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Claudio Santamaria: Gospodin, la libertà è un cul-de-sac

  • Scritto da Enrico Zoi
Claudio Santamaria in GospodinGospodin, nuova ed eccellente produzione italiana di Giorgio Barberio Corsetti, dal testo del giovane autore tedesco Philipp Löhle, è uno spettacolo il cui protagonista, interpretato da Claudio Santamaria, è un antieroe tragicomico che si ribella al capitalismo e cerca di vivere senza denaro, trovando finalmente in qualche modo la sua libertà. Vedremo come.
Detta così, la pièce di Löhle pare avere un percorso lineare, da segmento o, al limite, da semiretta. Ma non traggano in inganno le apparenze della breve sinossi: lo spettacolo è un viaggio incidentato e accidentato, una via crucis, un network scenico, immaginifico e totalmente teatrale fatto di sorprese, è la bacchetta biforcuta del rabdomante che esplora e sonda con ferocia le falde acquifere delle contraddizioni di una civiltà, ora più che mai, votata al consumismo, è la forma scenica tradizionale che si sposa e si completa con contributi video realizzati attraverso tecniche varie, come graphic animation e video mapping. Ne escono, da un lato, una visione dell’umanità scevra da ogni pietà o pietismo, sia che essa sia inquadrata nell'esercito degli integrati, sia che pensi di essere alternativa o apocalittica, e, dall'altro, una lettura del mondo quasi marxista: tutto dipende dai soldi e dal consumo.
Gospodin si muove invano alla ricerca della posizione giusta in questa società monetizzata: in avanti, all'indietro, di lato, correndo, fermandosi, camminando, seduto, sdraiato, rovesciato.
Gospodin incontra, interagisce, si inalbera, sopporta, insulta una galleria di personaggi comici strampalati, miserabili e idealisti, tutti in fondo malinconici, smarriti, quasi novelli bimbi sperduti (Macchia, Pennino, Ricciolo, Pochino, Sudilà e Giùdilì, ricordate?), privi però di un Peter Pan da ammirare e seguire.
Gospodin è infelice, non si riconosce negli amici, nei rapporti sentimentali e filiali, nella realtà, vuole vivere in maniera anticapitalistica all'interno del capitalismo, è anarchico, sognatore, sconsolato. Ma poiché individuare le dinamiche e le traiettorie della realtà è impossibile per chiunque, arriva il momento in cui gli eventi o, per chi ci crede, il destino agiscono in autonomia e consegnano a ciascuno di noi la soluzione, bella o brutta a seconda dei casi.
E così Gospodin, ottimamente impersonato da Santamaria, scopre che il fantasma della libertà lo ha forse guidato per tutto il tempo della sua esistenza e lo ha condotto alla sua Utòpia, la prigione, unico luogo in cui egli può finalmente trovare la propria dimensione. Un cul-de-sac in cui, a differenza del George dell'omonimo film di Roman Polanski del 1966, il quale, giunto al fin della tragica tenzone emotiva e conflittuale, si incammina verso i larghi orizzonti della spiaggia e si siede in attesa della marea, piangente, il personaggio di Löhle è, all'apparenza, libero e felice.
Per continuare a riflettere a sipario chiuso.
 
16 gennaio 2016, ore 21
Teatrodante Carlo Monni
CAMPI BISENZIO (FI)

Gospodin
di Philipp Löhle.
Regia Giorgio Barberio Corsetti.
Con Claudio Santamaria, Federica Santoro e Marcello Prayer.
Una produzione Fattore K. / L'UOVO Teatro Stabile Di Innovazione, in collaborazione con Romaeuropa Festival.

@il_trillo

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