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[r] Stefano Accorsi e Marco Baliani, Giocando con Orlando, come Cochi e Renato in salsa Ariosto

  • Scritto da Enrico Zoi

Sono quasi 39mila i versi dell’Orlando Furioso che l'attore, regista e drammaturgo Marco Baliani ha trasformato nel pirotecnico Giocando con Orlando, lunga ballata in ariostesche rime con cui si produce in poetica prova di agone con Stefano Accorsi.

È una sorta di Furioso Orlando (il loro spettacolo dell'anno scorso) parte seconda, di cui l'attuale è insieme continuazione, sviluppo e tentativo (vano?) di approfondimento sperimentale e insieme casuale, poiché frutto di necessità fatta virtù un giorno di luglio in cui l'attrice proprio di Furioso Orlando, Nina Savary, perde l'aereo e i due devono improvvisare sul palco un inedito Ludovico Ariosto.
Cose che capitano nel flusso dell'esistere e che il teatro talvolta sa cogliere come occasioni e trasformare in qualcosa d'altro. I due tenzonanti di questo pseudo incantesimo poetico sono il paladino Orlando, trait d'union dello scorrere della storia, nella persona di Accorsi, e il folle regista in scena, provocatore e creativo, che ha il volto e il corpo di Baliani. La storia è prevedibile: Orlando insegue la bella Angelica e la guerriera cristiana Bradamante, innamorata di Ruggiero, cavaliere saraceno che si convertirà, per poi moltiplicare i personaggi, creandone di nuovi, mostri inclusi, e portarli a giocare sulla corrispondenza delle rime infilate in un ritmo galoppante, con molta improvvisazione verbale, assonanze e consonanze ardue da trovare e gesti difficili da compiere.
Rimanendo in àmbito poetico, i due novelli Cochi e Renato versione ariostesca non accedono, forse intenzionalmente, a voli pindarici, ma, come silenziosi alianti privi di motore, si limitano a un volo radente in superficie, che non sporca, non inquina, né fa rumore.
I novanta minuti dello spettacolo vivono in un'atmosfera di discontinuità generata dall'alternanza dei registri, a volte comici, a volte più intensi, e acuita dal desiderio dei due protagonisti di allargare la platea del peraltro già ben noto poeta reggiano contribuendo contemporaneamente al processo di demuccinizzazione, e quindi di accrescimento del proprio spessore di interprete, di Accorsi. L'insieme, complessivamente gradevole, anche grazie ai cavalli di Mimmo Paladino sullo sfondo (la cosa più bella di Giocando con Orlando), è però insostenibilmente leggero, al punto che il ruolo dell'Ariosto e del suo Orlando Furioso, in questa ludica operazione, è quasi marginale: al posto suo, Baliani e Accorsi avrebbero potuto scegliere la Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso o L'Italia liberata dai Goti di Giangiorgio Trissino, ma pure Giovanni Boccaccio, Mogol o Liala. Cambiati i fattori, il prodotto sarebbe rimasto pressoché invariato. La nostra è una provocazione, ma... siamo stati provocati!
E comunque gli spettatori ridono, applaudono, chiamano a gran voce il divo del cinema. Avessero mica un po' di ragione anche loro?

Teatro della Pergola (Firenze). 19/24 novembre 2013. Nuovo Teatro con la partecipazione della Fondazione Teatro della Pergola presenta Stefano Accorsi e Marco Baliani in 'Giocando con Orlando', liberamente tratto da Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Scene: Mimmo Paladino. Impianto scenico: Daniele Spisa, Costumi: Alessandro Lai. Disegno luci: Luca Barbati. Adattamento teatrale e regia di Marco Baliani. Info.
Prossime date.


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