A+ A A-

'La misteriosa scomparsa di W' attraverso il prisma di Ambra Angiolini

  • Scritto da Enrico Zoi
Ambra Angioini in 'La misteriosa scomparsa di W'Dopo il successo di critica e di pubblico ottenuto nella stagione 2013/2014, Ambra Angiolini torna in teatro con La misteriosa scomparsa di W, monologo di Stefano Benni, prodotto dal Teatro dell’Archivolto di Genova e diretto da Giorgio Gallione. Protagonista è una donna di nome "V", che ripercorre, follemente e comicamente, la propria esistenza, alla ricerca del suo pezzo mancante: "W". Un po' di Barbarella, un tocco di Barbie non bionda, un vaghissimo ricordo di Olivella (quella della pubblicità di una nota marca di olio, che però aveva la sua W in Maria Rosa), atmosfere lynchane incarnate dai conigli in scena (Rabbits) e da una reminiscenza dell'Harvey del film del 1950 di Henry Koster (tratto dalla pièce omonima di Mary Chase, Premio Pulitzer 1945) e un inevitabile velato riferimento al Godot di Samuel Beckett: ecco gli ingredienti che concorrono a sostenere la V di Ambra Angiolini nel suo non facile ruolo di una parte che cerca il suo tutto e, con esso, una ragione alla sua infelicità e incompletezza, all'assenza, prendendo le mosse dalla V del proprio nome, simbolo grafico minimalista che da solo vale la ventesima lettera dell'alfabeto italiano classico, ma anche la vittoria o la necessità fisiologica del bagno, la spunta della lista della spesa come il flag sui form on line.
In questo schizofrenico e agitato percorso, pullulano gli interrogativi su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore: «sono stata con Wolmer 6 anni e 2 mesi. Abbiamo totalizzato 12.346 baci e 854 coiti con una media di orgasmi per lui del cento per cento, per me del sedici per cento, media complessiva, secondo lui, del cinquantanove per cento, che non è male». E dalle domande insorge uno sfaldamento esistenziale che l'ottima prova della Angiolini, forse un po' piaciona, ma attenta e impegnata nel suo ruolo e nel rapporto con un pubblico che gradisce e applaude a scena aperta più di una volta, rende con stralunata e matta prontezza e abilità: scompare il coniglietto Walter, viene a mancare il nonno Wilfredo, sfuma l’amicizia con la compagna di scuola Wilma e si chiude squallidamente la storia d’amore con il fidanzato Wolmer, quello, imperdonabile, delle medie sessuali aritmetiche.
Ciò che resta è la narrazione sopra e sotto le righe di V: la sua combattività, la rabbia, l'istinto di sopravvivenza, l'alternanza tra comico e drammatico, risata e sgomento, alti e bassi dello spirito e del tono di voce. Il tutto rappresentato da uno splendido testo di disperazione e speranza di Stefano Benni, solo occasionalmente sfiorato dal puro mestiere e quasi sempre di grande impatto, non semplice da rendere, certo pronto a diventare teatro e a trasportare lo spettatore verso un luogo-non luogo in cui l'incontro e la conoscenza sono i protagonisti assoluti, il fine da raggiungere e verso cui tendere l'arco del teatro e della varia umanità possibile. Attraverso però il prisma di una persona, centro del mondo e angolo dell'universo, che ha il volto e il corpo di Ambra Angiolini.
 
11 marzo 2015, ore 21
Teatrodante Carlo Monni
CAMPI BISENZIO (FI)

La misteriosa scomparsa di W
di Stefano Benni. Regia Giorgio Gallione, con Ambra Angiolini
Scene e costumi Guido Fiorato
Luci Aldo Mantovani
Musiche Paolo Silvestri
Produzione Teatro dell’Archivolto

@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".