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Teatro Puccini (FI): Stagione 2010-11

  • Scritto da Il Trillo
dal 28 ottobre 2010 al 7 maggio 2011
Teatro Puccini, via delle Cascine 41
FIRENZE
Stagione 2010-2011
orari spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21.00, domenica ore 16.45
Il programma:

da giovedì 28 a sabato 30 ottobre
La Corte Ospitale presenta Paolo Rossi in
Il mistero buffo di Dario Fo
(PS: nell’umile versione pop)
riduzione e adattamento testo di Paolo Rossi e Carolina De La Calle Casanova
regia Carolina De La Calle Casanova
con la partecipazione straordinaria di Lucia Vasini
musiche composte ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila
produzione La Corte Ospitale - Compagnia del Teatro Popolare
in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber
“Il Mistero Buffo di Dario Fo, nella nostra umile versione pop, è un omaggio al maestro Dario Fo (lui per primo ci ha insegnato che rubare in teatro è cosa buona, copiare è da coglioni), ed è anche un’avventura, uno spettacolo che si allontana il più possibile dalla versione originale diventando un contenitore unico, dove i misteri originali e quelli nuovi si uniscono e si miscelano, come accade nel teatro popolare. Ogni sera diverso - nonostante non ci sia niente di improvvisato -, recitato con il pubblico e non per il pubblico, è uno spettacolo ricco di cambi di registro, è un’allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. Un viaggio corale dove la musica di Emanuele Dell’Aquila si fa personaggio e anche drammaturgia, in continua interazione con l’azione scenica. I misteri non finisco mai: il maestro Dario Fo non ha finito di raccoglierle e in ogni angolo della strada troviamo nuove storie che diventano parte del nostro mistero e si integrano con l’originale, lo arricchiscono, lo trasformano.
Come è successo nel 1969, anche il nostro Mistero Buffo è un’operazione politica: come 40 anni fa, la nostra è ancora un’epoca in cui difendere dei valori significa difendere la sopravvivenza. Ma è anche un’operazione culturale perché vuole recuperare insieme al pubblico le radici profonde del teatro popolare.
Abbiamo capito che il teatro, unico animale vivo, non cambierà il mondo ma può cambiare noi e aiutarci a resistere.”


da mercoledì 3 a venerdì 5 novembre
Occupazioni Farsesche presenta
Una corsa dietro al vento - prima e dopo Piazza Fontana
drammaturgia originale a partire da:
- Il male dentro di noi di Dino Buzzati
- Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini
- Nero su nero di Leonardo Sciascia
testo e regia Riccardo Sottili
con Lino Spadaro, Antonio Bertusi, Alberto Galligani
12 dicembre 1969, ore 16,30. Esplode una bomba nel salone degli sportelli della Banca Nazionale dell'Agricoltura, al numero 4 di piazza Fontana. L'ordigno è stato collocato in modo da provocare il massimo numero di vittime: sotto il tavolo al centro del salone riservato alla clientela, di fronte all'emiciclo degli sportelli. L'attentato causa 17 morti e 88 feriti.
L’attentato segna l’inizio della “strategia della tensione”, che insieme agli “anni di piombo” condizionerà la storia e la politica italiane fino alla strage di Bologna nel 1980.
12 dicembre 2009. Quarant’anni dopo, conclusi i processi, archiviati la strategia della tensione e gli anni di piombo, la memoria torna a quegli eventi, al quel clima, a quel “contesto” attraverso lo sguardo di alcuni autori italiani come Dino Buzzati, Leonardo Sciascia e Pier Paolo Pasolini, che subito compresero sia la relazione profonda tra il clima di quegli anni e la strage, sia le conseguenze che quest’ultima avrebbe avuto negli anni a venire.

sabato 6 e domenica 7 novembre
Artisti Associati presenta Zuzzurro & Gaspare in
Non c’è più il futuro di una volta

di Aicardi, Formicola, Pistarino, Freyrie
regia Andrea Brambilla
E se pensare al futuro, per una volta, diventasse divertente? E se riuscissimo, in questo momento particolare, a riderci sopra, a dissacrarlo? Non sarebbe forse la formula migliore, la più ottimista, la più alternativa? Ottima idea, ottima soluzione. Ci hanno pensato i due funambolici folletti della risata Gaspare e Zuzzurro che da più di trent'anni leggono e rileggono la nostra quotidianità, la nostra società con stupore bambinesco e sarcasmo da filosofo. Nasce così "Non c'è più il futuro di una volta" nuovo spettacolo del duo che attinge ovviamente a piene mani nelle tecniche consolidate e giocate del cabaret, aggiungendo il piglio personale, il ritmo serrato, il piacere della battuta, una lungimiranza da teatranti, da cittadini acuti ed osservatori, una comicità veloce e democratica ma anche il pensiero fine, la loro visione limpida e dissacrante. Insomma il proprio marchio di fabbrica. Ridere, perchè una risata si infiltra nei polmoni, nello stomaco prendendo la strada secondaria del pensiero, del vedere e del capire...

venerdì 12 novembre
Teatro dell’Archivolto presenta Ambra Angiolini in
La misteriosa scomparsa di W.

