si riconosce tra le altre. Monguzzi e gli altri artisti salutano il pubblico aostano alla fine di uno spettacolo accattivante e di una certa levatura che ha trovato pubblico e artisti uniti in questi "Tempi difficili".

@il_trillo

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