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Michele Brancale: Rosa dei tempi

  • Scritto da Enrico Zoi

Nuovo appuntamento con la poesia per il lucano, ma fiorentino di adozione, Michele Brancale: è da poco uscita per Passigli la sua ultima raccolta, Rosa dei tempi, ulteriore prova in versi per l'autore de La fontana d'acciaio e di Salmi metropolitani, due volumi che incontrarono il grande apprezzamento, fra gli altri, di Isaac Goldemberg, Antonio Tabucchi e Paolo Ruffilli.
Rosa dei tempi è un'antologia, ma non nel senso che riunisce liriche provenienti da altre epifanie editoriali, bensì in quanto, nella sua struttura articolata di moderno e avvincente romanzo urbano in versi, assembla, nel corso del tempo naturale dell'anno e all'interno di una simbologia floreale, le stagioni e le date che danno il ritmo ed incidono nella nostra vita, individuale e sociale.
Una scansione temporale che tiene conto di due aspetti: dell'imperituro ciclo tra primavera, estate, autunno e inverno, e delle ricorrenze religiose vissute e raccontate al lettore attraverso il filtro della limpida e concreta fede e spiritualità del poeta. “Sento ovunque la grazia del tuo nome”, scrive Brancale.
Due antidoti insieme umani e divini a portata di mano per chiunque. Non importa credere. Tutti noi celebriamo e sentiamo nel nostro io la potenza e il richiamo interiore, ad esempio, del Natale. È che a volte non ce ne accorgiamo o ce ne dimentichiamo o sommergiamo questo afflato nella fretta o nella tecnologia comunicativa più sfrenata. Da qui il senso profondo di stagioni e date dell'anno solare da prendere, da una parte, appunto come antidoti a questo mondo speedy che riempie le persone di cose da fare e da dire e, dall'altra, quale proposta per riscoprire un'esistenza migliore.
C'è, nella poesia di Brancale, un continuo oscillare tra versi correttamente organizzati secondo la più classica metrica italiana e altri apparentemente più prosaici. In tale scelta, che si avvale, come ha ben notato nella sua prefazione Gianni D'Elia, di “una struttura da antico canzoniere medievale, da calendario cristiano, da oroscopo religioso, da breviario liturgico, da diario confessionale”, con citazioni dei “cantari bizantini”, il poeta traccia la sua linea creativa e personale frutto dell'incontro tra la concreta attenzione al reale in ogni sua manifestazione e l'aspirazione, insieme umana e divina, a un oggi e a un domani fatti di altra pasta e qualità, un duplice sentire che esplicitiamo facendo menzione degli ultimi tre cosmici versi della poesia Il giorno della confessione: “A tutti è sotteso il mistero antico / dell'origine grandiosa del tutto, / movimento assordante dentro il buio”.
La strada per la soluzione c'è e vale per credenti, atei e agnostici. Siamo uomini ed esistiamo prima, durante e dopo le nostre proiezioni fuori dal tempo o all'interno di personal computer, smartphone o tablet.

Michele Brancale (1966) vive e lavora a Firenze. Ha scritto le raccolte di poesie La fontana d'acciaio (2007, Polistampa), Salmi metropolitani (2009, Edizioni del Leone, a cura di Paolo Ruffilli, prefazione di Antonio Tabucchi), La perla di Lolek (2011, Giuliano Ladolfi Editore) e A regime di brezza mite (2012, plaquette per Lucaniart).

Michele Brancale: Rosa dei tempi
2014, Passigli Editori
16,50 euro

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