regia Giorgio Gallione
scene e costumi Guido Fiorato
musiche Paolo Silvestri
Una donna qualsiasi, di nome V, nata in modo funambolico “e in quell’attimo, miracolo, per la gioia a tutti i parenti ricrebbero i capelli, e una suora cresimina si spogliò dalla sua palandrana rivelando un corpo stupendo, abbronzato, nato per l’amore…” ripercorre, follemente, comicamente, la sua vita, alla ricerca del suo pezzo mancante W.
V è perciò una parte che cerca il suo tutto e in questo monologo paradossale, ridicolo e doloroso, cerca una spiegazione al suo senso di infelicità e incompletezza. Nel farlo si interroga su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore: “sono stata con Wolmer 6 anni e 2 mesi. Abbiamo totalizzato 12.346 baci e 854 coiti con una media di orgasmi per lui del cento per cento, per me del sedici per cento, media complessiva, secondo lui, del cinquantanove per cento, che non è male.” Tutto sembra sfaldarsi attorno a lei: scompare il coniglietto Walter, viene a mancare il nonno Wilfredo, sfuma l’amicizia con la compagna di scuola Wilma e si chiude squallidamente la storia d’amore con il fidanzato Wolmer. In questo testo la parola di Benni, agile e dissacrante, è sostenuta dall’interpretazione di Ambra Angiolini, per la prima volta sola in palcoscenico dopo il David di Donatello e il Nastro d’Argento per il film “Saturno contro”. V ci racconta la lotta e la rabbia che sta dentro la necessità di sopravvivenza e di difesa dello spirito critico, in un copione teatrale dove il comico è un tocco di magica follia che trasforma l’angoscia in risata liberatoria.

sabato 13 e domenica 14 novembre
Promomusic in collaborazione con Ente Teatro Cronaca presenta Erri De Luca in
In viaggio con Aurora

e con Aurora De Luca, Olek Mincer e Micaela Zanotti (violino)
Il tempo non è una spina dorsale e le generazioni non sono vertebre attaccate una dopo l'altra a una colonna. Le generazioni sono pietre che affiorano in mezzo a un guado, a volte distanti un solo passo, a volte lontane da raggiungere. La mia generazione fu molto vicina a quella precedente. Nato in dopoguerra, sono stato coetaneo di rivoluzioni e migrazioni. Quella di Aurora, nipotina ventenne, è invece remota dalla mia.
Bisogna attraversare una corrente per collegare il mio tempo col suo.
"In viaggio con Aurora" è un racconto sul 1900. C'entra Napoli, come punto di partenza, c'entra la musica con una chitarra lenta in mano mia e un violino veloce sotto le dita della violinista Micaela Zanotti. Ospite della nostra stanza arriva Olek Mincer, attore che ha studiato nella scuola del teatro yiddish di Varsavia. Racconto per Aurora il mio secolo dal quale lei proviene come un uccello da un uovo. Per lei è un guscio svuotato, per me tuorlo e albume. Le racconto il tempo precedente, che qui sta tutto dentro uno zaino da viaggio.

da giovedì 18 a sabato 20 novembre
Progetti Dadaumpa presenta Alessandro Bergonzoni in
Urge

di Alessandro Bergonzoni
regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
Un attore che in scena può far scomparire improvvisamente il senso comune e sostituirlo con panorami fino ad un attimo prima impensabili, un autore che non ha imitatori proprio perché non si ferma di fronte al linguaggio ma vi si immerge fino ad estrarne i concetti fondanti. Un Bergonzoni anarchicamente comico ma, questa volta, sicuramente molto più polemico e metafisicamente critico verso la realtà che ci assedia.

da martedì 23 a domenica 28 novembre
Produzioni Teatrali Paolo Poli presenta Paolo Poli in
Il Mare

due tempi di Paolo Poli
da Anna Maria Ortese
regia Paolo Poli
scene Emanuele Luzzati
costumi Santuzza Calì
consulenza musicale Jacqueline Perrotin
coreografie Claudia Lawrence
I racconti di Anna Maria Ortese composti nel lungo arco di tempo che va dagli anni trenta ai settanta, affiancando la produzione dei grandi romanzi, riflettono sorprendentemente la complessa personalità della autrice. Storie quasi senza storia che dipingono una realtà tragica come attraverso un sogno. Spesso sono stati paragonati al fantastico viaggio dantesco nell'aldilà.
Ad una rilettura odierna sembrano piuttosto rievocare la teatrale tenerezza del Tasso o la cinematografica leggerezza dell'Ariosto. Gli avvenimenti narrati sono visti attraverso il ricordo struggente: l'infanzia infelice, ma luminosa, l'adolescenza insicura, ma traboccante, l'amore sfiorato, ma mai posseduto. Sentimenti che ricordano il dispettoso rifiuto di Kafka e le illuminazioni improvvise di Joyce.
Figure e figurine di una italietta arrancante nella storia dove le canzonette fanno la parte del leone. Accanto a Poli gli attori che da sempre lo accompagnano in un tipo di teatro personalissimo. Le scene del grande Luzzati enfatizzano la pittura novecentesca. I costumi fantasiosi di Calì sorprendono ancora una volta. Le musiche di Perrotin persuadono arditamente. Insomma una nuova produzione della premiata ditta Sorrisi e Veleni.

martedì 30 novembre al SASCHALL
Teatro dell’Archivolto presenta Neri Marcorè in
Terra Padre

reading/spettacolo dai racconti di Roberto Saviano
regia Giorgio Gallione
e con Eugenio Allegri
musiche originali Mario Arcari
scene Lorenza Gioberti
Terra Padre è una lettura scenica che intreccia storie di denuncia e che racconta patologie ed eroismi del nostro paese; un’esplorazione nel materiale narrativo, anche inedito, del dopo Gomorra.
Roberto Saviano ha scritto infatti in questi anni, oltre a numerosi articoli di taglio civile e giornalistico, anche alcuni racconti, efficaci e potenti, di grande impatto emotivo e politico, che ha voluto affidare all’Archivolto e alla cura di Giorgio Gallione per verificarne l’efficacia teatrale. Sono, ad oggi, due storie e alcuni brevi appunti narrativi che si collocano nello stesso universo letterario di Gomorra e che affrontano storie del Sud e dell’Italia contemporanea. Vicende emblematiche di ribellione e dolore che intrecciano umanità e controinformazione svelando, attraverso la fascinazione del narrare, i destini di un’umanità senza nome, meschina o eroica, che si incrocia e confligge con le potenti e talvolta arcaiche strutture del potere e della politica. I due racconti di Roberto Saviano sono: “La terra padre”, “L’anello”. I due attori, accompagnati dalla musica di Mario Arcari, danno voce a questi testi, un materiale forte e ringhioso, commosso e partecipe che conferma la grande intelligenza, il talento e la partecipazione umana di Saviano ai destini e alle vicende della sua terra.

