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Ascoltare, vedere e raccontare la musica. Lezioni di Rock con Ernesto Assante e Gino Castaldo

  • Scritto da Elena Landi
Ernesto Assante e Gino CastaldoNon c'è limite di età per partecipare alle Lezioni di Rock tenute dai giornalisti e critici musicali di Repubblica, Ernesto Assante e Gino Castaldo. Il teatro Colosseo di Torino, gremito di un pubblico eterogeneo dai 20 ai 70 anni, lo ha dimostrato giovedì 6 aprile 2017. 
Assante e Castaldo, che per decenni hanno seguito le cronache musicali e intervistato i protagonisti, recensendo dischi, concerti e raduni, fondono ora storia e cronaca dando vita a lezioni che vanno oltre il mero racconto della nascita di un autore e delle sue opere. Prendono un disco, un mitico LP in vinile per l'esattezza, lo scompongono, lo espongono, lo propongono  e tu, dall'altra parte, chiudi gli occhi e lo ascolti magari per la tua millesima volta ma con orecchie nuove, preparate, educate, e con tutti gli altri sensi che per l'occasione inevitabilmente si esaltano.  Questo è successo giovedì con “The dark side of the moon”, il capolavoro dei Pink Floyd che ha emozionato generazioni di appassionati e non. E così, immerso nella lezione, ripercorri il cammino del giovane  Syd Barret, genio sregolato devastato dall'LSD che ha folgorato anche David Bowie; riscopri i “pentiti” che si sono mangiati le mani come il mancato Floyd Bob Klose o Michelangelo Antonioni che scartò alcune eccellenze in Zabriskie Point; capisci come  Nick Mason sia sopravvissuto ai capricci degli altri in quanto, come li stesso dichiarò, seppe restare nella stiva quando gli altri sul ponte volevano fare i capitani; cogli forse con sorpresa una stretta analogia con la letteratura classica (non ci ricorda forse Cecco Angiolieri la magnifica IF? Non immaginiamo che Roger Waters si sia ispirato all’amico Barret a cavallo come Astolfo che corre sulla luna alla ricerca del senno perduto?); ti si accappona la pelle quando il teatro si trasforma in una grande sala d'ascolto dove i suoni in quadrifonia ti avvolgono senza possibilità di fuga e la voce di Clare Torry in quell'urlo di The Great Gig in the Sky, che segna l'inevitabile destino dell'uomo, ti entra inesorabilmente nel sangue; constati l'incredibile attualità di un pezzo ineguagliabile come Money e del conseguente bisogno di empatia che oggi più che mai chiediamo disperati. I Pink Floyd erano questo, veri artigiani in quella che era un bottega del suono lontanissima dai supporti digitali dei nostri giorni, eppure fucina di una musicalità attualissima.  E “The dark side of the moon” è stata l'opera d'arte uscita da quella bottega sfiorando la perfezione del pezzo unico. 

@il_trillo

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