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La Buena Onda di Rocco Papaleo e Giovanni Esposito: e la nave (in qualche modo) va...

  • Scritto da Enrico Zoi
Buena Onda, il nuovo spettacolo di Rocco Papaleo, presentato in prima nazionale alla Pergola di Firenze, è una nuova tappa del percorso di teatro-canzone dell'artista lucano.
Stavolta siamo ormai prossimi al Capodanno, la location è una nave, la situazione, naturalmente, una crociera: Ruggero Chiaromonte (Giovanni Esposito) è il comandante e Gegè Cristofori (Rocco Papaleo) il cantante del gruppo di entertainers 'Gli Incompresi'. A loro il compito di intrattenere il pubblico e fare un po' di spettacolo per allietare i vacanzieri nelle serate di viaggio. La metafora è chiara ed è peraltro svelata dallo stesso Papaleo: “Entrare in teatro, per me, è come lasciare la terraferma. È solcare il mare dell’immaginazione, vivere un’esperienza di navigante. Per questo il nostro teatro-canzone questa volta vuole agire come se si trovasse su una nave, che ci trasporta insieme ai passeggeri/spettatori per affrontare un viaggio che possa divertire e, nella migliore delle ipotesi, emozionare”.
Certo, l'idea non è originale: di navi a teatro, al cinema e nelle canzoni ne abbiamo viste ed ascoltate a volontà, quasi un'invincibile armata che passa dal Titanic per toccare Giorgio Gaber, e che richiama Aleandro Baldi e Federico Fellini, Massimo Ranieri e Gianni Amelio, fino ai comuni trascorsi giovanili di Silvio Berlusconi, Fabrizio De André e Paolo Villaggio, ai pirati, ai corsari e, perché no?, alle astronavi.
Ma è la leggerezza a fare piazza pulita di ogni ricordo e citazione, è lei ad essere la chiave di volta di Buena Onda: siamo in presenza di una crociera a tutti gli effetti, però tutt'altro che sfarzosa. Non manca niente per divertirsi, le parole ci sono, la musica pure, l'allegria, come il Natale, quando arriva arriva, insieme alla malinconia: luci e ombre di un rapporto a tratti amicale a tratti seccamente professionale tra un comandante ed un cantante che vorrebbero trovarsi in un'altra situazione.
Non è un caso che Gegè interpreti in lucano stretto La mer di Charles Trenet o nel medesimo dialetto della Basilicata declami i versi iniziali di San Martino di Giosuè Carducci, né che Ruggero ami cantare e raccontare barzellette. Altre dimensioni cercasi, altre dimensioni sfuggono, altre dimensioni forse, in questo flebile spleen marino, non sono contemplate.
Tutti questi sono ingredienti della vita e dei sogni. Del resto, che cosa vuol dire sognare una nave? Certo, la voglia di viaggiare e mettere chilometri e chilometri fra noi e il nostro quotidiano, ma anche ricercare protezione e riflessione: i confini di un'imbarcazione, indipendentemente dalle sue dimensioni, sono ben definiti, tra solido e liquido, e semmai il problema è provare a non andare alla deriva o a resistere ad iceberg ed incendi.
Per riuscirci, Papaleo ed Esposito, “con quelle facce un po' così che abbiamo noi che prendiamo in giro tutti, a partire da noi stessi”, giocano la carta del coinvolgimento del pubblico e dell'ironia. In questo (e non solo) Papaleo è un grande: riuscire a far chiamare il lato B con il suo nome quando è metafora di fortuna e a far fare il passo della foca a tutto il pubblico, quello smart e quello paludato, dei nostri teatri, non è da tutti. Non ci resta che sorridere: “tuf tutuf tutuf tutuf”!
 
dall'8 al 13 marzo 2016
Teatro della Pergola 
FIRENZE

Buena onda
Di Valter Lupo, Valerio Vestoso, Rocco Papaleo, Giovanni Esposito.
E con Francesco Accardo, chitarra; Jerry Accardo, percussioni; Guerino Rondolone, contrabbasso; Arturo Valiante, pianoforte.
Scene Sonia Peng. Costumi Eleonora Rella. Luci Luigi Marra.
Regia Valter Lupo

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