lunedì 6 e martedì 7 dicembre
BAM Teatro – Infinito snc presenta Elio Germano in
Thom Pain (basato sul niente)

di Will Eno
Curioso uomo, Thom Pain.
Antieroe solitario, narratore, amante tormentato, pazzo, esistenzialista, comico, caustico, poeta, filosofo, animatore, prestigiatore, consigliere, canaglia, confessore, seduttore, ottimista ferito e pessimista speranzoso.
Intrappolato in riflessioni apparentemente inconsistenti e sconnesse, ci introduce alla memoria e agli incidenti che hanno plasmato la sua infanzia e ne hanno fatto l’uomo che è.
Raccontando di sé, continuamente a metà tra memoria e paura, si abbandona ad altre storie, a barzellette, tenta giochi di prestigio, deviando in apparenza dal filo del suo discorso.
Un’autentica cavalcata di parole, al servizio del teatro.

giovedì 9 e venerdì 10, da martedì 14 a giovedì 16 dicembre
Catalyst presenta
Lavoro da morire
testo e regia di Riccardo Rombi
con Jacopo Gori
videointerventi Chiara Scarselli
luci Gianfranco Michler
Anno 2009: 1000 caduti sul lavoro
Pasolini li chiamava omicidi bianchi.
Oggi l'ipocrisia delle cronache li fa scivolare sotto il termine generico di "morti bianche" morti senza colpevoli.
Ma scorrendo il resoconto quotidiano delle morti sul lavoro si ha la sensazione di leggere dispacci di guerre lontane e troppo spesso dimenticate.
Dedicato alla tragedia quotidiana e irrisolta delle morti sul lavoro, Lavoro da morire ha il sapore di un racconto a volte ironico, a volte amaro, come la vita del suo protagonista. Il racconto di una vita spezzata non dal lavoro ma da chi quel lavoro, all'alba del terzo millennio, fa ancora apparire come un miraggio.
Mario, 45 anni, 20 passati nel reparto vernici di una fabbrica di automobili dove ha incontrato Maria in un'accidentale esplosione di beige. I ricordi a colori di un'infanzia in periferia, la vita in fabbrica e l'incontro con Maria; l'amore incondizionato per lei e quello stentato per la lettura a cui lei lo avvia. Lavoro da morire non fotografa solo l’istante drammatico della morte sul lavoro ma ripercorre, scatto dopo scatto, una vita intera, con il suo carico ingombrante di ricordi, affetti, immagini che si perdono in un attimo di distrazione fatale che i giornali chiamano “morti bianche”.
Jacopo Gori, operaio prestato al teatro nel coraggioso tentativo di rendere ancora più vera e intensa questa storia, rivendica con la leggerezza di un racconto a tratti ironico, il Lavoro come diritto e come mezzo di sopravvivenza; difficile da garantire e da sostenere quando la morte sul lavoro diventa la regola a cui ci si abitua e non l'eccezione contro la quale combattere.

sabato 11 e domenica 12 dicembre
Fondazione Teatro Piemonte Europa presenta Giuseppe Battiston in
Orson Welles’ Roast

di Michele De Vita Conti, Giuseppe Battiston
musica originale Riccardo Sala
aiuto regista Elia Dal Maso
regia Michele De Vita Conti
in collaborazione con IMAIE
Abbiamo provato ad evocare il grande maestro, per avere occasione di rendergli omaggio. E la forma più opportuna per farlo, ci è sembrata quella del “roast”, che potremmo qui tradurre, più che letteralmente come “arrosto”, come “elogio al contrario”. Un feroce panegirico che i potenti e le celebrità, soprattutto nei paesi anglosassoni, si autoinfliggono, tramite amici e colleghi, per celebrare le grandi occasioni.Abbiamo cercato anche di immaginare come sarebbe un breve incontro con Orson Welles, se potesse, solo per un‟ora, tornare a stare tra noi. Ci parlerebbe della sua vita, dei suoi film, della sua meno conosciuta carriera teatrale? Ci svelerebbe qualche segreto della sua tecnica straordinaria o spenderebbe tutto il tempo a disposizione a raccontare aneddoti esilaranti? Scaglierebbe, indignato, invettive contro i nemici di allora e gli orrendi tempi moderni o ne sorriderebbe bonariamente? Probabilmente tutto questo e chissà cos‟altro ancora.
Ci piace ricordarlo così. Genio infinito e grandissimo cialtrone. Senza nulla da nascondere, con ancora moltissimo da offrirci, per sempre in grado di stupirci.

