A+ A A-

[r] The Monuments Men, di George Clooney

  • Scritto da Enrico Zoi

È nelle sale cinematografiche italiane dalla vigilia di San Valentino The Monuments Men, ultimo lungometraggio di George Clooney. Il film del regista e attore del Kentucky racconta la vicenda dello storico dell'arte Frank Stokes (George Clooney), il quale, mentre le forze alleate sono impegnate nell'attacco finale alla Germania nazista, viene autorizzato dal Presidente Roosevelt a riunire e rapidamente addestrare un gruppo di esperti con l'incarico di recuperare le opere d'arte che Adolf Hitler ha fatto trafugare e nascondere in vista dell'edificazione del grandioso Museo del Fuhrer. Con una terribile spada di Damocle che incombe: se il Reich sarà sconfitto, l'ordine è di distruggere tutto.
È così che, come nella migliore tradizione della cinematografia bellica americana (da La grande fuga a Bastardi senza gloria), si costituisce una compagnia militare eterogenea, composta nel nostro caso da due storici e un esperto d'arte, un architetto, uno scultore, un mercante, un pilota inglese e un soldato ebreo tedesco, indispensabile per le traduzioni. Eccezion fatta per quest'ultimo, i membri dell'insolito team hanno ampiamente superato l'età del servizio di leva, eppure si imbarcano praticamente senza esitare in una missione ad alto rischio.
The Monuments Men, diciamolo subito, non lascerà il segno nella storia della cinematografia. Nella sua opera dalla piatta bellezza, Clooney dimostra di conoscere e di percorrere consapevolmente tutti i topoi, gli accorgimenti, i trucchi di sceneggiatura, le sapienze di dialogo e di montaggio del grande cinema bellico statunitense, con una buona mano di regia che però si pasce in prevalenza del ragionamento narrativo, più freddo, e assai meno del coinvolgimento sentimentale e della ricerca del pathos con il pubblico in sala o dell'efficace utilizzo di un cast potenzialmente ottimo. C'è la sostanza, ma latita l'anima in questo lavoro di un Clooney sempre più simil-Clark Gable e carico di buoni sentimenti verso un mondo di arte, cultura e civiltà al quale è strettamente legato. Peccato che non sappia renderlo con il piglio del grande direttore o lo faccia rimanendo in superficie. Galleggiare è più semplice che immergersi.
Una scelta questa, però, forse ampiamente calcolata per diffondere nelle sale di tutto il mondo una storia commestibile, adatta a palati non raffinati, decisamente digeribile e fruibile, dove non c'è niente da spiegare o interpretare: basta seguire e imparare.
Che cosa resta dunque alla fine? Da salvare c'è proprio la componente istruttiva e di memoria storica che The Monuments Men ci offre.
Alzi la mano chi fra noi era al corrente fino a questo livello di coscienza del rischio che ha corso l'arte europea con la follia nazista. È una storia, dell'arte e non solo, che a scuola non si insegna quasi mai, che rimane nascosta, spesso pressoché inedita, e che invece è doveroso raccontare. Ecco, se guardiamo al film di Clooney nell'ottica della ricostruzione di un tassello del mosaico del '900 e della memoria e se lo collochiamo, tanto per portare due esempi, nella stessa linea culturale ideale del Fahrenheit 451 di Ray Bradbury e poi di François Truffaut e del recente spettacolo Magazzino 18 di Simone Cristicchi, allora possiamo riconoscerne l'indubbio valore e dare al regista il merito di un giusto impegno divulgativo ed educativo.

Monuments Men,  di George Clooney.
Con George Clooney, Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin, Hugh Bonneville, Bob Balaban, Dimitri Leonidas, Cate Blanchett, Diarmaid Murtagh, Sam Hazeldine, Lee Asquith-Coe, Mark Badham, Adrian Bouchet, Zahary Baharov, Alan Bond, Matthew John Morley, Adam Prickett.
Drammatico. Durata 118 min. - Usa-Germania 2014 - 20th Century Fox.

@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".