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Gianluigi Gasparri fa vincere il più debole fra i deboli nel suo romanzo Sem

  • Scritto da Elena Meynet
La copertina del libroThomas Uterus è un avvocato che cerca di sopravvivere nella giungla della città di New York. Tra vecchie liti e nuove speranze, si trova ad accettare il caso particolare di un cliente mai nato: è "Sem", romanzo di Gianluigi Gasparri, giornalista-scrittore, già caporedattore del "Carlino" e che si definisce «collezionista di querele».
Sem è un personaggio davvero particolare: frutto di un esperimento fuori dagli schemi, si trova ad essere lo spermatozoo debole, miracolosamente sopravvissuto alla grande corsa, vinta dalla forza bruta e dalla prepotenza. Il processo sarà lungo, coinvolgerà molti personaggi inconsueti, notabili o ai margini della società. Di sicuro, il lavoro che l'avvocato si incarica di svolgere è difficile, sia per le implicazioni personali, sia soprattutto per le implicazioni legali ed umane che porterà ad affrontare. Se davvero alla fine la piccola creatura, non più spermatozoo "normale" ma nemmeno ancora essere umano, riuscirà a far valere le proprie ragioni, il dibattito sulla vittoria di un debole solleverà molte altre questioni.
L'ironia traspare ad ogni parola e ad ogni nome, accuratamente studiato. E' facile però che cada nella noia, per la vaghezza che avvolge il vero obiettivo del tentativo comico del lungo racconto.
 
Gianluigi Gasparri: Sem
2015, Leone
320 pagine

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