venerdì 17 e sabato 18 dicembre
Indie Occidentali presenta Giampiero Ingrassia in
Testimoni

di Angelo Longoni
e con Cesare Bocci e Giovanni Vettorazzo
regia di Angelo Longoni
scene Alessandra Panconi e Leonardo Conte
Due amici, due testimoni casuali di un omicidio consumatosi all'interno della malavita organizzata, decidono di riconoscere e denunciare gli assassini e di testimoniare successivamente al processo contro di loro. I due protagonisti, in continuo pericolo di vita, vivono nascosti in un luogo segreto, isolati e sotto la protezione fornita dallo Stato in attesa di deporre.
Il futuro che li attende é sconcertante: dopo aver compiuto il loro "dovere", saranno costretti a sparire, cambiare città, nome, lavoro e identità, nonché abbandonare i loro affetti e distaccarsi dalle loro famiglie per preservarsi da eventuali ritorsioni o vendette e non mettere a repentaglio anche altre vite. In una dimensione che rasenta il surreale, inizia per i due protagonisti un periodo di apprendistato nel quale dovranno imparare ad essere due persone nuove, nel vero e proprio senso di un "distacco" dalla propria personalità per impadronirsi di un'identità nuova. In questo sono coadiuvati da un irritante e implacabile funzionario che ha l'incarico di proteggerli e di addestrarli. In questa situazione da reclusi i due protagonisti si pongono una serie di interrogativi inquietanti e, allo stesso tempo, comici e paradossali, dal momento che la realtà con la quale si devono confrontare muta di continuo. Chi era veramente la persona che hanno visto uccidere? Un innocente? Oppure, a sua volta, un personaggio compromesso con la malavita? Sono attendibili le notizie che diffondono i giornali? Le stesse persone che si occupano della loro sicurezza dicono la verità, o la dissimulano per spingerli a testimoniare? Inoltre i due amici devono fare i conti anche con il loro vissuto personale e con il loro passato che sta per essere spazzato via in nome di una giustizia che appare loro sempre più manipolata e distorta da innumerevoli interessi, verità e menzogne.
TESTIMONI é una commedia paradossale che scivola nel finale in una irrealtà da incubo molto vicina però alla confusione e all'inquietudine con la quale viene percepita quotidianamente da tutti la giustizia reale.

da giovedì 6 a lunedì 10 gennaio
Entr’Art presenta Compagnia Mannini Dall’Orto Teatro in
Il piccolo Principe
tratto dal testo di Antoine de Saint-Exupéry
con Italo Dall’Orto (il Pilota)
Dimitri Domenici/ Emilio Magni /Pietro Santoro (il Piccolo Principe)
Chiara Solari (la Volpe/L’Ubriaco/il lampionaio/Il Turco)
Luisa Guicciardini/Simona Haag (la Rosa e il Serpente)
Regia e Adattamento Italo Dall’Orto
Scene Armando Mannini - Costumi Elena Mannini
Musiche originali: Gionni Dall’Orto e Erika Giansanti
La “Canzone della rosa” è cantata da Irene Grandi
Lo spettacolo Il piccolo Principe, tratto dal famoso racconto di Antoine de Saint-Exupéry e prodotto dalla nostra Associazione, è già alla sua sesta stagione teatrale. Lo spettacolo ha debuttato nel lontano 1998. Da allora ha percorso l’Italia con più di 300 recite, toccando tra l’altro i più importanti Teatri Stabili (Torino, Genova, Parma, Trieste, L’Aquila), dell’ETI (Pergola e Quirino) e privati (Carcano, Brancaccio, Ambra Jovinelli) ecc. ecc., registrando in più occasioni tutto esaurito). Lo spettacolo, secondo gli accordi presi con gli eredi dell’autore, si ispira fedelmente al testo e alle immagini del famoso libro, best-seller (dalla sua apparizione nel 1943) della letteratura per ragazzi, o meglio, della letteratura “per quegli adulti che un giorno furono ragazzi”, per parafrasare le celebri parole del suo autore. Lo spettacolo che vi proponiamo è stato messo in scena per la regia di Italo Dall’Orto, che ha curato anche la riduzione del testo e ne interpreta la parte del pilota; la parte del piccolo protagonista è affidata a turno a bambini pieni di talento, che restituiscono al pubblico tutta l’ingenuità e il disincanto della creatura letteraria. La scenografia “si limita” a grandi atmosfere di luci e di colori, nelle quali scorrono gli elementi essenziali del racconto (l’aereo, i pianetini, il muro del Serpente, la tana della Volpe). Le immagini scenografiche di Armando Mannini, i costumi di Elena Mannini, le musiche di Gionni Dall’Orto, il disegno delle luci e le proiezioni, riproducono nella scatola magica del palcoscenico le suggestioni del racconto.

venerdì 14 e sabato 15 gennaio
Tieffe Teatro Milano Stabile di Innovazione
diretto da Emilio Russo in collaborazione
con la Fondazione Giorgio Gaber presenta Maddalena Crippa in
E pensare che c’era il pensiero

di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
pianoforte: Massimiliano Gagliardi
coriste: Chiara Calderale, Miriam Longo, Valeria Svizzeri
arrangiamenti di Massimiliano Gagliardi
coordinamento musicale di Arturo Annecchino
regia di Emanuela Giordano
Dopo le fortunate esperienze di SBOOM e A SUD DELL’ALMA, Maddalena Crippa torna al teatro-canzone e questa volta dalla porta principale, confrontandosi con uno spettacolo culto per molte generazioni: E PENSARE CHE C’ERA IL PENSIERO, nato dal genio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Un titolo che segna, insieme ad altri grandi titoli gaberiani, un preciso spartiacque sul fare e pensare teatro e che rappresenta forse il punto più alto della loro opera.

venerdì 21 e sabato 22 gennaio
Sosia & Pistoia presenta Banda Osiris in
Fuori Tempo

