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Ballata di uomini e cani: Marco Paolini, un Anubi dal volto umano

  • Scritto da Enrico Zoi
Marco Paolini, phAleMarchettoBallata di uomini e cani, di e con Marco Paolini, è un tributo a Jack London, composto di tre racconti della durata di circa trenta minuti ciascuno: Macchia, Bastardo e Preparare un fuoco. In tutti e tre uomini e cani sono coprotagonisti. Lo spettacolo ha la forma di un canzoniere teatrale con brani tratti da opere e racconti dello scrittore californiano, del quale ricorre quest'anno il 140° anniversario della nascita e il centenario della morte. Vita breve la sua. Le musiche e le canzoni non svolgono funzione di accompagnamento ma di narrazione alternandosi e dialogando con la forma orale.
«A lui devo una parte del mio immaginario di ragazzo - spiega Paolini - ma Jack non è uno scrittore per ragazzi. È un testimone di parte, si schiera, si compromette, quello che fa entra in contraddittorio con quello che pensa. È facile usarlo per sostenere un punto di vista, ma anche il suo contrario: Zanna Bianca e Il richiamo della foresta sono antitetici. La sua vita è fatta di periodi che hanno un inizio e una fine e non si ripetono più. London parte da lì per inventare storie credibili dove l’invenzione affonda nell’esperienza ma la supera. La produzione letteraria è enorme, e ancor più lo è pensando a quanto poco sia durata la sua vita. Sono partito da alcuni racconti del grande Nord, ho cominciato questo spettacolo raccontando le storie nei boschi, nei rifugi alpini, nei ghiacciai. Ho via via aggiunto delle ballate musicate e cantate da Lorenzo Monguzzi. Ma l’antologia di racconti è stata solo il punto di partenza per costruire storie andando a scuola dallo scrittore. So che le sue frasi non si possono 'parlare' semplicemente, che bisogna reinventarne un ritmo orale, farne repertorio per una drammaturgia».
Nella Ballata di uomini e cani, Paolini conferma e ripropone il suo teatro di narrazione, ed è, come sempre, un grande narratore: diretto, spigoloso eppur suadente, talvolta addirittura ritmato e quasi canoro, gestore totale di ogni intervento, dai suoi monologhi alle ottime parti musicali dell'eccellente trio Abbiati-Baselli-Monguzzi, dagli applausi del pubblico all'uscita di scena finale.
Un ottimo narratore di un testo che, pescando da tre racconti meno noti di London, restituisce allo spettatore due ore complessive di alternanza mai risolta fra uomini e cani, caso e sorte, delitto e castigo, guerra e pace, risa e pianto, amore e morte, uno spazio/tempo con poche e ironiche concessioni all'attualità terzomillenarista e tanto, davvero tanto affetto verso un mondo a-social, privo di smartphone e tablet, denso però di storie autentiche, vere, romanticamente travolgenti.
Il suo racconto si muove con successo aggrappandosi ad un'architettura trinitaria, la cui divinità di sintesi, iniziale e finale, è proprio l'artista bellunese: la sua padronanza del testo e del palco è tale da rivelarsi ben presto una governance assoluta. La metamorfosi è a un passo. Paolini al termine ci saluta, non più persona, non solo cane, né narratore né attore, ma Anubi dal volto umano. Quello che voleva, e così sia.
 
26 e 27 gennaio 2016
Teatro Splendor 
AOSTA

2 febbraio
Odeon, via Torino 69
BIELLA (BI)

5 febbraio
Teatro Puccini
FIRENZE

20 febbraio 2016 
Teatro Bonci
CESENA (FO) 

Marco Paolini in Ballata di uomini e cani - dedicata a Jack London
Musiche eseguite da Lorenzo Monguzzi (chitarra e voce) e Angelo Baselli (clarinetto), con la partecipazione straordinaria di Roberto Abbiati.
Consulenza e concertazione musicale Stefano Nanni.
Animazione video di Simone Massi.

Lo spettacolo è stato realizzato grazie al sostegno di Trentino spa – I suoni delle Dolomiti.

@il_trillo

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