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Open Day con Angela Finocchiaro e Bruno Stori al Puccini di Firenze

  • Scritto da Enrico Zoi

Angela Finocchiaro, insieme a Bruno Stori, riprende la fortunata tournée di Open Day, pièce di Walter Fontana, e lo fa dopo i molti successi cinematografici e teatrali con Miss Universo (2006/2008, scritto sempre da Fontana, diretto da Cristina Pezzoli, finalista Premio Eti-Olimpici del Teatro) e con La Scena (2013/2014, scritto e diretto da Cristina Comencini).
Lui (Bruno Stori) e lei (Angela Finocchiaro) sono da tempo separati. L'Open Day della scuola superiore alla quale iscrivere la giovane erede, la quattordicenne Beatrice, è l'occasione per ritrovarsi. Ormai cinquantenni, i due devono giudicare l'istituto e decidere. Per farlo, è necessario compilare un modulo: niente carta, niente on line, il modulo è un video, dunque un mettersi in gioco importante con un insolito finale vagamente noir incorniciato dalla figlia, ormai di mezza età pure lei.
Il breve filmato, una di quelle esperienze che all'apparenza “è tanto facile, non è difficile”, si trasforma ben presto per i due ormai ex coniugi in una sorta di interrogatorio reciproco pieno di trabocchetti e di affollati ricordi familiari e personali.
È così che, a posteriori, visto il crematorio epilogo e dato uno sguardo non superficiale all'ambientazione (il sessantasettesimo piano di un grattacielo da cui si vede il Monte Rosa) e alla scenografia (una lunga passerella bianca che si apre di fronte ad un ascensore che conduce i due ben più in alto del solito, la luce piena che li circonda e, durante i vari tentativi di registrazione del video, i loro sguardi confessori rivolti costantemente verso l'alto), l'insidioso percorso sembra quasi una tragicomica e un po' folle near death experience, un'esperienza di pre-morte, in cui, nello spazio di pochi istanti che, come al cinema, l'autore teatrale può dilatare a suo piacimento, si rivive un'intera esistenza. Anzi, due.
Un'interpretazione, questa, forse un po' misterica del testo di Fontana, che serve però ad elevare una scrittura e dei contenuti che, altrimenti, andrebbero letti e sentiti come “niente di nuovo sotto il sole”: ovvero la consueta situation comedy con litigi post matrimoniali o, in altri casi, post amicali su conflitti mai o mal risolti, elucubrazioni su una figlia, Beatrice, che mai si vede e che quindi, pensando alla Commedia di Dante e ancora all'aldilà, non è in grado di condurre in alcun luogo paradisiaco l'arrocchettata coppia di genitori, tranne che nel breve e curioso finale. E poi osservazioni su un liceo un po' snob, memorie scolastiche dei tempi che furono, tensioni, speranze e la constatazione che il passato a volte è diverso da come te lo rammenti e il futuro non è detto che sia come te lo immagini.
Open Day esprime l'incertezza del tempo vissuto, presente e futuro. Lo fa giocando in superficie, come in una fiction tv, con un'indubbia freschezza di parole e di ironia, senza però mai alzare lo sguardo davvero oltre le cose e le loro manifestazioni lessicali, sfruttando al meglio un buon Bruno Stori e appoggiandosi in toto ad una Angela Finocchiaro in forma strepitosa, forte del suo pubblico cinematografico e televisivo, oltre che teatrale: da sola varrebbe il prezzo del biglietto, anche se lo spettacolo fosse una sua lettura del bugiardino di un medicinale.

28 e 29 marzo 2014, ore 21
Teatro Puccini, piazza Puccini
FIRENZE

Open Day
di Walter Fontana
con Angela Finocchiaro e Bruno Stori  
Regia di Ruggero Cara.

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