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Un ballo in maschera e Il lago dei cigni chiudono la stagione alla Scala di Milano

  • Scritto da Il Trillo

Ancora due grandi spettacoli al Teatro alla Scala di Milano, prima della pausa estiva e l'autunno con la nuova stagione. Per il verdiano Un ballo in maschera il direttore è Daniele Rustioni, per la regia di Damiano Michieletto: la prima, il 9 luglio, vedrà protagonisti Marcelo Álvarez (Riccardo), Zeljko Lucic (Renato), Sondra Radvanovsky (Amelia), Marianne Cornetti (Ulrica), Patrizia Ciofi (Oscar). Il lago dei cigni di Pëtr Il'ič Čajkovskij, avrà come artista ospite Natalia Osipova (il 17, 18 e 23 luglio), per la coreografia e regia Rudolf Nureyev da Marius Petipa e Lev Ivanov ripresa da Maina Gielgud, e Paul Connelly in veste di direttore.

9, 12, 15, 16, 19, 20, 22, 25 luglio 2013, ore 20
Un ballo in maschera

Si sa che Verdi aveva dovuto trasferire la vicenda di Scribe dalla Svezia ad altro luogo, per evitare di veder pugnalare in scena il Re Gustavo. La censura sosteneva che qualcuno del pubblico avrebbe potuto prendere esempio con altri re… La scelta cadde su Boston, col suo governatore Riccardo, un semplice conte che si poteva pugnalare senza problemi durante il ballo mascherato del titolo. L’ingiustamente pugnalato tenore è una rara figura di potente nobile, altruista e addirittura dibattuto fra un amore colpevole e profondi sentimenti d’amicizia: per chi non ricordasse, egli ama, riamato, la moglie del migliore amico.
L’amore del Ballo in maschera, nella sua straziante immensità, è stato addirittura paragonato a quello di Tristan und Isolde, anche se le differenze sono notevoli. Nell’opera c’è, per esempio, anche una trama di congiura e un’ambientazione pubblica vagamente festaiola.
Forse Verdi non immaginava che l’America del futuro, spesso (almeno all’apparenza) integerrima e puritana, avrebbe potuto anche avere punti di contatto con quella del tardo Seicento da lui descritta. Lo deve aver pensato, per la sua nuova produzione, il giovane regista Damiano Michieletto: attualizzazione, politica spettacolo, campagne elettorali, e magari una maga Ulrica simile a certi predicatori televisivi che fanno cadere in trance moltitudini di “fedeli”.

Biglietti: da 13 a 210 euro


17, 18, 23, 24 luglio 2013, ore 20
Il lago dei cigni

Il lago dei cigni rimane il titolo più amato del grande repertorio, grazie alla partitura di Čajkovskij che trasformò il balletto romantico in opera danzata. Innumerevoli le versioni di questo balletto che da sempre ha ispirato gli autori, nel passato e nel presente, nel solco della tradizione come anche della rottura.
Quando il “suo” Lago approda alla Scala nel 1990, Nureyev tiene per sé il ruolo chiave, equivoco, speculare, di Wolfgang/Rothbart. Ma il protagonista assoluto è Siegfried, un principe romantico, dall’animo malinconico più che eroico, contemplativo e meditativo. Per lui Nureyev ha creato ardue variazioni; è lui il centro di tutte le linee drammaturgiche del balletto. Una versione introspettiva e complessa sul piano tecnico e interpretativo, una tragedia totale che non lascia spazio a lieto fine o riscatto eroico.

Biglietti: da 11 a 127 euro
Fonte delle sinossi: Teatro alla Scala



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