Giancarlo Macrì (percussioni, basso tuba)
Gianluigi Carlone (sax soprano, flauto, voce)
Roberto Carlone (basso, trombone, tastiere)
Sandro Berti (chitarra, trombone)
La Banda Osiris ha ormai assunto la condizione di "classico", incantando diverse generazioni per l'originalità, la fantasia e la vitalità dei suoi spettacoli.
E dopo 30 anni di esistenza, questi musicisti, attori, cantanti, mimi e ballerini, continuano a mantenere, sostenuti da una professionalità rigorosa, la stessa creatività e freschezza dei primi tempi.
In questo nuovo spettacolo danno una dimostrazione di come l'arguzia, la sottigliezza ed il senso della commedia siano valori immutabili.
La bravura di questi musicisti, capaci di esecuzioni complesse in costante movimento, è ogni volta una piacevole sorpresa: Beethoven ed il mondo della canzone pop si mischiano in un costante, inarrestabile processo di assimilazione e riproposizione. Dominano la follia, la comicità, il calembour, tanto verbale quanto visivo, e il gusto per il non sense.
Il tutto sotto il segno di una splendida e libera anarchia, quella dei musicisti contro le classificazioni dei generi musicali, quella degli strumenti contro il loro ruolo degli oggetti inanimati e quella di attori, non solo sul palco ma anche nella vita di tutti i giorni, contro una società che li vorrebbe più sempre più ingabbiati in una lenta ed inesorabile omologazione e privati del fuoco sacro della fantasia.

venerdì 27 gennaio
Compagnia degli Scapigliati presenta Andrea Muzzi e Sergio Staino in
Edizione straordinaria

di Andrea Muzzi e Marco Vicari
vignette di Sergio Staino
regia di Sergio Staino
Nell’epoca in cui vogliono mettere il bavaglio alla stampa… La Trama: Bisogna essere ottimisti per il presente, il futuro sarà peggiore! Si può ridere delle notizie apparse giornali? Si può e si deve. Ogni giorno i giornali ci bombardano con notizie anche assurde che lasciano in noi delle perplessità se non addirittura delle paure. Fernando Martini, da sempre inquadrato come giornalista precario, per una sera si trova a sostituire nella rassegna stampa il suo direttore; penna illustre e raccomandato di ferro! Nonostante le indicazioni di questi ultimo ( come le notizie da censurare) il nostro precario deraglia nel suo compito e intraprende il viaggio attraverso le news dando una sua versione dei fatti del tutto personale. Nei commenti delle news, il nostro giornalista, mescola vita privata ( moglie, vita precaria) a fatti pubblici dando della notizia la versione di chi spesso la subisce. La versione di chi si lamenta per l’ingiustizia del “ chi troppo, chi niente!”. La rassegna stampa sarà impreziosita dalle sferzanti vignette di Sergio Staino, come sempre comicamente feroce nel commentare la realtà!

venerdì 28 e sabato 29 gennaio
Teatro Lirico di Cagliari presenta Claudio Gioè in
L’oscura immensità della morte
di Massimo Carlotto

Nel corso di una rapina, un malvivente prende in ostaggio una donna e il figlio di otto anni e li uccide. L’uomo viene condannato all’ergastolo. Ma per Silvano Contin, al quale hanno ammazzato moglie e figlio, la sentenza non basta. Quel giorno ha perso tutto e si ritrova prigioniero della solitudine e della memoria.
Quindici anni dopo l’omicida, colpito da un tumore inguaribile, chiede la grazia e quindi necessariamente il perdono di Contin.
La risposta di quest’uomo, devastato dal dolore e avvolto dall’oscura immensità della morte, è il cuore di questo romanzo. Due sofferenze a confronto, quella della vittima e quella dell’ergastolano: chi sta scontando la pena più dura?. Due protagonisti si affrontano, il colpevole e l’offeso: chi è il peggiore? Dove si annida il male? Due tragedie si fondono, alimentate dall’incapacità dello stato a dare risposte certe alle vittime e ai “cittadini detenuti” rinchiusi in affollati istituti di pena.


da giovedì 3 a sabato 5 febbraio
Ka s.r.l. presenta Kataklò in
Love Machines

“Love Machines” è uno spettacolo ideato e diretto dalla fondatrice dell’ensamble Giulia Staccioli, dedicato alla grande figura di Leonardo da Vinci, artista della ricerca e ricercatore dell’arte.
Nell’elaborazione delle coreografie e della drammaturgia Giulia Staccioli, coadiuvata dalla preziosa collaborazione di Jessica Gandini, si è ispirata agli studi di Leonardo da Vinci sul corpo umano e sulle macchine, realizzando un viaggio allegorico ed affascinante alla ricerca della bellezza e dell’anima che li unisce.
In un mondo sconosciuto e misterioso due esploratori, curiosi ma al contempo goffi ed impacciati, indagano lo spazio circostante ed incontrano sul loro cammino delle macchine dall’animo vivo, esseri abitati da altri esseri. Corpi-macchina che prendono e danno vita l’uno agli altri, che popolano un mondo dove non ci sono regole certe; dove manca il concetto di dritto e rovescio. Un mondo di traverso in cui le cose vanno dritte, immerso in una dimensione atemporale, che ospita oggetti inconsueti, piani inclinati, ostacoli da sfidare.
I corpi-macchina che abitano la scena e le inclinazioni che la complicano sono l’anima di questo spettacolo, il perno allegorico di una ricerca di conoscenza che sfida gli equilibri, che osa oltrepassare le normali leggi della gravità, che indaga i limiti dell’uomo e quelli del mondo circostante, per abbatterli.
Sono gli 8 straordinari performer della compagnia Kataklò, impegnati nelle coreografie di gruppo e negli assoli, che portano la magia di Leonardo, del suo mondo visionario e innovativo, in scena: negando le apparenze, rifiutando le comodità, sperimentando i gesti e i movimenti possibili, spingendo in avanti i propri limiti, conferendo a tutto questo un assoluto senso di leggerezza e naturalezza. Togliendo il peso dell’umano e trovando la levità dell’aria come nuova sostanza.
Come nella migliore tradizione della compagnia, “Love Machines” è un’opera di visual e physical theatre, che unisce diverse forme di espressione, formulando in scena il proprio nuovo alfabeto spettacolare, fatto di danza, teatro, musica, acrobatica ed arte visiva.

