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Humandroid, di Neill Blomkamp: incertezza poetica al cospetto dell'intelligenza artificiale e della coscienza

  • Scritto da Enrico Zoi
Humandroid, terzo lungometraggio del sudafricano Neill Blomkamp, si svolge a Johannesburg in un futuro non troppo distante da noi, in cui a farla da padrone in città sono numerose bande di criminali. Un grave problema di legalità e incolumità pubblica che le locali forze dell'ordine riescono ad arginare assoldando un esercito di indistruttibili robot umanoidi fabbricati dalla società Tetra Vaal e creati dal giovane ingegnere indiano Deon (Dev Patel), il quale coltiva il sogno di dare loro una coscienza. Sebbene con motivazioni diverse, egli è osteggiato in questo sia da Michelle Bradley (Sigourney Weaver), amministratore delegato dell'impresa che guarda solo a commesse, vendite e incassi, e da Vincent Moore (Hugh Jackman), ex soldato capace di ogni gesto pur di avversare i robot a favore della sua macchina da guerra guidata a distanza dall'uomo. In tutto questo, si inserisce un gruppo di gangster che, ritrovatisi casualmente a disposizione l'automa intelligente creato da Deon e battezzatolo Chappie (Sharlto Copley), lo adottano e cercano di 'educarlo' a loro modo. Da qui iniziano guai e colpi di scena.
Per giudicare questo film, occorre muoversi tra i due piani del relativo e dell'assoluto.
Relativo. Blomkamp ci aveva lasciato nell'attesa di Humandroid con Elysium (2013) negli occhi, favola ecologico-fantascientifica alquanto melensa e scontata. Qui, invece, egli si cala nuovamente sul suolo terrestre, rispolverando il cortometraggio d'esordio, Tetra Vaal (2004), finta pubblicità per un'azienda di robot del Terzo Mondo, e, almeno in parte, recuperando ambienti, colori, odori, movimenti e situazioni di quello che, ad oggi, resta il suo lungometraggio migliore, il primo, District 9 (2009). Se analizziamo dunque Humandroid dal punto di vista del percorso dell'autore, certo dobbiamo mettere positivamente agli atti la scelta felice di abbandonare la via del fiabesco kolossal d'azione perseguita nell'opera interpretata da Matt Damon e Jodie Foster.
Assoluto. Se però isoliamo il film ora in sala da questo itinerario creativo e lo pensiamo come opera in sé, avulsa da altri contesti, cioè la guardiamo come probabilmente la vivrà buona parte degli spettatori, Humandroid pare quasi riprendere dalla porta di servizio ciò che ci eravamo illusi avesse gettato via dall'entrata principale.
È così che la trattazione di un tema non nuovo, ma comunque affascinante, quello dell'intelligenza artificiale e della coscienza (che va dal Pinocchio di Carlo Lorenzini al Mecha David di A.I. Intelligenza Artificiale di Steven Spielberg, dalle eredità di Arthur C. Clarke e Isaac Asimov fino agli echi di George Méliès e, soprattutto, della Maria di Fritz Lang, e che qui è incarnato in un 'familiare' Chappie), cerca di prendere la strada della riflessione filosofica, per ritrovarsi però lungo i sentieri proprio di quel magma favolistico che l'accostamento evidente a Disctrict 9 e la violenza urbana sempre pronta a scoppiare a Johannesburg sembravano avere escluso. Un'incertezza poetica in cui navigano le lucide follie di tutti gli umani e le burattinesche movenze di un automa assai simile, in ciò, al C-3PO (o, a seconda delle versioni, D-3BO), di Guerre Stellari.
Tra relativo e assoluto Blomkamp si perde un po' e spreca alcuni interpreti (la Weaver su tutti, forse usata come richiamo per i seguaci di Alien), assistito solo da una buona maestria personale nel dirigere e montare scene d'azione efficaci, benché non molto originali, e privo (o privato dai vincoli contrattuali e di mercato, in maniera peraltro presumiamo consenziente) di un minimo sindacale di approfondimento dei contenuti. Il tema c'è, lo svolgimento latita. Ma, se al botteghino funziona, avremo modo di riparlarne.
 
Humandroid
di Neill Blomkamp.
Con Sharlto Copley, Dev Patel, Ninja, Yolandi Visser, Hugh Jackman, Sigourney Weaver, Brandon Auret, Johnny Selema, Anderson Cooper, Maurice Carpede, Jason Cope, Kevin Otto, Chris Shields, Jose Pablo Cantillo.
Azione. Durata 120 min. - Usa 2015 - Warner Bros Italia. In sala dal 9 aprile 2015.

@il_trillo

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