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Interstellar di Christopher Nolan: una favoletta in salsa spaziale

  • Scritto da Enrico Zoi
Una scena da 'Interstellar'Ecco l'apocalittico scenario di avvio di Interstellar, film che avrebbe dovuto girare Steven Spielberg, e che poi, con considerevoli variazioni nella vicenda, è diventato un'opera di Christopher Nolan. I raccolti della terra sono in grave pericolo, un processo negativo praticamente irreversibile, a causa di una terribile piaga che si manifesta in tempeste di polvere che tutto investono e progressivamente uccidono. L'umanità è sempre più in crisi da cibo e il numero degli agricoltori è cresciuto in modo esponenziale per provare a porre rimedio al problema, mentre la scienza pure è in decadenza e a scuola ai bambini si racconta che l'uomo non è mai andato sulla Luna: era solo propaganda. L'ex astronauta Cooper (Matthew McConaughey), anche lui dedito all'attività nei campi, grazie all'intuito della figlia, scopre che la Nasa non ha chiuso i battenti come pensava, bensì prosegue nei suoi progetti in gran segreto, che il nostro pianeta è destinato a morire, che accanto a Saturno si è manifestato un cunicolo spazio-temporale dal quale è possibile raggiungere altre galassie e che c'è bisogno di partire per andare laggiù (o lassù) a capire quale fine abbiano fatto tre differenti missioni partite anni prima. Una di esse potrebbe pure avere scoperto un pianeta compatibile al genere umano e quindi colonizzabile. Per il futuro della terra e dei suoi figli, Cooper non ha scelta: deve partire.
Non vogliamo rivelare niente di più di una trama che si basa su non sappiamo o non vogliamo dire quante decine di milioni di dollari di budget, su consulenze scientifiche di prim'ordine (il fisico teorico Kip Thorne è uno dei produttori di Interstellar), su un cast di ottimi attori e su una considerevole e nota capacità tecnica e registica di Nolan.
Ma il nostro silenzio non è dettato tanto dal rispetto verso chi ancora non ha visto il film, quanto da alcune considerazioni.
Intanto, l'aspetto scientifico: da questo punto di vista ci sono vari errori. Non li elenchiamo perché già il web impazza al riguardo. Ci limitiamo a una domanda: è mai possibile?
Veniamo, poi, al versante tematico. La storia, ricca di elementi costitutivi attinti a mano larga dalla cinematografia fantascientifica classica, non è nulla più che una favolina: se la si spoglia del contesto e degli accessori interstellari, scopriamo che il drive in da cui assistiamo alla proiezione è situato al centro di un territorio comprendente, fra gli altri, i libri della Harmony, Love Story e Voglia di tenerezza (dove, guarda caso, Jack Nicholson è un ex astronauta e ha un ruolo anche il qui presente John Lithgow).
Detto questo, scatta la reazione di rabbia. Sì, perché Christopher Nolan è bravo, tiene comunque desta l'attenzione dello spettatore per quasi tre ore non sempre d'azione e spesso parlate, senza tralasciare nessuno degli elementi che vanno a costituire l'insieme film. Gli attori se la cavano alla grande, dai più giovani ai più anziani. Gli effetti speciali sono ottimi, in qualche caso, che non possiamo dire, pregevoli anche dal punto di vista dell'inventiva. A parte i segnalati errori, pure la materia scientifica, con il suo nodo tra spazio, tempo, gravità e la necessaria avventura che ne nasce, è potenzialmente eccellente.
Tuttavia, la rabbia è d'obbligo: con le risorse che erano a disposizione, questo è il minimo sindacale! Dovevamo assistere a un'opera dalla tecnica scadente o dal ritmo flaccido o dall'interpretazione dilettantesca o con la fisica da Bignamino o Wikipedia? Naturalmente, no. Da tutto questo complesso e costoso macchinario, Nolan, pur inseguendo palesemente il fantasma di Stanley Kubrick (che da qualche parte nel cosmo certo se la ride), peraltro già presente in Gravity di Alfonso Cuarón, compie però un ulteriore passo indietro dopo i pompati Inception e Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno (Following e Memento: quelli eran giorni!), confezionando un minestrone zeppo di presunta filosofia, che ha lo spessore di un'ostia o al massimo di una sogliola.
Se aspiri a essere il nuovo Kubrick, oltre che ad averne le capacità, devi allontanarti dal maestro verso strade tue, non ripercorrere alcune delle medesime situazioni con parole apparentemente nuove: questa si chiama parafrasi, non cinema. Il cinema, quello vero, non è un buco nero di finanziamenti in un imbuto di creatività: ci vogliono (e se ne sente la mancanza) tanta cultura, poca presunzione, e un bel cocktail di umiltà, coraggio e idee.
Altrimenti, il passo verso la fuffa, ancorché cosmica, è davvero breve.
 
Interstellar
di Christopher Nolan.
Con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, John Lithgow, Ellen Burstyn, Casey Affleck, Wes Bentley, Mackenzie Foy, David Oyelowo, Matt Damon, Topher Grace, Bill Irwin, Elyes Gabel, Timothee Chalamet, David Gyasi, Liam Dickinson.
Fantascienza. Durata 169 min. - Usa 2014 - Warner Bros Italia.
In sala dal 6 novembre 2014.
 

 

@il_trillo

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