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[i] Giuseppe Lanzetta, trent'anni di Orchestra da Camera Fiorentina

  • Scritto da Enrico Zoi
Giuseppe Lanzetta, direttore dell'Orchestra da Camera Fiorentina, la guida il 14 luglio alle 21.15 al Bargello di Firenze con Bruno Canino in Beethoven e Schubert. E il 2010 è pure l'anno del trentennale dell'Orchestra.
«Avevo 18 anni, studiavo al Conservatorio Cherubini di Firenze – dice Lanzetta – e volevo fare il pianista: non c'era posto e mi iscrissi a composizione. Entrai nella classe di padre Albino Varotti, un francescano pozzo di scienza e mi innamorai della composizione. Un giorno vennero due cantanti, Eugenia Cardano, soprano, e Vittoria Chiarugi Dalla Riva, mezzosoprano, che necessitavano di un direttore d'orchestra per lo Stabat Mater di Pergolesi.

Il direttore dell'Orchestra da camera fiorentina Giuseppe LanzettaVarotti disse che chi poteva avere era impegnato e, quasi dispregiativo, che c'ero io che dirigevo il coro. Le cantanti vollero provare e il mio primo concerto fu nella chiesa di S. Silvestro a Barberino di Mugello. L'orchestra allora si chiamava Florentia. Diressi il Concerto in sol minore per archi di Vivaldi, mentre lo Stabat Mater preferirono farlo con l'organo. Andai con un doppiopetto blu donato da mio zio Lauccio di Salerno. Alla fine Varotti mi disse di studiare perché avevo le qualità per fare il direttore».
«Ricordo poi Angelo Iuorno
– prosegue Lanzetta -, che gestiva il fiorentino Teatro del Punto, in Borgo S. Jacopo. Come Orchestra provavamo presso la parrocchia del Sacro Cuore: io dovevo riuscire a far venire le persone a provare gratis senza concerti in vista! E non ero un esperto: imparavamo insieme. Iuorno venne a vedermi e mi scelse per il Teatro. Così svegliai mio padre, finanziere: 'Papà, m'hanno pigliato a me!' Poi ho avuto tante disgrazie, ma pure chi mi ha protetto, perché le mie cose hanno avuto un loro coronamento. Come i Capodanni a Firenze: li ho fatti per 12 anni e ultimamente il Sindaco ha dato un contributo. O come l'esperienza in corso dell'Estate al Bargello».

Torniamo all'Orchestra da Camera Fiorentina.
Quando arrivai io era stata formata da poco ed era diretta da Giovanni Tanzini. Il primo concerto ufficiale con me direttore fu a Montecatini il 13 marzo 1981. In trent'anni abbiamo fatto 15 tournée internazionali, 1650 concerti, 980 diretti da me. Nello stesso periodo, tra Italia ed estero, ho diretto oltre 2000 concerti. L'Orchestra (circa 40 elementi) è stata anche l'occasione per scoprire talenti, come Luca Benucci, che suonava nella banda di Impruneta e ora è il primo favoloso corno del Maggio Musicale.

Prossimo evento?
Al Bargello il 14 luglio con Bruno Canino, un programma cameristico. Il Bargello a luglio raccoglie un po' tutti i volti dell'Orchestra, con vari confronti con i Cameristi del Maggio Musicale e della Scala di Milano. Si chiude con me che dirigo l'Orchestra e i Cameristi del Maggio il 27 luglio, con Tschaikowsky (al violino il mitico Ylia Grubert) e la Quinta di Beethoven. La stagione continua da settembre a Orsanmichele. Certi luoghi li abbiamo aperti noi alla musica: Bargello, Orsanmichele, Palazzo Strozzi, la chiesa di San Gaetano.

I ricordi più belli?
Quest'anno il Teatro Lirico dell'Opera di Parigi mi ha dato il premio alla carriera. Sto invecchiando: una vita per la musica! Un'emozione bellissima è stata quando fummo accolti in Brasile da paginate di giornali di Belo Horizonte e 40000 persone ad ascoltare le Stagioni di Vivaldi. Altro brivido quando andai a dirigere la Berliner Orchestra e mi spogliai nel camerino di Karajan o quando dal corridoio della Carnegie Hall di New York entrai in quello di Toscanini. Per arrivare fin lì, oltre che essere bravi e darsi da fare, bisogna essere un po' fortunati. Io non mi ritengo particolarmente fortunato, ma più di altri sì, magari bravissimi. Sai quanti Pavarotti ci sono che non si conoscono?

Il programma dell'Estate al Bargello.

@il_trillo

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