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Benvenuti al Dante 2010-2011

Il teatro è una festa: comica, tragica, sonora, drammatica, grottesca, musicale, poetica, sperimentale. Comunque, una festa. Alessandro Benvenuti lo sa e così, dopo un paio di 'assaggi' con Donpasta e Andy Luotto, decide di inaugurare la stagione 2010/2011 al Teatro Dante di Campi Bisenzio con una grande festa di apertura: Benvenuti al Dante.

Bella idea. Si chiamano a raccolta gli amici di sempre (tanto si va lisci come l'olio), se ne aggiunge qualcuno di nuovo, si monta la serata come il migliore dei film a episodi e il gioco è fatto. Passano sul palcoscenico miti locali (e non solo) come Carlo Monni, ruspante rappresentazione grafica e lessicale di un'entità dantesca e libertaria che alberga non solo tra le mura medievali di Firenze, ma anche nelle anarchiche lande della piana a nord della città, e Anna Meacci, attrice versatile, simpatica, verace, dall'andamento recitativo a tratti sincopato, in altri scoppiettante. Due brevi e pungenti apparizioni che preannunciano il duetto che entrambi, nei panni di Gino e Adele Gori, proporranno dal 17 dicembre, sempre al Dante, con la ripresa della commedia Benvenuti in casa Gori, in occasione del ventennale del film che ne trasse lo stesso Benvenuti.
E poi, in ordine sparso, i pisani Gatti Mezzi, ottimi musicisti e brillanti chansonniers tra il cacciucco e il blues, le giovanissime rockettare fiorentine delle Her, l'esilarante Tecnicoro, tra canto e divertimento, lo spassoso Michele Crestacci, livornese, le calde sonorità della Sunrise Jazz Orchestra, la graffiante e ironica saggezza della Rizza Rock Band del giornalista cantante Gabriele Rizza (Il Tirreno, Il Manifesto) e l'imitatore di camion Graziano Bartoli, in arte Gramazio. Assistito da Carlotta e Teresa Benvenuti, presenta il tutto l'one man show Maurizio Lombardi, eclettico e poliedrico. Alessandro Benvenuti dirige, coordina, soffre, si diverte, assiste e soprattutto canta come sa fare lui, con la passione e la forza di chi sa che lo spettacolo, sia musica, teatro o cinema, è sempre e comunque un'anima pulsante, da estrarre per il bene dell'artista e di un pubblico che deve diventare suo ad ogni istante dello show.
Un Benvenuti che accompagna l'ensemble che ha messo insieme (e che è venuto gratis per lui) con l'occhio vigile del fine intenditore e, alla fine, raduna in un unico trascinante mix tra palco e realtà le voci del folto Tecnicoro e degli spettatori. La musica è iniziata, gli amici sono arrivati e di nuovi ne giungeranno.
Enrico Zoi

 

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