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Gianni Borgna e Adalberto Baldoni sono due personaggi importanti della vita politica e culturale romana. Ciascuno dal suo versante ideologico e poi ideale, hanno entrambi attraversato gli anni del boom, poi quelli di piombo e oltre. Lo hanno fatto in maniera diversa, spesso opposta, ma certo autentica, con l'intelligenza interpretativa a interruttore costantemente acceso.
Finché non si sono conosciuti sui banchi del Consiglio comunale di Roma, uno consigliere, Baldoni, e uno assessore, Borgna, e hanno pensato di scrivere insieme un libro su Pier Paolo Pasolini, guardandolo ognuno dal proprio punto di vista e dalla propria esperienza diretta. Nasce così l'interessante volume "Una lunga incomprensione. Pasolini fra Destra e Sinistra".
Gli autori lo hanno redatto consapevoli che pronunciare il nome di Pasolini è ancora oggi molto più che una citazione letteraria, cinematografica o di cronaca. Significa aprire o riaprire panorami intellettuali, creativi, poetici e politici di molti degli scenari più importanti del secondo dopoguerra italiano attraverso una figura di pensatore geniale, acuto, intelligente e, quel che più conta, davvero mai banale.
Il volume, nel rispetto di quanto annunciato dal titolo, è nettamente diviso in due parti, in ordine di lettura la Sinistra e la Destra. C'è la testimonianza di Gianni Borgna e, a seguire, quella di Adalberto Baldoni. Ognuno racconta la politica, il cinema, i processi, l'omosessualità, le poesie, le polemiche di Pasolini e dei suoi anni per quanto ha vissuto e per come ha inteso, dialogato, amato o dibattuto con il grande scrittore e regista bolognese. Le pagine scorrono ricche di spunti e notizie, narrano momenti ed episodi, insinuano dubbi o possibilità interpretative meno divulgate su eventi della nostra storia recente, dalle stragi al '68, dalla morte di Enrico Mattei alla violenta fine dello stesso Pasolini, a Ostia, il 2 novembre 1975. Un ping pong che indubbiamente avvince e ci aiuta a meglio comprendere che cosa accadde allora o almeno ci invita a saperne ancora di più.
A nostro avviso, però, è proprio questo andamento schematico da tennistavolo, a pacifica botta e risposta, ad essere il limite maggiore del libro, oltre a un po' di trascuratezza editoriale nelle ultime venti/trenta pagine, dove iniziano a fiorire alcuni refusi causati forse dalla fretta di finire l'opera, troppi tuttavia rispetto ai mezzi informatici oggi a disposizione. Le due belle testimonianze non si integrano, piuttosto si affrontano o si fronteggiano, e ciascuno dei due autori custodisce il proprio bambino nel suo passeggino, magari spingono insieme uno di quelli a due posti, adatti per i gemellini, ma comunque separati in casa. Il lettore, una volta giunto in fondo al libro, sente di essere transitato attraverso un'intuizione importante per rileggere Pasolini e il suo tempo, e per questo ringrazia, ma percepisce anche di avere tra le mani un'occasione in parte sprecata, un embrione di come avrebbe potuto essere questo libro se, anziché optare per la sola strada ferrata dei due saggi su binari paralleli, si fosse scelto un terzo incomodo fra i due autori, un colto e brillante moderatore capace di metterli a confronto, a dibattito, a dialogo diretto sulle loro visioni partigiane dell'autore di Ragazzi di vita.
Nel momento in cui si è lodevolmente pensato di mostrare che già in quegli anni '60, '70 e '80 del '900 c'era chi, da Destra e da Sinistra, cercava, anche nel nome di Pasolini, di rinnovare il bagaglio culturale e ideologico dei rispettivi, opposti schieramenti, bisognava forse non ricreare tout court due saggi un po' monolitici, uniti solo dal fatto che si parla dello stesso argomento e nello stesso volume, ma nella pratica scollegati fra loro. Tra questa tesi/antitesi (o, se preferite, due tesi o due antitesi), è assente la sintesi del terzo capitolo, quello più difficile, ma probabilmente più interessante, perché, trattandosi di Pasolini e di due testimoni diretti come Baldoni e Borgna, non sarebbe stata una sintesi terminale, non avrebbe scritto nessuna parola fine, ma i titoli di testa di un nuovo film.
Arriverà in un prossimo libro? Lo speriamo. Ci manca.
Adalberto Baldoni, giornalista, saggista, autore di documentari. Nel 1955 ha iniziato la sua attività politica nella Giovane Italia. Più volte arrestato, processato e condannato per reati politici. Dirigente nazionale prima del Msi e poi di An, è stato consigliere comunale di Roma, capogruppo di An in Campidoglio. Tra i suoi libri: Noi rivoluzionari (1986), La notte più lunga della Repubblica (1989), Fascisti 1943-1945. Storia della guerra civile (1993), Sessantotto. L’utopia della realtà (2006); Anni di Piombo (2009). Con Vallecchi ha pubblicato A che punto è la notte? (2002), Due volte Genova. Luglio 1960-luglio 2001(2004), Storia della destra. Dal postfascismo al Popolo della libertà (2009).
Gianni Borgna (Roma, 1947), giornalista, docente universitario, è autore di opere celebri come Storia della canzone italiana e Il mito della giovinezza. Recentemente ha scritto assieme ad Antonio Debenedetti un libro su Roma Dal piacere alla dolce vita, edito da Mondadori. Assessore alla cultura del Comune di Roma tra il 1993 e il 2006, attualmente è presidente della fondazione Musica per Roma che gestisce il nuovo auditorium della capitale. Negli anni in cui era alla guida della Federazione giovanile comunista romana, Borgna ha potuto conoscere e frequentare a lungo Pasolini, su cui ha scritto in seguito numerosi studi e saggi.
Adalberto Baldoni - Gianni Borgna
Una lunga incomprensione. Pasolini fra Destra e Sinistra
I Saggi Vallecchi, 2010
348 pagine, 16 euro
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