giovedì 10 febbraio al SASCHALL
The Blue Apple presenta L’Arsenal in
L’ARCA: arte circense, musica, danza e multimedialità
da un’idea originale di Ettore Reggi e Lorena Corradi
Consulente alla realizzazione dello spettacolo e ideatore costumi Pascal Jacob
Musiche Denis Gougeon
Regia: Julie Lachance
Concezione e realizzazione multimediale: Pier Chartrand et Bernard Duguay
In occasione del 2010, Anno mondiale della Biodiversità, l'Arsenal, supportata in questo dai buoni uffici dell'Unesco e dal Conseil des Artes e des lettres du Québec ha pensato di creare uno show che unisse nel modo più emozionante tutti i linguaggi affinati da anni all'interno di questa brillante compagnia canadese per celebrare la natura e i pericoli che la minacciano da vicino.
Il pianeta, il nostro pianeta, soffre. Ogni secondo, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno che passa, un fiore, un insetto, una specie vivente , a volte sconosciuta scompare.
Nell'Arca, degli acrobati, un musicista e delle immagini da togliere il fiato portano un messaggio di speranza. In una serie di scene suggestive, L'Arca spinge con dolcezza a porsi delle domande sulla lenta distruzione del mondo che ci circonda.
Tutto questo celebrando con gioia la vita grazie alla musica, alle proiezioni ed alle interpretazioni degli artisti.
Come possiamo oggi riempire l'Arca, la nostra casa, il nostro futuro? L'avvenire del mondo è sulle spalle di ciascuno di noi e l'Arca aiuta a ridestarsi le nostre coscienze assopite.
“L’Arca è uno spettacolo che amalgama musica, arte circense e nuove tecnologie per lasciare un messaggio di speranza. La trama musicale originale, insieme alle percussioni in diretta e ai paesaggi visivi in movimento, creano un universo unico ed incantevole.
Che le costruzioni urbane avanzino sulla foresta, che il canto degli uccelli si trasformi gradatamente in un concerto di betoniere e che il fumo prenda d’assalto gli alberi, lasciando che i giocolieri provino a salvare quello che resta. Magnifico.” Jade Bérubé, La Presse, Montréal

venerdì 18 e sabato 19 febbraio
Compagnia del Teatro dell’Argine presenta Mario Perrotta in
Odissea

di Mario Perrotta
collaborazione alla regia Paola Roscioli
musiche originali eseguite dal vivo
da Mario Arcari (oboe, clarinetto, batteria) e Maurizio Pellizzari (chitarra, tromba)
“Questa sera mi affitto due musicisti, li porto nella piazza del paese e faccio il botto! ‘Stasera succede un casino,,,”. Così entra in scena Telemaco - figlio di un Ulisse mai tornato – e comincia il suo spettacolo d’arte varia. Non risparmia nulla, a sé stesso e agli altri: racconta, come sa e come può, la sua versione dei fatti. E ogni sentimento si fa carne viva sulla scena e diventa corpo, parole in musica, avanspettacolo, versi sciolti e danza, odissea a brandelli di un ragazzo che non sa tenere insieme i cocci di una storia - quella di suo padre - che non sta più in piedi. Per Telemaco il tempo dell’attesa è scaduto: è ora di fare spettacolo.

venerdì 25 e sabato 26 febbraio
Nuovo Teatro presenta Claudio Santamaria in
La notte poco prima della foresta

di Bernard-Marie Koltès
traduzione Luca Scarlini
regia Juan Diego Puerta Lopez
musiche originali Giuliano Sangiorgi
scene Carmine Guarino
opera installativa Loredana Longo
“Essere stranieri. Abbordare un nuovo e giovane amico sotto la pioggia. Avere in cuore una ragazza notturna, un ectoplasma da lungofiume. Odiare gli specchi. Amare le puttane matte…”
Una partitura rigorosa tra la parola metaforica che diventa tangibile e il corpo che non può evitare di esistere in ogni attimo. Senza respiro. Uno straniero che cerca di riconoscersi in un mondo diverso dove emergono il ricordo, la nostalgia, la rabbia… la pioggia come elemento simbolico che ritorna sempre.
Ho pensato di ricreare un mondo “notturno” attraverso immagini video proiettate, una vera e propria istallazione virtuale che restituisce un senso di visionarietà allo spettacolo. Un viaggio di parole e gesti che trattengono nell’aria la poetica di Koltès.

sabato 5 marzo
Autorivari con il contributo di Spring Art Development presenta
La fabbrica del nulla
azione di musica strumentale
musica Massimo Buffetti
Versione live del nuovo cd per Rai Trade di Massimo Buffetti al pianoforte, con Stefano Agostini ai flauti, Sun Ah Choi al violoncello, Carlo Failli ai Clarinetti, Luca Guidi alla chitarra. Il nulla può essere un punto di origine, o di arrivo, oppure, ancora, un momento di semplice transizione. “Pensare il nulla è precisamente ciò che, secondo la tradizione metafisica, non va fatto. Non va fatto perché non è possibile farlo. Pensare il nulla è cadere in contraddizione, è pensare qualche cosa, quindi attribuire l'essere a qualche cosa che non è” . E allora si prova ad ascoltare, ad ascoltarsi, ad immaginare e ad immaginarsi. Cinque musicisti sul palco con strumenti provenienti dall’area classica, assistiti dall’elettronica, si concedono spunti improvvisativi senza disdegnare di muoversi anche dentro quei canoni formali e stilistici ormai consolidati appartenenti all’area jazzistica, dialogando con la loro ricerca personale del suono, a tratti elettronico, frutto della precedente ricerca compiuta in studio e gestito in live. La ricerca di ognuno diventa ricerca di tutti, dialogo, tra i musicisti sul palco, rivolti al pubblico, un possibile luogo di incontro. Alla musica e ad un progetto di suono avvolgente, curato da Roberto Nigro, fa da contraltare una scenografia con pochi elementi composta da leggii/schermi, immagini/video, luci/ombre, basata su un progetto luci semplice ed essenziale. La fabbrica è il luogo principe del ‘faber’, oggi purtoppo sempre più spesso accostato ad elementi sociali di malcontento, come incidenti, disagi, difficoltà legate all’occupazione. La fabbrica e il nulla forse non sono due concetti poi così distanti o difficilmente accostabili. Se “Il nulla è al di là dell'essere - come dice Plotino - anzi ne è il fondamento, il non essere è il fondamento dell'essere e dunque converte l'essere nella libertà”. Provare a fabbricare la propria.

