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Stefano Accorsi in prima nazionale alla Pergola di Firenze: un Decamerone... boccaccesco?

  • Scritto da Enrico Zoi
Stefano Accorsi e Marco BalaniE' una prima nazionale il Decamerone vizi, virtù, passioni visto alla Pergola di Firenze, nell'adattamento teatrale di Marco Baliani, che firma anche la regia, dal capolavoro di Giovanni Boccaccio, e con l'interpretazione di Stefano Accorsi, nel ruolo del Mastro di Brigata Panfilo, accompagnato da un piccolo gruppo di ottimi e vivaci attori.
Un Decamerone insieme doc e moderno. Tanto per cominciare, sulla scena è parcheggiato un carro-furgone, “casa” e teatro viaggiante della compagnia che si accinge a mettere in scena l’opera. È un veicolo multifunzionale e plurimodulare che, oltre a rendere l'idea del viaggio nel tempo in atto, del quale la rappresentazione è solo l'inevitabile sosta necessaria allo spettacolo, agevola la messa in scena di sette novelle del Decamerone, consentendo di volta in volta la creazione degli spazi e delle suggestioni per le storie che si vanno a narrare. E la narrazione è proprio la password poetica dell'operazione artistica di Baliani e company.
«Le storie servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo - spiega proprio il regista - ad allontanare per un po' l’alito della morte. Finché si racconta e c’è una voce che narra siamo ancora vivi, lui o lei che racconta e noi che ascoltiamo. Per questo nel Decamerone ci si sposta da Firenze verso la collina e lì si principia a raccontare. La città è appestata, servono storie che facciano dimenticare, storie di amori, erotici, furiosi, storie grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene, perché la morte là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda. Oggi ad essere appestato è il nostro vivere civile, con i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare. Per questo ci è parso importante far risuonare la voce del Boccaccio per ricordare che possediamo tesori linguistici pari a quelli paesaggistici e naturali, un’altra Italia, che non compare nei bollettini della disfatta giornaliera con cui la peste ci avvilisce. Le storie, tutte le storie mostrano il mistero della vita stessa o quell’amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza».
In altre parole, il Decamerone di Baliani è un bagno di purificazione e reazione alla odierna negatività tramite quanto di bello, di vivace e anche di irriverente e di evasivo la nostra Italia ha comunque prodotto nei secoli e magari continuerà a produrre. Narro, ergo sum.
Gli anni scorsi l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, nella presente stagione il Decamerone di Giovanni Boccaccio, in futuro Il Principe di Niccolò Machiavelli. È il Progetto Grandi Italiani di Marco Baliani, Stefano Accorsi e Marco Balsamo, che ha il doppio pregio di far conoscere o riconoscere al grande pubblico, che un divo del cinema quale Accorsi necessariamente si porta dietro, tre capisaldi della cultura italiana di tutti i tempi, e, contemporaneamente e proprio per tale scelta, di andare sul sicuro quanto a qualità del testo che si intende divulgare rappresentando e cercando di divertire.
Insomma, come non commettere scivoloni sperimentali o troppo ricercati percorrendo strade incontestabili (dati i nomi), con la consapevolezza di poter offrire un prodotto in ogni caso di qualità e di colto relax per gli spettatori un po' di ogni fascia di età e magari pure di frequentazione teatrale non troppo assidua.
Dopo avere assistito alle passate performances ariostesche e all'odierna boccaccesca, ci siamo chiesti, da avvocati del diavolo, cosa il susseguirsi di queste annate sul palcoscenico abbia aggiunto all'interpretazione dei nobili testi di partenza. Ma la risposta fatica ad arrivare.
Questo Decamerone magistralmente e scaltramente condotto da un Accorsi assai piacione vive del suo carisma personale e della bravura, a tratti forse leggermente sguaiata, tuttavia efficace, degli altri attori, muovendosi (oscillando?) alla ricerca di un Boccaccio narrato, che alla fine si rivela un po' perduto e un po' sperduto, con il pregio, per contro, di una regia che sa miscelare momenti di spensierata creatività visiva con accorte alternanze di ritmi narrativi. Dopo il gran finale e l'abbraccio divertito del pubblico plaudente, torniamo alla vita quotidiana con una sensazione ibrida nel palato, un retrogusto insoddisfatto che sciogliamo in una domanda alla Gigi Marzullo: più boccaccesco che Boccaccio?

 
dal 9 al 14 dicembre
Teatro della Pergola
Firenze

Decamerone, vizi, virtù, passioni
liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio
con Stefano Accorsi
e con Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu, Naike Anna Silipo.
Adattamento teatrale e regia di Marco Baliani. Drammaturgia Maria Maglietta.
Scene e costumi Carlo Sala. Disegno luci Luca Barbati.
Assistente scene e costumi Roberta Monopoli. Aiuto alla regia Maria Maglietta.

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