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Danilo, Maurizio e Glenda. Due grandi amici con una brutta macchia sulla coscienza che li rode e li corrode, due personalità diverse e complementari, due ragazzi e poi giovani uomini che si prendono e si lasciano un po' come gli innamorati: questi sono Maurizio e Danilo.
Poi c'è la seducente e ingenua Glenda, bellissima favola vivente che li divide e li unisce, compagna ideale e a tratti idealizzata del loro percorso, sorella di quel Bonzo la cui vita è stata duramente segnata da uno scherzo a sfondo sessuale che Danilo e Maurizio gli hanno giocato, scoprendo per caso l'altra faccia della vita di Don Giuseppe, il loro parroco.
Da qui tre vite in continuo rimbalzo l'una nell'altra. Maurizio più introverso, che lavora e scrive. Danilo, che sembra più estroverso, una condotta talvolta ai limiti della legalità, un amore infinito per il mare del Sud e un equilibrio instabile. Ognuno dei due ha qualcosa che l'altro non ha: da lì il loro quasi incessante cercarsi. Tra loro, anzi in loro, Glenda, la scoperta dell'amore, del sesso, dell'esistenza (in) comune e di vari progetti di vita, una sorta, se ci è consentito il paragone con la libera donna dell'omonima canzone del 1976, di Anna di Francia dei nostri tempi, quindi spogliata delle ideologie: sia Danilo che Maurizio cercano a loro modo di essere, divisi o uniti, “la libertà” di Glenda, come il compagno occasionale della protagonista del brano di Claudio Lolli.
Marco Piermattei è davvero bravo a condurci all'interno di questo microcosmo uno e trino che è la vicenda del primo quarto di secolo delle biografie dei tre protagonisti. Sceglie una struttura narrativa solo apparentemente per blocchi: ogni capitolo dei Padri di Raul ha un titolo, ovvero il nome di Danilo, Glenda o Maurizio, a seconda, di volta in volta, dell'io narrante. Un po' come le convergenze parallele tradizionalmente attribuite a Aldo Moro, o, meglio, rimanendo in àmbito letterario, come i capitoli fintamente slegati che aprono i romanzi di Stephen King, o, meglio ancora, come Qfwfq, l'essere sempre esistito di uno dei capolavori di Italo Calvino, Le Cosmicomiche (1965), il quale, nel capitolo del libro intitolato La forma dello spazio, precipita nel vuoto e contemporaneamente interagisce con Ursula H'x e il Tenente Fenimore: già, un altro triangolo.
Così Danilo, Glenda e Maurizio, essenze umane verticali collegate da mille fili visibili e invisibili orizzontali e trasversali, viaggiano (salgono? scendono?) verso un epilogo tra Giacomo Leopardi e Marco Ferreri, un finale che ovviamente ci guardiamo bene dallo svelare. Né intendiamo spiegare il senso del duplice accostamento poetico e cinematografico. Lo scoprirete solo leggendo.
Detto questo, consigliamo I padri di Raul, ben prefato da Paolo Ciampi, perché è probabilmente il suo l'approccio corretto che un autore di oggi è opportuno che abbia nei confronti degli sfuggenti anfratti della realtà tra infanzia, adolescenza e prima età adulta: prendere le distanze dal Federico Moccia's style, con le sue stucchevoli misurazioni dello spazio tra i giovani protagonisti e la volta del cielo e le conseguenti colpevoli speculazioni successive, come pure dalle pretese pindariche di un Fabio Volo rasoterra o dalle belle ma un po' matematiche paludi di Paolo Giordano, stendendo al contrario, come fa Piermattei, le ali della tastiera e dell'approfondimento non sui mille fatterelli eclatanti che comunque infarciscono le nostre esistenze, ma su alcuni (pochi, ma buoni) eventi trainanti, per finire con la giusta dose di riflessione sui singoli personaggi, sui loro insiemi e sui vari sottoinsiemi.
La lingua è curata e in linea con i tempi: non priva di qualche concessione lessicale un po' troppo di attualità per il nostro gusto, ha buona raffinatezza, completezza di visione, capacità di tenere incollati alla pagina. Non c'è un assassino da scoprire, ma un mondo da comprendere: è tutt'altro che poco per un esordio da seguire con grande attenzione e interesse. Ottimismo ampiamente giustificato il nostro.
Marco Piermattei, fiorentino, ha trentasette anni fa a Firenze. Da oltre quindici lavora nel settore aeroportuale. Si è laureato in Scienze Politiche nel 2002. I padri di Raul è il suo primo romanzo.
Marco Piermattei: I padri di Raul
Romano Editore, 2011
362 pagine, 16 euro
Commenti
grazie enrico Zoi, complimenti e auguri a Marco Piermattei