da martedì 8 a sabato 12 marzo
Cherestanì Produzioni presenta The Kitchen Company in
Nemico di Classe
di Nigel Williams
traduzione di Susanna Basso
con Luca Avagliano, Gabriele Bajo, Nicola Nicchi, Daniele Parisi, Giovanni Prosperi, Carlo Zanotti
e con Giorgio Regali
scena di Props and Decors
costumi di Isabella Rizza
canzoni e musiche di Vasco Rossi
luci di Raffaele Perin
regia di Massimo Chiesa
Nemico di Classe racconta alcune ore di sei ragazzi chiusi dentro ad un’aula scolastica di una scuola di periferia di una grande città. Sono abbandonati, sono isolati dal mondo, sono soli, in attesa dell’arrivo di qualcuno che li possa salvare e introdurre nella vita. Ma sono anche loro stessi che vogliono emarginarsi. Sono annoiati, sono violenti, sono i ragazzi di Nettuno che per noia decidono di dare fuoco ad un immigrato indiano, sono anche quei ragazzi che violentano una ragazza nei bagni la notte di capodanno, sono quei ragazzi che torturano un ragazzo down e riprendono tutto con il telefonino, sono quei ragazzi che bevono e si strafanno durante i sabato notte. Sono ragazzi che non riescono proprio a vedere un futuro.
Nemico di Classe è un grido di allarme contro questa demenziale violenza, contro questo dilagante razzismo, contro l’ignoranza del ragazzino di periferia e contro la stessa ignoranza di alcuni politici della nostra Repubblica.
Questi sei ragazzi non sono degli eroi, sono dei poveretti senza futuro.
I sei attori che interpretano questi difficilissimi personaggi sono bravissimi e hanno tutti una grande preparazione.

giovedì 17 e venerdì 18 marzo
Teatro Regionale Alessandrino presenta Valerio Binasco in
Crociate
testo e regia di Gabriele Vacis

liberamente tratto da “Nathan il saggio” di G. Lessing
Crociate, tratto da Nathan il saggio di Gotthold Ephraim Lessing, offre molteplici spunti di riflessione sulla necessità di elaborare percorsi di pace e di reciproca tolleranza, indispensabili per superare le diffidenze e favorire una reale integrazione tra le genti.
La vicenda si svolge a Gerusalemme nel corso della terza crociata, dove Nathan, perduti moglie e figli in un pogrom antisemita, adotta un’orfana cristiana di nome Recha.
Durante un terribile incendio, Recha viene salvata da un giovane templare che se ne innamora; ma il templare viene catturato dai soldati del Sultano Salah Ed-Din. Quest’ultimo, colpito dalla somiglianza del giovane con il fratello misteriosamente scomparso anni prima, gli concede la grazia. Il templare domanda la mano di Recha a Nathan, il quale scopre che i due innamorati sono in realtà fratello e sorella, entrambi figli di Assad, fratello scomparso del sultano Salah Ed-Din.
Al termine della vicenda cristiani, ebrei e musulmani si riuniscono come membri di un’unica famiglia, superando le diversità delle tre confessioni religiose.

venerdì 25 e sabato 26 marzo
Promomusic presenta Gherardo Colombo in
Processo a Cavour

Il conte Camillo Benso di Cavour è messo alla sbarra per aver con colpevole leggerezza favorito o quanto meno non impedito l’unificazione di un paese che non possedeva i requisiti politici, etnici, culturali per affrontare responsabilmente un tale profonda modificazione. Colpevole di aver scritto in una lettera a Rattazzi “L'unità d'Italia? una corbelleria: ma ogni tanto la storia fa delle corbellerie”. Secondo qualcuno il Risorgimento fu addirittura il suo soliloquio.
Ma è così? L’accusa concentrerà la sua requisitoria su tre punti portanti e importanti anche per la collocazione geografica nonché per i momenti in cui i fatti contestati si svolsero.

