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[r] My fair lady, un sogno possibile

  • Scritto da Maela Martorana

Registra il tutto esaurito lo spettacolo tenuto all' ex Splendor di Aosta la sera di martedi 26, ripetendo il successo della serata precedente. La Saison Culturelle 2013 presenta al pubblico aostano un frizzante musical dai toni favolistici, una commedia al tempo stesso leggera e profonda, divertente e riflessiva. Si tratta di un remake del My Fair Lady, celebre musical del 1956 di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe tratto dal Pigmalione di George Bernard Shaw.
La regia stavolta è firmata da Massimo Romeo Piparo e i protagonisti principali sono interpretati dal gladiatore Luca Ward e da Vittoria Belvedere che vestono rispettivamente i panni del burbero professore di fonetica Henry Higgins e della fioraia, la candida popolana Eliza Dolittle.
Catalizzatore della trama è l'incontro fra i due da cui si dipanerà una romantica storia che, tra colpi di scena e sbocciare di imprevisti sentimenti, vedrà il cinico professor Higgins vincere la scommessa di riuscire con i suoi insegnamenti a trasformare la grossolana fioraia in una vera principessa. Di questo spettacolo colpiscono  la preziosità e l'eleganza dei costumi che hanno come sfondo una scena molto semplice. Numerosi i contrasti e i giochi di colore che sono presenti tra scena e abiti, come a voler separare le due classi di cui parla lo spettacolo. Vittoria Belvedere riveste egregiamente il ruolo della protagonista, facendo sorridere con l'esagerazione dei toni dialettali del personaggio che interpreta. L'ex Splendor in questa serata nutre una ricca prevalenza di donne sia sul palcoscenico, sia tra gli spettatori.
My Fair Lady di Massimo Romeo Piparo riesce a farsi seguire dal pubblico, a coinvolgerlo e a farlo fantasticare con la tematica del riscatto di se stessi, del poter sorprendentemente rinascere, della trasformazione. My fair lady fa pensare a molte altre opere conosciute e nei pensieri possono riecheggiare le note di Metamorfosi di Raf. Luca Ward nei saluti finali ringrazia e sottolinea che il regista Massimo Romeo Piparo ha dovuto riadattare la commedia che non era mai stata portata in un teatro di così piccole dimensioni, alimentando tra i presenti le polemiche che riecheggiano sul teatro. My Fair Lady ha il merito di ricordare di sognare durante questo avvicinarsi delle feste natalizie e la prepotenza della crisi che si abbatte insidiosa. Finita la commedia, agli spettatori rimane un sorriso sognante che aleggia nello spirito e sul volto e molti nel ritornare a casa si saranno concessi di credere che si: "...e vissero felici e contenti" può non essere solo una fantasticheria.

@il_trillo

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