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​Moya Trombones Show: il talento degli ottoni contro la crisi della musica

  • Scritto da Elena Meynet
Moya TrombonesGrandi possibilità di lavoro. Grandi difficoltà. Tutto in una serata. La stagione concertistica 2016 del Conservatoire de la Vallée d'Aoste, i "jeudis", si è aperta con una anteprima davvero originale​: martedì 16 febbraio è stato il quartetto Moya Trombones Show a portare ancora una volta l'attenzione sulla raffinata qualità dei musicisti che si formano ad Aosta. Il quartetto riunisce infatti Maxime Chevrot, Guillaume Copt e due laureati a pieni voti ad Aosta, Jean Sebastian Scotton e Francesco D'Urso. Il quartetto di solisti di trombone è stato il primo a laurearsi con il massimo dei voti in questa disciplina nel 2011, al Conservatorio superiore di Trossingen in Germania. Il loro è un vero e proprio show, che attinge ai repertori più diversi, da Caikovskij al musical "Cats" passando per i Queen. Gag, costumi, trasformazioni esaltano la loro presenza scenica, con il risultato di sottolineare ancor più l'accuratezza nell'esecuzione musicale, fino alla bella riduzione della "Bohème" di Giacomo Puccini in una performance di 20 minuti: quattro quadri, quattro costumi, quattro solisti che sia alternano, fra canto, trombone e recitazione-caricatura che fa apprezzare le diverse qualità artistiche dei musicisti, curati nella parte scenografica da Michel Rossy. Interagiscono con il pubblico, padroneggiano il palco, saltano, ballano, si travestono, si prendono pause arbitrarie. Tutto è spettacolo, in un crescendo coinvolgente che può finire solo quando le luci si spengono e scoppia l'ultimo applauso.
L'eccellenza degli ottoni è richiamata dal direttore del Conservatoire Florinda Bartolucci, che richiama le iniziative del suo predecessore Lino Blanchod, presente in sala, e i tanti musicisti di qualità che si formano nei corsi di Alta formazione coordinati da Stefano Viola per il trombone e da Davide Sanson per la tromba, altri due bei talenti valdostani.
«Oggi possiamo dire che c'è oltre l'80 per cento di possibilità di lavoro per gli ottoni - sottolinea Bartolucci - Ma per ricordare che l'Alta formazione è una parte importante della nostra offerta didattica, vi invitiamo a leggere anche il dépliant diffuso da tutti i Conservatori per sensibilizzare alla riforma dell'alta formazione che il Ministero sta faticando a portare avanti».
Ufficialmente la protesta indetta dalla Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica italiani ha trovato la sua collocazione sabato 13, in cui è stata indetta una "Giornata nazionale dell'alta formazione", che si protrae per tutto il mese di febbraio con «concerti e momenti di riflessione e sensibilizzazione sullo stato dell’AFAM (il sistema nazionale dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, costituito da Conservatori, Accademie e Istituti superiori di industrie artistiche) - spiega il documento ufficiale della Conferenza - Per l’occasione in tutti gli istituti musicali del territorio nazionale si terranno iniziative, concerti, performance e attività musicali. Per la prima volta insieme presidenti, direttori e studenti dei Conservatori statali e non statali italiani hanno votato all’unanimità una mozione per chiedere maggiore attenzione verso il sistema AFAM, per garantire ai giovani e al Paese la necessaria qualità formativa e per realizzare un ulteriore sviluppo del sistema. Nel testo, licenziato dall’assemblea congiunta, viene sollecitata la completa attuazione della riforma del sistema di alta formazione artistico-musicale, attesa ormai da oltre 16 anni (la legge di riforma del settore del 1999 è ancora in itinere), e vengono richiesti in particolare, entro il 2016, un nuovo sistema di reclutamento, l’ordinamento di tutti i corsi di studio, la statalizzazione degli istituti musicali, l’incremento delle risorse». Ad aspettare la riforma sono in Italia 77 istituti di alta formazione musicale,54 Conservatori statali (più 4 sedi staccate), 19 Conservatori non statali (ex Istituti Pareggiati), 4 istituti accreditati; per un totale di 50.000 studenti, di cui il 10% stranieri, più del doppio rispetto al corrispondente dato delle Università.
Malgrado le difficoltà in cui molte orchestre versano ormai da anni, sono tanti gli studenti del Conservatoire, laureati di primo livello o Afam, originari della Valle d'Aosta o trasferitisi apposta per la qualità dell'offerta formativa, a lavorare in ensemble internazionali e di pregio. Le turbolenze nel sostegno alla cultura penalizzano le grandi formazioni, ma stimolano anche la creatività e il talento dei solisti. Come il nome dei Moya Trombones, che si sono ispirati ad un termine Zulu che significa "anima, vento", la forza della musica soffia sempre più forte.

@il_trillo

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