venerdì 1 e sabato 2 aprile
Produzioni Fuorivia presenta Nada in
Musicaromanzo
ispirato e tratto da Il mio cuore umano di Nada Malanima
di e con Nada

regia di Alessandro Fabrizi
disegno luci di Andrea Violato
musiche di Nada
"Il mio cuore umano" è un romanzo che racconta la storia di un’infanzia e di un’adolescenza nella Toscana tra gli anni ‘50 e ‘60, di un’educazione sentimentale indimenticabile e selvaggia alla vita, delle vicende di una famiglia toccata dall’amore e dalla follia. E’ la storia autobiografica e poetica di un mondo che non esiste più, dove l’essenza magica della natura, il tempo che passa, la pazzia, la passione, la morte, il diventare grandi sono un canto narrativo semplice e profondo che vibra di una forza misteriosa e struggente. Da questa storia nasce “Musicaromanzo“, uno spettacolo che vede la bambina protagonista del libro raccontare della sua crescita, del tempo che passa fino a diventare donna, e contemporaneamente racconta di un ritorno all’infanzia vista, però, oggi, con gli occhi della maturità. Nello stesso istante la bambina si vede donna e la donna si vede bambina e insieme raccontano la vita, vista ognuna con gli occhi dell’altra.
Storie, poesie, prosa e canzoni, incontri e scoperte per dar vita ad un romanzo in musica che racconta le visioni, i sogni, gli amori, le ferite e le paure alla ricerca di un equilibrio tra l’ingenuità del passato e la conquista del futuro.
Nada nel corso del tempo attraversa quei sentimenti che formeranno il bagaglio personalissimo del suo fragile ma forte “cuore umano”, dove “si affanna nei sentimenti che si involano e fanno solchi dentro le teste“ e incontra mandibole, scorpioni, temporali, colpi che diventano bombe poi cannoni, pillole di ogni colore e il falco d’angelo Piero Ciampi.
Musicaromanzo è musica con parole dette, recitate e cantate, parole che si cantano anche.

venerdì 8 e sabato 9 aprile
ITIS Italia presenta Francesca Reggiani in
Quello che gli uomini (ci) dicono

di Francesca Reggiani e Valter Lupo
Che cosa ci dicono gli uomini? Quali parole usano per sedurci, per amarci ? Quali per giustificare debolezze, paure, ambiguità?
Quali per comandare ?... Le parole e i discorsi degli uomini... mariti, amanti, single incalliti e fobici vari... E poi ancora, politici, imprenditori, uomini di potere... Uomini che gravitano nella nostra sfera personale, e uomini che dettano l'agenda del Paese.
Francesca Reggiani declina le sue ironiche riflessioni sull'universo maschile e al tempo stesso, con sguardo lucido e spietato, osserva la realtà che ci circonda... Azzarda paralleli tra pubblico e privato, tra crisi di coppia e crisi istituzionale... satira sociale e satira di costume si intrecciano...
Lo show della Reggiani procede attraverso folgoranti monologhi stand up e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell'informazione (parodiati dalla stessa Reggiani) nuovi maître à penser di una società mediatica svuotata di senso e di valori... laddove improbabili seduttori in auto blu, ballano allegramente sull'orlo della crisi economica tra escort e trans, tra corruzione morale e delirio ormonale... In una confusione di ruoli e significati che rende sempre più difficile la distinzione tra realtà e reality.

venerdì 15 e sabato 16 aprile
Promomusic presenta Moni Ovadia in
Rabinovich e Popov

e Carlo Boccadoro - Pianoforte
“Rabinovich e Popov” sono i due nomi più tipici dell’ebreo russo e del russo ortodosso. Al tempo dell’Unione Sovietica furono il compagno Popov e il compagno Rabinovich. Il loro rapporto fu sempre di natura passionale, segnato da sentimenti contrastanti: ammirazione, diffidenza, odio, solidarietà, amore, rabbia ma soprattutto attrazione fatale. Moni Ovadia, su una piccola scena, con musiche, canzoni, racconti e storielle, traccia schizzi rapsodici del tempo epico e tragico di un’Atlantide che si chiamò U.R.S.S. Canta di uomini e donne che in quell’Atlantide vissero, amarono, sperarono e soffrirono. Donne e uomini, non robot e burocrati come lo sproloquio del cialtronesco revisionismo televisivo vuole far credere. Persone vive, pulsanti la cui memoria è anche la nostra memoria.
paolini

da giovedì 28 a sabato 30 aprile
Jolefilm presenta Marco Paolini in
ITIS Galileo
di Francesco Niccolini e Marco Paolini
“ITIS Galileo nasce da alcune domande e riflessioni intorno a Galileo e Copernico e al mondo in cui hanno vissuto che da un paio d’anni ho cominciato a scambiare con amici e collaboratori che con me hanno iniziato a studiare l’argomento. Da quei ragionamenti, da quelle letture sono nati gli spunti per questo racconto, spunti da cui vale la pena di partire per continuare a cercare le domande giuste per interrogare il presente. Una fra tante: come mai quattrocento anni dopo Galileo per fare l’oroscopo continuiamo a scrutar le stelle come fossero fisse, che cielo usiamo, quello di Copernico o quello di Tolomeo?
ITIS Galileo è teatro no profet. È l’occasione per ragionare di scienza mal digerita sui banchi di scuola, di argomenti ben portati da filosofi, maghi, preti e scienziati circa il modo di immaginare l’universo, di spiegare l’attrito e di far l’oroscopo. Galileo Galilei e gli altri: Claudio Tolomeo e Niccolò Copernico, Tycho Brahe e Giovanni Keplero, Giordano Bruno e Tommaso Campanella, Gneo Giulio Agricola e Andrea Vesalio. Forse non tutti sempre nella stessa sera e nello stesso ordine perché la forma scelta è quella di un racconto aperto con parti di dialogo e lettura sopra alle cose che legano Galileo ad Einstein e ce li rendono vicini, anche se a molti di noi non riesce di capire proprio bene bene cosa stanno dicendo. Però ci piacerebbe e forse val la pena di provarci, anche a teatro”.

da giovedì 5 a sabato 7 maggio
Altrove Teatro presenta
Manuelita Baylon, Adelaide Foti e Marco Predieri in
Arsenico e Vecchi Merletti
di Joseph Kesselring
regia Fiorella Sciarretta
con la partecipazione straordinaria di Remo Masini
e con Marcello Sbigoli, Rosario Campisi, Gianni Andrei

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